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Cultura e costume

#RIGADIFONDO - C'era una volta Idris...

Mentre la scorsa stagione si chiudeva, in libreria usciva GOAT, graphic novel firmata da Emanuele Rosso che racconta la favola di Idris Arslanian, tennista sconosciuto (e immaginario) capace di affrontare in un torneo solo Murray, Djokovic, Nadal e Federer. Una lettura che ci fa pensare al tennis del futuro... a colore, come in un fumetto

di Gabriele Riva | 02 gennaio 2020

 

Per convenzione il passato è in bianco è nero, il futuro è a colori. Nel caso di GOAT, il fumetto scritto da Emanuele Rosso e pubblicato a fine novembre 2019, sono l’azzurro e il rosa, combinati, a raccontare il presente. Quello fiabesco, e poi ‘da favola’, che descrive le vicende di un inesistente talento della racchetta che in un anno gioca un torneo soltanto, a Marsiglia, e incrocia uno via l’altro i quattro fenomeni senza tempo della racchetta, i Big Three, Federer, Nadal e Djokovic, più Murray.

Non c’era una volta Idris Arslanian, insomma, perché non esiste. O meglio: i più attenti si accorgeranno che quel nome lì c’era già, ma non nei computer e nelle classifiche del tennis professionistico. È lo stesso di un personaggio nato dalla mente geniale e scura di David Foster Wallace, creato dalla sua penna e vissuto nelle pagine intrise di racchette di ‘Infinite Jest’. Adesso rivive a tinte azzurre, rosa e gialle grazie alla matita di Rosso, che in un’intervista a Open (la testata on-line, non il libro del doppio misto Moehringer/Agassi) invita i non-appassionati a guardare SuperTennis in tv per “entrare nelle dinamiche dello sport” e confessa la sua ossessione per il tennis.

Nata leggendo le pagine di DFW e sfogata nella sua dirompenza proprio dalla stesura del suo terzo graphic novel, intitolato GOAT (Fumetti Coconino Press-Fandango, 21 euro) e fin da subito ben accolto dalla critica. “Colori, fluidità, dialoghi minimalisti: Rosso racconta alla perfezione la sua generazione e il nostro tempo”, ha scritto La Stampa. “[…] L’avventura di un underdog destinato per 224 pagine a colori a tenerci incollati ai suoi match in una storia che rimbalza come una pallina di feltro tra finzione e realtà”, per il Corriere della Sera.

Una delle sue tavole, Rosso (friulano di nascita, bolognese d’adozione e laureato prima al DAMS e poi in lettere moderne), la apre con questa frase: “Il tennis è lo sport del diavolo. […] Nel tennis i punti non si contano, si pesano”. E pesano, nella psicologia del suo personaggio, come le ambizioni di voler arrivare al vertice a confrontarsi con i migliori del proprio tempo; come gli sforzi fatti per risalire partendo dalle retrovie che più retrovie non si può (ecco l’aspetto fiabesco, per giocarti le ‘quali’ in un 250 devi essere per lo meno uno che vince i Challenger, insomma, senza classifica è dura…); come la volontà di non deludere chi si mette a sognare grazie a un’impresa.

La fiaba è fiaba, ma a renderla verosimile c’è tutta la nostra voglia di magia. La nostra fame di favola e la nostra sete di lieto fine (a proposito, chi leggerà il fumetto troverà un non so che di shakespeariano in quanto a titoli di coda…). Insomma ci sono le nostre aspettative a fare da sottofondo.

Quelle per un 2020 tutto a colori, anche nel tennis internazionale così come nelle pagine di Rosso con tanto, tantissimo azzurro (il calembour cromatico è puramente casuale…). Leggendo delle gesta di Idris non possono non venire in mente i ‘nostri eroi’.

Matteo Berrettini che lotta per davvero contro i più forti, Jannik Sinner che ha già lasciato l’anonimato per trasformarsi in principe azzurro, papà Fabio Fognini che adesso ha pure la nuova principessa Farah da stupire con le sue gesta in campo.

Tutta gente disposta a dannarsi con il solo scopo di risalire… Sarà il potere delle favole ma ci avete fatto caso anche voi? Dannarsi e risalire sono l’anagramma esatto di Idris Arslanian.

GUARDA UN ESTRATTO DI GOAT