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Collezionismo

Avete mai sentito parlare di racchette Baruzzo?

Oltre alle più famose aziende italiane produttrici di racchette negli Anni ’20, hanno avuto un buon successo anche i telai prodotti dalla ditta torinese Mario Baruzzo, molto attenta ai dettagli e alla promozione. Almeno cinque i modelli prodotti, definiti dall’Associazione Collezionisti Tennis.

di Franco Alciati - Presidente Associazione Collezionisti Tennis | 08 novembre 2019

Come ben conoscono tutti gli appassionati di collezionismo e di storia delle attrezzature tennistiche italiane, le prime racchette fabbricate in Italia sono della Sirt (Società Italiana Racchette Tennis) di Bordighera, che inizia a produrle verso il 1918, seguite qualche anno più tardi, nel 1925, dalla Sail (Società Anonima Industria Lanzese) di Lanzo d’Intelvi e dalla Sarp (Società Anonima Raimondo Persenico) di Chiavenna.

Questi tre marchi per molti anni avranno nel nostro Paese il pressoché totale controllo del mercato. Tuttavia nella seconda metà degli Anni Venti alcune piccole aziende artigianali del Nord Italia si inseriranno in questo settore con validi telai che saranno favorevolmente apprezzati dal pubblico.

In particolare la SAPA (Società Anonima Pinto Alessandro) di Como e la Mario Baruzzo di Torino.

La ditta Mario Baruzzo nasce a Torino il 18 marzo 1926 ed esercita la sua attività di costruzione racchette da tennis e cerchi in legno per cicli e motocicli in un moderno capannone sito in via Principessa Clotilde al numero 5 (angolo via dell’Industria 16).

Le racchette sono prodotte con legno selezionato proveniente dalle nostre Alpi e tutte le fasi di lavorazione sono minuziosamente seguite nei diversi reparti da personale qualificato. Le immagini, relative ai locali di finitura e accordatura, testimoniamo in effetti una particolare meticolosità da parte delle maestranze nella lavorazione delle racchette.

I telai sono brevettati ‘Giorgi’ e l’agenzia generale di vendita di Milano (sita in corso Magenta, 57) ne cura la commercializzazione.

La ditta reclamizza sin da subito i suoi articoli con inserzioni su riviste sportive ma anche partecipando a fiere ed esposizioni come testimonia una rara fotografia che ritrae nel 1927 la Mario Baruzzo alla mostra di Torino ‘La donna e il bambino nel loro regno’.

Il suo stand evidenzia un vasto assortimento sia di racchette da tennis, con il modello Dux in primo piano, che di cerchi per cicli con la dicitura ‘il cerchio che s’impone’.

La conferma della validità di queste racchette è data anche dal fatto che la rivista ‘Tennis’ nel numero del 15 maggio 1931 riporta ad intera pagina una curiosità legata a questo marchio torinese. Una racchetta Baruzzo è stata infatti messa come primo premio per il vincitore del I° Concorso Coppa Davis, indetto all’epoca dalla stessa testata.

Non sono purtroppo numerose le notizie tramandate nel tempo su questa azienda, ma tuttavia grazie al ritrovamento di qualche vecchia inserzione pubblicitaria ed alla collaborazione di alcuni amici e soci, l’Associazione Collezionisti Tennis è riuscita a definire con certezza ben cinque telai prodotti dalla casa torinese.

Innanzitutto il suo primo modello del marzo 1926 denominato ‘Eja’: un pezzo rarissimo ed assai prezioso che un giovane collezionista torinese, Filippo Schierano, ha scovato qualche tempo fa in un mercatino nei dintorni di Torino.

La racchetta si presenta tra l’altro in ottime condizioni con la particolarità del nome del costruttore inciso a fuoco sul legno. Tra i telai noti prodotti nel 1927 si segnalano ‘Sabauda’, racchetta definita di ‘gran classe’ e ‘Dux’, modello proposto in due versioni con differenti decalcomanie.

Poco dopo, sul finire degli anni venti vengono anche fabbricate le racchette ‘Rex’ e ‘Zenit’.