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Maschi e femmine, che cosa cambia?

Forza, conformazione del bacino, mobilità articolare, articolazione del gomito: sono queste le maggiori differenze che si riscontrano tra i due sessi, tutte di natura bio-meccanica. Analizziamole con l'aiuto delle immagini

di Gennaro Volturo * | foto Getty Images | 15 ottobre 2019

* I.S.F. R. Lombardi

La maggior parte delle differenze tecniche tra tennis maschile e femminile è riconducibile ad aspetti biomeccanici. Di questi, i più rilevanti possono essere sintetizzati come segue.

La forza

L’uomo ha una statura, una massa muscolare e una massa ossea maggiore rispetto alla donna.
Sappiamo come la forza sia una componente strutturale della tecnica e pertanto tale differenza giustifica le difficoltà che le tenniste presentano nell’ottimizzare la meccanica esecutiva e quindi la prestazione del rovescio a una mano che non a caso da anni è un modello quasi esclusivamente maschile.
La minore massa muscolare e ossea rende necessari tempi di applicazione della forza più elevati per generare accelerazione della racchetta; conseguentemente una delle differenze più rilevanti tra tennis maschile e femminile, specie nei colpi a rimbalzo, è l’ampiezza del movimento di preparazione.

Conformazione del bacino

Le donne hanno un diametro del bacino più ampio rispetto agli uomini e una curva lombare più accentuata. A seguito di tale differenza, per le tenniste è più difficile controllare la torsione del tronco sia durante la fase di preparazione che di accelerazione delle varie abilità tecniche.
Ne consegue una riduzione dei tempi di applicazione della forza (la maggiore torsione del tronco infatti implica una riduzione del raggio di movimento degli arti superiori) e tale aspetto è particolarmente evidente nei colpi caratterizzati dall’impiego di una catena cinetica aperta come il diritto e il servizio.
Non a caso con il rovescio bimane, abilità contraddistinta dall’utilizzo di una catena cinetica più chiusa, le tenniste hanno solitamente una prestazione più elevata grazie alla maggiore facilità nel controllare i gradi di libertà di movimento del tronco.

Mobilità articolare

Le donne hanno maggiore mobilità articolare degli uomini tranne che nella parte alta del tronco. Da qui le difficoltà che le tenniste presentano nell’inclinare al meglio le spalle durante la fase di preparazione del servizio.
Tale aspetto biomeccanico influisce sulla direzione verticale della forza nella fase di accelerazione e conseguentemente sull’altezza dell’impatto. Questa è una delle motivazioni principali per cui le tenniste avvertono l’esigenza di utilizzare la tecnica del “foot up” piuttosto che del “foot back”.
L’avvicinamento del piede posteriore a quello anteriore favorisce sia l’estensione dell’anca anteriore che l’inclinazione delle spalle.

Articolazione del gomito

Le donne hanno una maggiore escursione articolare del braccio verso l’esterno in quanto la fossa dell’olecrano (che è l’estremità inferiore dell’omero dove si innesta l’ulna) è più profonda e ampia rispetto agli uomini. Ciò giustifica la facilità con cui le tenniste riescono (fin dall’età giovanile) ad arretrare l’attrezzo ben oltre la linea delle spalle al termine della preparazione dei colpi a rimbalzo e dei colpi al volo.
Tale aspetto biomeccanico il più delle volte interferisce con il timing esecutivo specialmente quando occorre ridurre l’ampiezza del movimento per fronteggiare una velocità di palla particolarmente elevata.