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Collezionismo

Un libro pieno di Thonet

La ditta austriaca è famosa nel mondo dell’antiquariato per le sue splendide sedie: con lo stesso sistema di piegatura del legno a caldo realizzò anche, per un periodo, bellissime racchette. Ora raccolte in un volume

di Franco Alciati * | 27 giugno 2019

* presidente Associazione Collezionisti Tennis

La fabbrica austriaca Thonet è universalmente conosciuta nel mondo dell’antiquariato per le sue splendide sedie che venivano fabbricate con ineguagliabili curvature. Michael Thonet era un ebanista austro-ungarico che per primo inventò il metodo di piegare a caldo strisce di legno massiccio.

Un sistema che migliorò radicalmente la qualità delle sedie e delle poltroncine a dondolo tanto che la loro richiesta aumentò considerevolmente e alla fabbrica di Vienna, sorta nel 1842, si rese necessario aprirne poco dopo altre in Ungheria e Moravia.
Ed è proprio in Moravia a Koritschan, nella parte orientale dell’attuale Repubblica Ceca, che in ottica di ampliare e diversificare la gamma dei propri articoli, la Thonet sul finire del 1891 iniziò la produzione delle racchette da tennis. Tre i modelli iniziali, contrassegnati dalle sigle *A; *B; *C, per un totale di 321 telai che divennero 1.100 l’anno successivo con ben dieci modelli diversi; racchette di ottima fattura, ben rifinite nei particolari e talune con manici a bulbo, fishtail, martello e ventaglio.

4 mila all'anno

Sul finire dell’ottocento la produzione annua di racchette raggiunse le 4.000 unità per poi poco alla volta regredire a seguito della forte concorrenza esercitata dalle industrie inglesi, tanto da indurre la proprietà nel 1930 a cessarne definitivamente la fabbricazione. Queste racchette e in particolare quelle dei primi anni sono oggigiorno assai ricercate dai collezionisti e le valutazioni raggiungono alle aste on line cifre consistenti. Da qualche mese tutte queste ‘chicche’ sono racchiuse in uno splendido libro dal titolo ‘Tennisschlager der Firma Gebruder Thonet’ scritto dal Dr. Heiner Kerling, il più grande collezionista al mondo di questi telai.
Un libro di 140 pagine ben fatto e illustrato che contiene una miriade di immagini a colori e in bianco/nero che ben documentano la storia di queste stupende racchette. Un testo che non dovrebbe mancare nella biblioteca di un tennista ancorché sia scritto solo in lingua tedesca.

La curiosità: una busta da Parigi 1976

Tra le numerose curiosità collezionistiche legate al Roland Garros c’è questa busta emessa dalla Federazione Francese Tennis il 27 maggio 1978 a ricordo del cinquantenario dello storico torneo parigino. Unitamente al francobollo e all’affrancatura postale, creati appositamente a celebrazione di tale evento, ‘l’enveloppe’ ritrae Adriano Panatta in azione di gioco nell’anno della sua vittoria del 1976.