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Viaggi e turismo

Quando il tennista va in montagna

Anche per gli amatori è sconsigliabile fermarsi durante la pausa estiva, interrompendo qualsiasi forma di attività o di allenamento. Ecco una serie di esercizi per chi, alla spiaggia, preferisce i soggiorni in altura

di Giovanni Catizone e Vittorio Santini | 18 aprile 2019

Dopo avere descritto sul numero scorso (SuperTennis n.26 del 29 luglio) l’allenamento da tenersi in vacanza al mare, passiamo ora in rassegna l’attività fisica da svolgersi in montagna. È doveroso sottolineare che in montagna l’altitudine svolge un ruolo fondamentale, più si sale e più ha luogo la rarefazione dell’ossigeno nell’aria che si respira. Questa condizione potrebbe generare stati di malessere ed eccessivo affaticamento che sarebbe prudente evitare. Quanto verrà qui di seguito proposto si riferisce a montagne di media altitudine. Particolare attenzione deve essere posta anche a quelle esercitazioni che si svolgono in salita, ma specialmente in discesa. Situazioni, queste ultime, che implicano problemi di carattere muscolare ed articolare.

Correre in montagna

Corsa lunga o camminata veloce in salita, dai 3/4 km in su: aumenta il volume del cuore, potenzia i muscoli degli arti inferiori, sviluppa la mobilità articolare della caviglia, sviluppa l'equilibrio e ha un effetto dimagrante. Inoltre aumenta la forza di volontà. Questo allenamento non è consigliabile a chi si trova in uno stato di affaticamento muscolare, chi attraversa una fase di scarso livello di preparazione fisica generale e chi soffre di tendiniti o tendinosi. Se non si è avvezzi a questo tipo d'allenamento non è consigliabile tornare alle partenze di corsa in discesa ma è preferibile essere accompagnati con un mezzo di trasporto.

Fartlek naturale (vedi foto 7 e 8): corsa lunga su terreni ondulati con variazioni di ritmo spontanee, possibilmente entro i 30 minuti. Aumenta il volume del cuore, potenzia i muscoli degli arti inferiori in modo concentrico in salita ed eccentrico in discesa, sviluppa la mobilità articolare della caviglia e dell'anca. In più sviluppa l'equilibrio e il senso dell'orientamento. Questo allenamento non è consigliabile a chi si trova in uno stato di affaticamento muscolare, chi attraversa una fase di scarso livello di preparazione fisica generale e chi soffre di tendiniti o tendinosi.

I periodi dello sport

Nel tennis, così come in ogni sport, esistono differenti periodi dell’anno: quelli degli allenamenti, quelli delle gare, ma anche quelli delle vacanze. Questo periodo dell'anno coincide con la parte finale della “stagione” dell'allenamento. E nella concezione rigida di allenamento non sono previsti periodi di fermo totale delle attività motorie ma più precisamente differenti tipologie di lavoro rispetto alla routine. Durante il mese di giugno il tennista comincia a stilare i primi bilanci della stagione che tendenzialmente vertono sull’avere raggiunto gli obiettivi prefissati o sul non averli raggiunti. L'appartenere ad una o all'altra categoria determina per l'imminente estate vacanziera scelte d'allenamento differenti. Tendenzialmente, chi non ha raggiunto completamente i suoi obiettivi sfrutta l'estate per incrementare le ore di training, chi invece è soddisfatto, tende a pensare a un periodo di completo riposo. Sullo scorso numero, il fascicolo 27 del 29 luglio, avevamo elencato le attività consigliate per chi predilige le vacanze al mare.