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L'allenamento

Così è cambiata Serena, sempre più all’attacco

La Williams è la più famosa giocatrice d'attacco del circuito Wta. Ottiene un elevato numero di punti vincenti nei primi quattro colpi. Analizziamo tecnicamente il suo gioco, dal servizio ai colpi da fondocampo...

10 luglio 2019

Nel tennis femminile si è soliti classificare le giocatrici in tre tipologie: attaccanti da fondo, contrattaccanti da fondo e giocatrici a tutto campo. Anche a livello femminile, negli ultimi anni, c’è stata una notevole evoluzione del gioco, che ha contribuito a determinare una quarta categoria di giocatrici, quella dell’attacking player. Da un punto di vista statistico, la caratteristica principale della giocatrice “attacking player” è quella di ottenere un elevato numero di punti vincenti nei primi quattro colpi, riducendo al minimo il numero degli scambi. I suoi punti di forza, solitamente, sono il servizio e il colpo successivo al servizio.
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La trasformazione

A livello femminile, tra le Top 100, possiamo annoverare ancora pochi nomi tra le interpreti di questa tipologia, per esempio Serena Williams, Karolína Plíšková e Camila Giorgi. La stessa Serena Williams è stata da sempre classificata come la migliore delle giocatrici “attaccanti da fondo”, ma negli ultimi anni ha modificato il suo stile di gioco in maniera evidente verso un tennis sempre più aggressivo, con le caratteristiche dell’attacking player a tutti gli effetti.
Serena Williams da attaccante da fondo è diventata negli ultimi anni un attacking player a tutti gli effetti grazie a un tennis sempre più aggressivo

L'identikit di Serena

Analizziamo ora, da un punto di vista tecnico/tattico, le sue peculiarità. Il suo servizio è senz’altro il migliore del circuito, e si contraddistingue per una meccanica esecutiva molto simile a quella espressa nel tennis maschile. Anche grazie alla sua forza fisica è in grado di servire una prima palla con punte di velocità attorno ai 200 km orari (il suo record personale è 207 km/h), riuscendo inoltre a variare tutte le direzioni del servizio: piatto, slice e kick.

 

Sia la prima che la seconda palla di servizio sono interpretate con grande aggressività. E uno dei suoi schemi di gioco più produttivi da destra è quello in cui utilizza la rotazione slice a uscire generando un’apertura di campo laterale per eseguire successivamente un diritto lungolinea offensivo o vincente.
Molto spesso, abbina al servizio uno schiaffo al volo di diritto cercando un winner. Nell’esecuzione del servizio, da un punto di vista tecnico, possiamo apprezzare soprattutto l’estrema semplicità del movimento, caratteristica comune a tutti i grandi servizi. Si può anche evidenziare l’impiego della tecnica del “foot-up”, che prevede un avvicinamento progressivo del piede posteriore a quello anteriore al termine della fase di preparazione.

Sempre aggressiva

In risposta al servizio, Serena mostra sempre una grande aggressività, a partire dalla posizione di partenza sempre a ridosso della linea di fondocampo o con i piedi dentro al campo in caso di seconda di servizio. L’obiettivo principale della sua risposta aggressiva è sempre quello di prendere in mano l’iniziativa dello scambio. Tecnicamente è molto brava a variare le ampiezze di movimento per poter fronteggiare anche servizi veloci partendo da posizione così ravvicinata.

Nei colpi da fondo ricerca grande potenza per ridurre al minimo il numero degli scambi e il suo posizionamento è sempre piuttosto vicino alla riga di fondocampo, consentendole di ricercare al meglio una soluzione vincente il prima possibile, anche attraverso lo schiaffo al volo. Sotto l’aspetto tecnico effettua movimenti di preparazione molto anticipati, specialmente di rovescio (la testa della racchetta arretra molto prima del rimbalzo della palla).

Il movimento di preparazione del diritto è più ampio rispetto al rovescio. La testa della racchetta supera l’altezza delle spalle al termine della fase di arretramento e a tale azione segue un movimento molto veloce nella fase di accelerazione.

Nel rovescio bimane, al contrario, la preparazione è più contenuta con le mani disposte all’altezza dei fianchi nella fase di arretramento dell’attrezzo. Si può apprezzare anche la grande abilità nell’impiego dell’arto sinistro da cui deriva buona parte dell’energia prodotta al momento dell’impatto.