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L'attrezzatura del campione

La racchetta di Tsitsipas: bianca e blu come la bandiera

Per la Wilson Blade 98 del grande emergente del tennis mondiale è stata realizzata una livrea che riprende i colori nazionali della Grecia, azzurro e bianco. Pattern fitto, corda monofilo, tensione medio-alta: un attrezzo bello tosto con cui lui può aggredire a tutto braccio

di Enzo Anderloni | 31 maggio 2019

È la vera nuova stella del tennis mondiale e viene facile, quando uno è nato ad Atene, giocare sul fatto che sia un nuovo mito o una nuova divinità. Di fatto Stefanos Tsitsipas, con le sue lunghe chiome e i suoi vent’anni, è ormai entrato stabilmente nell’Olimpo del tennis. Quando batti Roger Federer agli Open d’Australia e Rafael Nadal sulla terra battuta di Madrid, è normale che si veda in te qualcosa di fuori dall’ordinario.
Stefanos è il primo giocatore greco di sempre a raggiungere questi livelli e lo fa con un tennis completo, verrebbe da dire spumeggiante, vista la capacità di attaccare appena può ma difendersi strenuamente quando serve. Non stupisce quindi che Wilson, l’azienda che gli fornisce da sempre le racchette, abbia pensato per lui qualcosa di particolare sul piano della personalizzazione.
Telaio asciutto, profilo sottile (21 mm) in grafite e basalto, rigidità media: prevalgono le doti di controllo su quelle di potenza
Tsitsipas, da quando abbiamo imparato a conoscerlo, cioè con la vittoria al Trofeo Bonfiglio, gli Internazionali d’Italia juniores, conquistata nel 2016 al Tc Milano Alberto Bonacossa ha sempre avuto in mano una Wilson Blade. Un telaio molto diffuso tra i professionisti ma anche tra i semplici giocatori agonisti di buon livello, dalla Terza categoria in su. È un telaio asciutto, con un profilo sottile (21 mm) in grafite e basalto, di rigidità media, in cui spiccano maggiormente le doti di controllo rispetto a quelle di potenza. Piace dunque soprattutto a chi picchia forte, senza eccessi di rotazione. O a chi necessita di una racchetta che non tradisca in termini di precisione: la spinta ce la mette lui.
Così nel circuito quel telaio lo abbiamo visto in mano a un bomber come il canadese Milos Raonic ma anche a un fine dicitore, tutt’altro che muscolare come il belga David Goffin. Oppure a un ‘gatto’ della Next Gen come l’australiano Alex De Minaur. Tra gli italiani supporta da sempre il tennis aggressivo di Lorenzo Sonego come quello di Salvatore Caruso. Era anche il telaio di Flavia Pennetta: oggi l’ha in pugno Simona Halep.

Il suo pattern è fitto: 18x20

La Wilson Blade di serie è disponibile in tante versioni che, a partire dalle caratteristiche di fondo cui abbiamo accennato, aggiungono sfumature diverse. I modelli centrali sono le Blade 98 Countervail, con il piatto corde da 98 pollici quadrati, disponibili con due diversi pattern d’incordatura: a maglia più larga (16x19) e più fitta (18x20). Tsitsipas ha scelto quest’ultimo, che accentua maggiormente le caratteristiche di controllo e precisione rispetto al 16x19 più votato alla potenza e allo spin (preferito invece dalla Halep).
Giusto per la cronaca, tra le Wilson Blade ci sono anche quelle di Serena e Venus Williams, completamente diverse dalle altre, perché hanno un piatto decisamente più ampio, 104 pollici quadrati, e dunque, pur restando nella famiglia, offrono prestazioni totalmente differenti.

Azzurra e bianca come la sua bandiera

Tornando a Tsitsipas, va detto subito che nella nuova politica delle customizzazione sul piano cosmetico, le sue Blade hanno fatto storia a sé. Ne abbiamo visto infatti alcune, specie quelle più leggere (versione 98L) o più votate allo spin (versione 98S) entrare nel novero del ‘painting” bianconero zebrato della serie Bold (si vedono impugnate dall’olandese Kiki Bertens, come dal giovane francese Moutet). Gli attrezzi di Tsitsipas sono invece stati virati ai suoi colori nazionali, l’azzurro e il bianco della bandiera greca.
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Corda monofilamento ma sottile

Come quasi tutti i top players, la taratura di peso e bilanciamento è top secret. Ogni campione ha il suo specialista di fiducia che gli seleziona le racchette e poi si preoccupa di renderle perfettamente identiche tra loro, in modo da essere intercambiabili durante i match, spesso ad ogni cambio palle. Abbiamo però avuto la possibilità di vedere da vicino il set del campione greco nella ‘buca’ degli incordatori degli Internazionali d’Italia e alcuni dettagli suoi personali li abbiamo potuti cogliere.

In primo luogo la scelta di corda e tensione. Tsitsipas fa montare un sintetico monofilamento Luxilon 4G, una corda in copoliestere che viene proposta dal marchio belga, best seller in questo segmento di mercato, come un modello ‘top’, che non perde tensione e offre buone doti di confort. Minimizzerebbe quindi i due limiti classici di questo genere di corde che in generale sono dure e si lasciano andare dopo poche ore di gioco. I professionisti possono permettersi di cambiarle spesso e così ne colgono solo i lati positivi. In particolare Tsitsipas ha scelto il calibro più sottile tra i due disponibili, quello da 1,25 millimetri (esiste anche in versione 1,30).

Tensione a 25kg, bella tosta

La tensione richiesta al team degli Internazionali BNL d’Italia, guidato da Marco Rossani, è stata di 25 kg sia per le corde verticali che per quelle orizzontali. Un valore medio-alto rispetto alle tendenze attuali che, proprio per la sempre più ampia diffusione delle corde in poliestere, sono più vicine ai 21/22 kg (quelle che consigliamo anche ai giocatori di club che volessero arrischiarsi a usare questo tipo di corda).
Tirando le somme possiamo immaginare che la Wilson Blade 98 (18x20) di Stefanos Tsitsipas con questa incordatura sia bella tosta. Di sicuro consente al n. 6 del mondo di tirare i colpi a tutto braccio senza perdere controllo. Quello che lui effettivamente fa, mescolando servizi esplosivi e discese a rete con grandi battaglie da fondo. Sempre però alla ricerca del colpo vincente.