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Le storie

Nel nome (quasi) della madre

Elli è figlia d'arte, perché mamma Hana è stata numero 3 del mondo e ha vinto 4 Slam. Ma proprio lei, la madre, ha voluto che la figlia portasse un cognome diverso, per evitarle troppe pressioni

di Alessandro Nizegorodcew | 25 maggio 2019

Nel nome (o quasi) della madre. Figlia d’arte per eccellenza, talento sopraffino e splendido rovescio, Elizabeth Mandlik si candida come volto nuovo del tennis statunitense. “Naturalmente – racconta 'Elli' – è stata mia madre a spingermi verso questo sport. Inizialmente non mi piaceva molto, ma pian piano ci ho preso gusto e adesso non voglio più fermarmi”. La madre di Elizabeth risponde al nome di Hana Mandlikova, straordinaria campionessa cecoslovacca (poi naturalizzata australiana) che conquistò in carriera 4 titoli Slam e complessivamente 27 tornei del circuito maggiore. La leggenda vuole che Hana, per non mettere pressione di alcun tipo ai suoi due figli gemelli Elli e Mark (quest'ultimo numero 102 Itf under 18), nati il 19 maggio 2001, abbia scelto di ‘tagliare’ il proprio cognome riducendolo a Mandlik. “Il rapporto con mia mamma è ottimo – prosegue Elizabeth – ed è davvero fantastico avere un coach che fa parte della famiglia. Nessuno mi conosce come lei. Ovviamente vivere sempre a contatto porta a qualche discussione, ma è normale e ormai ci ho fatto l’abitudine”.

Da Boca Raton a Barletta

Elizabet Mandlik nasce a Boca Raton, in Florida, durante la primavera del 2001 e viene subito spinta in campo da mamma Hana. “Ho iniziato a giocare davvero presto – racconta Elli – sempre aiutata dai consigli di mia madre. Chi meglio di lei può aiutarmi in questo difficile percorso che porta al professionismo. E pensare che il mio sogno era quello di diventare una sciatrice. Ma oggi sono felice di aver intrapreso la strada del tennis”. Nel 2019 Elizabeth ha conquistato il suo primo titolo nel 15.000 dollari di Carson, bissando il successo a Barletta il 19 maggio, proprio nel giorno del suo diciottesimo compleanno. “Non mi aspettavo di vincere due titoli in pochi mesi. Non me lo aspettavo e ne sono davvero felice. Rispetto ai tornei junior, che mi hanno portato sino al numero 22 di categoria, bisogna lottare ogni singolo punto per poter alzare le braccia al cielo. Si deve ricercare, sin da subito, una grande forza mentale. Il successo nel torneo di Barletta è stato accolto con grande gioia dalla famiglia Mandlikova. “Ed è a mia mamma che voglio dedicare il titolo conquistato in Puglia – spiega la Mandlik –. Ho fatto tesoro dei suoi consigli e ho vinto”.
Il mio sogno era quello di diventare una sciatrice. Ma con i consigli di mia madre, ho trovato la strada per diventare professionista nel tennis

Il tennis di Elli

“Ho buone sensazioni riguardo al mio gioco in questo periodo. Il mio stile è iper aggressivo e quindi mi adatto molto bene alle superfici veloci, ma anche sulla terra penso di potermi esprimere ad alto livello”. La Mandlik ha palesato a Barletta, e successivamente al Bonfiglio, un rovescio di pregevole fattura con cui ha trovato numerosi vincenti, soprattutto in lungolinea, e una buonissima prima di servizio. Sulla seconda c’è parecchio lavoro da fare, ma il tempo è dalla parte della neo maggiorenne. A seguirla è sempre mamma Hana, che ha inserito nel team anche Alexa Noel, classe 2002 di Scottsdale. “Non mi dà fastidio che mia madre segua anche altre atlete. Anzi, credo che la loro presenza possa essere importante nella mia crescita tennistica”. La stagione della Mandlik proseguirà con tornei da 15.000 alternati agli Slam junior di Roland Garros e Parigi. “Sinceramente non mi aspettavo di iniziare così bene l’anno – chiosa Elli – e quindi punto a vincere i pochi, ma importanti, tornei junior che disputerò”. Mamma Hana è pronta ad accompagnarla in giro per il mondo, tra un sogno chiamato Wimbledon (l’unico Slam che la Mandlikova non ha conquistato in carriera) e un cammino Itf costellato di vittorie.