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L'allenamento

Zverev ai raggi X

Analizziamo le caratteristiche del tedesco colpo per colpo. Il servizio con timing asincrono, il diritto con presa western e il rovescio caratterizzato dall’angolazione della racchetta al termine della preparazione

di Gennaro Volturo | 03 giugno 2019

Tra i tennisti delle nuove generazioni, merita una particolare menzione Alexander Zverev, che all’età di 20 anni aveva già raggiunto la terza posizione nel ranking Atp grazie ai brillanti risultati ottenuti nelle ultime stagioni coronate dal successo nei Masters 1000 di Roma e di Montreal. Analizziamo gli aspetti più rilevanti che caratterizzano la tecnica dei colpi di Zverev (guarda le foto).

Il servizio

Per quanto concerne il servizio, è interessante sottolineare come il tennista tedesco serva con un timing asincrono che comporta un anticipo nel completamento della fase di preparazione e tale aspetto tecnico si evidenzia osservando la differente posizione assunta dagli arti superiori dopo aver effettuato il lancio di palla. Mentre l’arto non dominante è in posizione perpendicolare al terreno, favorendo l’estensione dell’anca anteriore e la torsione del tronco, l’arto dominante è ancora in fase di estensione con la testa della racchetta in posizione inferiore al piano delle spalle. Pertanto, le azioni successive di flessione del gomito e rotazione esterna del braccio sono da considerarsi parti integranti della fase di accelerazione. Al contrario tanti altri tennisti, quando flettono il gomito portando la racchetta sopra le spalle, hanno appena completato la fase di preparazione. Tale meccanica esecutiva consente a Zverev di aumentare lo spazio di accelerazione dell’attrezzo e di applicare forza in un intervallo di tempo maggiore. Nonostante gli evidenti vantaggi in termini di velocità prodotta, questa tipologia di servizio didatticamente può comportare alcuni svantaggi per quanto concerne il timing esecutivo a seguito di una coordinazione segmentaria piuttosto complessa. Guardandolo servire si può notare come l’atterraggio non sia particolarmente avanzato e tale aspetto tecnico rende conto di come il trasferimento del peso del corpo debba necessariamente essere combinato con la spinta prodotta in direzione verticale per garantire maggiore altezza nella fase di impatto.

Il diritto

Per quanto concerne il diritto, in primo luogo è da evidenziare come Zverev effettui un movimento di preparazione molto ampio con la racchetta che descrive una traiettoria circolare definita ben al di sopra dell’altezza delle spalle. Tale meccanica esecutiva il più delle volte porta il tennista tedesco ad assumere una posizione piuttosto arretrata (anche nella risposta al servizio) per poter completare l’arretramento dell’attrezzo. La presa western consente di produrre un grado elevato di complessità di palla attraverso la combinazione dei movimenti di deviazione ulnare e radiale della mano nonché di supinazione e pronazione dell’avambraccio. Nonostante Zverev esegua il diritto accentuando la rotazione interna del braccio (come si evince dalla progressiva flessione del gomito), riesce a controllare perfettamente i gradi di libertà di movimento del tronco attraverso la stabilità della testa e l’azione di equilibrio dell’arto non dominante. Molto spesso Zverev esegue il diritto in open stance e in tale situazione tattica è particolarmente abile sia ad attivare l’estensione degli arti inferiori grazie alla spinta prodotta dal piede sinistro, sia a gestire l’equilibrio in volo recuperando rapidamente la posizione ottimale dopo aver completato il finale di movimento.

Il rovescio

Il rovescio probabilmente è il colpo migliore di Alexander Zverev. Con tale abilità tecnica il tennista tedesco riesce a gestire al meglio tutte le fasi di gioco producendo numerose variazioni in termini di traiettorie e angolazioni grazie anche a un sempre più efficace utilizzo tattico dello slice. Uno degli aspetti tecnici che caratterizza il rovescio di Zverev è l’angolazione della racchetta al termine della preparazione. L’attrezzo è perpendicolare al terreno con i gomiti che, in tale fase del movimento, sono flessi. Al contrario, la maggioranza dei giocatori bimani (almeno nel circuito maschile) al termine del backswing ha la testa della racchetta rivolta verso la rete di recinzione con l’arto dominante in fase di estensione. Un altro aspetto rilevante da prendere in considerazione è la notevole ampiezza della base d’appoggio che facilita il trasferimento del peso del corpo durante la fase di accelerazione. A tal riguardo è molto importante l’azione del piede posteriore che attiva sia il movimento di traslazione che la torsione del tronco. La progressiva estensione dell’arto dominante favorisce la produzione di velocità lineare mentre la coppia di forze prodotta dai polsi consente di modificare progressivamente il piano di movimento dell’attrezzo per generare rotazione in top-spin.