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20 azzurri Top 200: l’Italia del boom

Storico record di presenze italiane nell’élite del tennis: la qualità del nostro ventesimo giocatore (Stefano Napolitano, n.199) è la migliore del mondo, superiore a Usa (Tommy Paul n. 204) e Spagna (Bernabe Zapata Miralles, n.256)

di Enzo Anderloni | 20 aprile 2019

Era tanto che tenevamo d’occhio quel numero venti. Pubblichiamo ogni settimana da oltre 4 anni l’elenco dei primi 20 giocatori italiani nella classifica mondiale e abbiamo visto crescerne progressivamente la qualità. Mercoledì 4 febbraio del 2015, primo numero di SuperTennis Magazine versione ‘weekly’, in cui celebravamo il successo di Fabio Fognini e Simone Bolelli nel torneo di doppio degli Open d’Australia, il 20° tennista italiano era Walter Trusendi, n.427 del mondo. Stesso periodo della stagione, l’anno scorso il nostro n.20 Atp era Andrea Basso, n.335. Un bel passo avanti, considerando che, man mano che la competitività e la qualità salgono, progredire diventa più difficile.

Invece a un certo punto è partito un treno ad alta velocità. E abbiamo visto quel numero, quello del ventesimo giocatore italiano risalire il ranking come un Frecciarossa. Venne fuori qualcosa a metà tra la battuta e la scommessa in redazione, lavorando quella pagina delle classifiche subito dopo gli US Open 2018. L’under 16 Musetti era stato finalista under 18, e Lorenzo Sonego entrava per la prima volta tra i Top 100. Il n.20 degli italiani era Filippo Baldi, n.275. “Pensa il giorno che dovessero essere tutti e 20 tra i primi 200…”.

Quel giorno è oggi. Nell’Atp Singles Ranking dell’8 aprile 2019 il ventesimo giocatore italiano è Stefano Napolitano, 23 anni, n.199. Un record storico per il nostro tennis, un primato mondiale nel circuito attuale. Come ci ricorda il nostro specialista dei numeri Giorgio Spalluto, sono solo 8 le nazioni che hanno almeno 20 giocatori nella classifica professionistica. L’Italia (che ne annovera ben 49) è l’unica con 20 tennisti top 200. Meglio degli Usa, il cui 20° rappresentante è Tommy Paul, n.204; meglio della Spagna che piazza il suo n.20, Bernabe Zapata Miralles, al n.256.
Tra questi nostri 20 top player, perché è di questo tipo di giocatori che stiamo parlando ora che i numeri del tennis professionistico sono sempre più selezionati dal nuovo Transition Tour ITF, ci sono i campioni ultra trentenni della generazione di Federer, Nadal e Djokovic che hanno riportato l’Italia nell’élite del tennis: Fabio Fognini, Andreas Seppi, Simone Bolelli, Paolo Lorenzi.
E quelli, sempre intorno ai trenta, che hanno cercato di imitarli senza mai mollare: Thomas Fabbiano, Luca Vanni, Andrea Arnaboldi, Roberto Marcora. Poi c’è un gruppo nel pieno della maturazione, tra i 25 e i 28 anni: Marco Cecchinato, Salvatore Caruso, Stefano Travaglia, Alessandro Giannessi, Lorenzo Giustino.
Infine i giovani dai 24 anni in giù, gente che ha ragionevolmente una decina d’anni di carriera davanti per provare ad arrivare… dove vuole: Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego, Gianluigi Quinzi, Filippo Baldi, Gianluca Mager, Matteo Donati e Stefano Napolitano. Tutti giocatori davvero forti, tutti tra i primi 200 del mondo. Una squadra dall’assortimento vastissimo che è destinata a rimpolparsi ulteriormente perché, in tema di giovani, dietro stanno spingendo forte 21enni come Gian Marco Moroni, Andrea Pellegrino e Raul Brancaccio. E addirittura 17enni come Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. “Pensa quando ne avremo 10 tra i primi 100...”.  In redazione non ci si accontenta mai. Non ci si accontenta più.