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Racchette e corde

Ma tu lo sai quante corde hai?

Stiamo sempre molto attenti al peso e alle dimensioni dell’ovale di una racchetta senza ricordarci che a colpire la palla sono le corde, il cui reticolo può essere più o meno fitto.

di Mauro Simoncini | foto Getty Images | 26 giugno 2019

È chiaro che un fattore decisivo per la performance complessiva di una racchetta sono le... corde. Troppo spesso però in fase di scelta ma anche di prova dei telai si pone poca attenzione sul fattore incordatura inteso a tutto tondo: tipo di materiale, calibro, tensione, etc. Eppure è la risposta del piatto corde all’impatto della pallina che determina spesso in modo decisivo il feeling personale con una racchetta.

Pattern, questo sconosciuto

A questo proposito c’è una specifica di ciascuna racchetta che incide strutturalmente sul tipo di prestazione del piatto corde: il pattern o schema di incordatura è in sostanza il numero di corde (intesi come passaggi del filamento che è montato in uno o due spezzoni a seconda che si vogliano due o quattro nodi) e di intrecci che si creano di conseguenza.
Meglio scegliere maglie larghe o più strette? E per quale ragione optare per l’una o l’altra soluzione? A parità di ovale colpire con un pattern da 18 corde verticali e 20 orizzontali o uno da 16 verticali e 19 orizzontali non è la stessa cosa. Nel primo caso otteniamo maggiore precisione, anche nei colpi piatti o con i tagli indietro. Nel secondo lo spin è più facile da "produrre", con grande profondità anche in difesa. Banalmente con meno corde (quindi maglie larghe) si va verso potenza e rotazioni, con più corde (maglie strette) verso il controllo.

Djokovic con il 18x19

Abbiamo analizzato le corde di alcuni giocatori Atp per capire le scelte dei Pro. E con sorpresa ne abbiamo scoperto una davvero particolare: la Head Speed Pro di Nole Djokovic con un innovativo 18x19 (lo stesso tra l’altro che l’azienda austriaca ha scelto per il nuovo modello di Prestige, la Tour).

16x19, il must

Il pattern più diffuso attualmente sul mercato è quello che prevede 16 corde verticali e 19 orizzontali. Si tratta dello schema corde che da subito è stato abbinato alle altre due specifiche classiche del tennis moderno, i 300 grammi di peso e i 100 pollici quadrati di ampiezza dell’ovale. Un trittico che permette di spingere picchiare e arrotare con discreta facilità.
Anche se ovviamente va “contestualizzato”. Perchè un conto è il 16x19 sulla Head Radical Pro di Andy Murray con profilo sottile o sulla Pro Staff RF97 Autograph da 340 grammi di Roger, o ancora sulla Head Prestige Mid da 93” di ovale di Cilic, un altro conto sulla ‘profilata’ e potentissima Babolat Pure Aero di Tsonga, un “cannone” a confronto.

18x20, la variante

L’alternativa più diffusa pare essere lo schema 18x20, con due corde verticali e una orizzontale in più, quindi con maglie nel complesso decisamente più strette (a parità di ovale). La palla, si dice, esce di meno ma la forza per spingerla non manca di certo a questi marcantoni. Oppure ci può essere chi ama “sentire” al meglio la palla ed essere molto molto preciso, come Goffin con la sua Wilson Blade 98CV.

I casi particolari

Oltre al caso Djokovic ci sono altri pattern che destano qualche curiosità. Il primo caso, legato allo sponsor tecnico (i giapponesi di Yonex) è quello dello svizzero Wawrinka che si presenta con la sua VCorde Duel G97 e il pattern 16x20, tipico di molti telai Made in Japan con ovale isometrico.
Infine il campione del Masters 2017, il bulgaro Dimitrov che ha portato alla ribalta la Wilson Pro Staff 97S, l’unico telaio con un pattern innovativo: 18 corde verticali ma solo 17 orizzontali per favore lo spin (da qui la dicitura S degli americani di Wilson).

Qualche consiglio utile

Oltre a scegliere al meglio la propria racchetta e quindi anche il proprio schema di incordatura (spesso lo stesso modello di telaio viene proposto in due varianti di pattern diversi) occorre farlo “rendere” al meglio. Come? Sicuramente scegliendo corde dal calibro più sottile (anche 1,20 mm) per i 18x20 e tensioni più basse (fino ai 20 kg); per aggiungere controllo con i 16x19 si può lavorare verso una tensione maggiore e un calibro più spesso.