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Racchette e corde

I prototipi della Head Gravity provati sul campo: il video

Abbiamo potuto provare sul campo due telai completamente nuovi di Head, in una veste grafica da prototipo. Pronti all’uscita quest’estate hanno un’aria molto tecnica. Anche il pattern d’incordatura è insolito per la casa austriaca: 16x20

di Mauro Simoncini | un giorno fa

Così proprio la curiosità è ai massimi livelli, e il test sul campo sfizioso e interessante, ancora più se “al buio” senza conoscere nulla (a parte il visibile) dell’attrezzo.

“Massive sweetspot dominates the game”: ecco cosa dice il claim confezionato da Head per questo nuovissimo telaio (vedi tutte le foto qui). Non una rivisitazione grafica di un modello già esistente, non una nuova edizione con tecnologia o materiali nuovi, ma una racchetta nuova, mai prodotta finora.

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Sacchetto nero con la scritta di cui sopra, e telaio tutto nero, un po’ lucido un po’ opaco; look misterioso e ancora tutto da svelare. Quel che conta, oltre alla forma, è la sostanza: l’attrezzo che sfiliamo dalla busta di cellophane (ha la sigla MP in bianco all’interno del cuore) sembra pesante “il giusto”, intorno ai canonici 300 grammi, forse qualcosa in più. Mentre il profilo è di quelli stretti, abbastanza sottili, tra Speed e Radical per restare in casa Head con i paragoni.

L’ovale anche sembra rientrare negli oramai classici 100 pollici quadrati, ma la forma non è classica, ricorda più il tondeggiante delle Extreme, con lo sweetspot spostato quindi più in alto. Va segnalato il pattern, con 16 corde verticali e 20 orizzontali, una novità assoluta per la Casa austriaca, con le maglie più fitte e presumibilmente una buona dose di controllo in più.

L’altro esemplare in nostro possesso è una racchetta con la sigla ‘S’, sempre nel cuore, e ed è sicuramente più leggera dell’altra (25-30 grammi forse), con ovale più ampio (ma il pattern è sempre 16x20) e profilo più marcato.
L’ovale sembra rientrare negli ormai classici 100 pollici quadrati, la forma però non è classica ma più tondeggiante

Il campo

Partendo dalla racchetta più pesante, sin dai primi colpi si sente la pasta del telaio, serio, agonistico; esigente ma anche performante. Una racchetta sicuramente selettiva ma tosta; non facile da decifrare, perché all’inizio van trovate le misure e in qualche modo, per chi non è abituato, la confidenza con il pattern e la forma dell’ovale. Come detto la riunione di questo mix di caratteristiche in un unico telaio è un’assoluta novità.

Si colpisce bene la palla piatta, ma quello che colpisce è la resa delle rotazioni, del top soprattutto, se eseguito con una tecnica adeguata. Esce profondo e pesante, difficile da affrontare. La sensazione sugli impatti è pastosa, di compattezza e stabilità assoluta. Confermata anche nel gioco di volo, dove si nota anche una precisione da prime delle classe. Al servizio le varianti migliori son la prima palla piatta e le varianti slice, incisive al punto giusto.

Con il telaio più leggero riesce “meglio” tutto; se per “meglio” intendiamo più facilmente, perchè è un attrezzo più accessibile dell’altro e per certi versi completo.

La palla esce dalle corde più velocemente, più immediata. Ma non senza controllo, anzi. Colpisce anche in questo caso la facilità nella presa delle rotazioni, top spin in particolare. Il telaio si muove bene nell’aria, maneggevole e confortevole come le tipiche agonistiche light. Ma probabilmente con una dose di controllo supplementare (merito del pattern?).