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Tecnologie e accessori

Come è fatto un campo in terra rossa?

In Europa è il simbolo del tennis, nell’era dell’evoluzione tecnologica e dell’avvento dei campi duri andiamo a riscoprire come è fatto un “clay court”

24 maggio 2019

Quasi tutti sanno che la terra, rossa (non quella verde americana) arriva dal mattone, macinato. Che è quasi sempre laterizio, cioè “un prodotto in materiale ceramico a pasta porosa utilizzato sin dalla preistoria nell’edilizia”, come spiega una rapida ricerca su Wikipedia. Fin qui niente (o quasi) di nuovo; ma se qualcuno volesse e potesse da un terreno a sua disposizione costruirsi un campo da tennis come dovrebbe fare? E cosa metterci "dentro" oltre al mattone tritato, o meglio, "sotto"? Vediamo insieme come si costruisce un campo in terra rossa. Anche perché, come molti studi dimostrano, giocare sulla terra rossa è più sicuro per il fisico, specialmente per articolazioni come il ginocchio.

Lontano dall’acqua

Intanto occorrerebbe un consiglio competente nella scelta della zona e del terreno, perché ovviamente vicino a flussi d’acqua, dai fiumi ai canali, ci sono rischi di smottamento non proprio consigliabili. Inoltre nelle zone con alte percentuali di umidità bisognerebbe pensare di sopraelevare il campo, per favorire il deflusso della pioggia.

Lo scavo iniziale - Dopodichè si dovrebbe anzitutto scavare almeno sino a 40-50 centimetri di profondità. Va costruito una sorta di muretto di recinzione, perimetrale, in calcestruzzo (armato) che deve poggiare su una adeguata base di calcestruzzo magro; sarà la base della rete di recinzione in metallo. Nel suddetto muretto è opportuno piazzare delle asole a intervalli regolari e, sempre per il deflusso della pioggia, collocare dei pozzetti di scolo ai quattro angoli e ai due lati in corrispondenza della rete. Stesso motivo, l’acqua piovana, per cui dovrebbe essere prevista una pendenza dello 0,5% in discesa verso l’esterno. A proposito di rete, i sostegni della stessa vanno messi a 91,5 cm oltre le righe laterali (del doppio) e i paletti devono alzarsi 1 metro e 6 centimetri dal terreno.

Sotto a tutto

Sotto tutto ci andrà ghiaia-pietrisco (indicativamente in unità dal diametro di 40-70 mm) almeno per 20-30 cm di profondità. Al di sopra, per 5 cm di altezza circa, invece il pietrisco sarà spezzato e di diametro tra i 3 e 15 mm. Dopo una rullatura con compressore da 10 o 15 quintali sarà stato in qualche modo creato il “fondo”. A quel punto si comincia con i prodotti e i materiali più specifici dei campi da tennis: dapprima, per uno strato spesso 4 cm, va collocato il macinato drenante che va bagnato e rullato a più riprese. È fondamentale per il campo perché dovrebbe garantire un buon drenaggio dell’acqua che lascia agli strati superiori per effetto dell’evaporazione. Ne servono una cinquantina di kg al metro quadrato. Per altri 4 centimetri è ora del sottomanto, che va “tirato” prima da asciutto poi bagnato abbondantemente e in modo uniforme, in modo da permettere all’acqua di raggiungere gli strati sottostanti.

L’ora del rullo

Buona parte del successo di certi campi, grazie alla cura di mani esperte e imprese competenti, comincia proprio da questi momenti. Con un rullo più leggero (5 quintali) si passa la superficie ancora umida, tre o quattro volte. Ne occorrono anche in questo caso circa 50 kg a metro quadrato di campo. Sopra il sottomanto c’è il manto, da spargere uniformemente e ripassare più volte con gli stracci (o stuoie che dir si voglia). In zone venitlate, vicine al mare o particolarmente esposte, c’è la possibilità di pensare al manto anti-vento, del medesimo colore e composizione del manto classico ma con granulometria più spessa in modo da restare più a lungo sul campo. Servono poco più di due chilogrammi al metro quadrato (15 quintali in tutto).
Servono 146,24 metri di righe, con due chiodi ogni 5 cm: fanno circa 6000-7000 chiodi per ogni campo da tennis in terra rossa

Alla fine le righe

Solo a questo punto si possono collocare le righe che delimitano il campo. E lì, c’è da lavorare: 150 i metri totali delle righe su un campo (comprese quelle del doppio). Per la precisione 146,24. Vuol dire, nella pratica: 6000-7000 chiodi su un singolo campo da tennis! Avete capito bene: 150 metri con un chiodo ogni 5 cm, sono circa 3.000. Numero da raddoppiare perché la trafila va ripetuta su entrambi i lati della riga, quello più interno e quello più esterno. E ci vanno aggiunti poi i rinforzi nei punti di incrocio. E poi si dice, “giocare sulle righe”…