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Tiafoe: "Amo Milano". De Minaur: "Testa fondamentale"

“Nel primo match bisognava abituarsi a format, regole e condizioni”. Nel day 2 a Milano il norvegese è uscito vincitore dal primo match di giornata contro Davidovich Fokina. Aspetto mentale cruciale anche per De Minaur: "Ma il lavoro paga".

06 novembre 2019

Una partita lunga cinque set, dura anche più del previsto per il norvegese Casper Ruud. Almeno per come si era messa. E per quel ginocchio di Alejandro Davidovich Fokina che, già all’inizio del terzo mini-set, pareva aver ceduto. Ruud è stato bravo a non deconcentrarsi, perché dall’andatura zoppicante con la quale l’iberico si era diretto verso la sua panchina, tutto lasciava presagire un ritiro. Situazione non facile da gestire quando sei dall’altra parte della rete. “Certo, quando accadono queste cose - ha spiegato Ruud - ti senti sempre molto dispiaciuto per le condizioni del tuo avversario”. Ma capita anche che questi, stringendo i denti, provi a giocare provando e tirando il tutto per tutto.

“È proprio così che è andata - ha detto il norvegese - quando tiri a tutta e ti restano in campo quasi la totalità dei colpi è difficile far qualcosa”. Così, in un amen, Ruud si è trovato a giocare un quinto set che non si sarebbe forse aspettato: “Per fortuna l’ho breakkato subito e poi sul 3-1 ho cercato di farlo giocare il più possibile, palla dopo palla. Alla fine sono stato anche un po’ fortunato perché con questo format in pochi punti gira tutto”.

Poi i due break che hanno messo la parola fine all’incontro: “Avevo un ottimo feeling sulla palla e in campo in quel momento; penso di poter dire di essermi anche un po’ abituato a format, regole e ambiente. Ieri io e Miomir (Kecmanovic, ndr) eravamo al primo match assoluto, non è facile perché non sai mai cosa aspettarti da una formula del genere”. Adesso potrebbe prenderci gusto.

De Minaur: "Con i set brevi testa importantissima"

Altro giro, altro regalo per Alex De Minaur. Che però anche oggi contro il serbo Miomir Kecmanovic ha dovuto lasciare un set per strada. Dimostrando però una grande prontezza, subito dopo aver perso il tie-break del secondo, a rimettere la testa avanti e a chiudere di fatto in poco tempo la pratica con due ultimi parziali dominati. “Questa capacità di riprendersi subito e in fretta, fa parte di tutto il percorso di lavoro che ho fatto con il mio mental coach".

"Cerco di non abbattermi nelle situazioni di difficoltà. Questo non significa che non mi arrabbi o che non sia frustrato quando le cose non vanno per il verso giusto però il punto è cercare di ridurre al minimo i momenti in cui ti senti così”. E ci sta riuscendo bene Alex: “In quei momenti dico a me stesso che so giocare bene, di mettere tutto le negatività alle spalle e di pensare solo a ciò che mi aspetta”.

Una ricetta preziosissima, specialmente in un torneo così. “Quando perdo un po’ di concentrazione perdo anche efficacia nel mio gioco, così devi cercare di rimetterti sulla giusta strada, attenerti al piano che avevi stabilito e provare a ‘eseguire’ le cose che hai in testa. Qui - spiega De Minaur - si giocano molti punti cruciali e le condizioni di gioco sono molto rapide, anche in termini di velocità di palla. Se dovessi compararle con qualche altro torneo del circuito direi che sono simili a quelle che si trovano a Parigi. Ma in situazioni così mi trovo a mio agio”.

TIAFOE: "AMO QUESTA CITTÀ"

Intanto Frances Tiafoe diverte il pubblico e si diverte. In campo dà spettacolo con i colpi e pure con le scenette, dall’esultanza ‘a tuffo’ dopo il successo su Humbert fino a al balletto a ritmo di musica prima dell’intervista di fine gara.“Mi diverto sempre molto quando vengo qui a Milano, è uno dei miei eventi preferiti, mi piace molto la città, mi piace l’evento. Vi dirò di più, probabilmente tornerò anche nei prossimi anni tanto per divertirmi un po’…”. Un amore sbocciato non solo con i luoghi, ma anche con le persone: “Lo staff è splendido, i tifosi magnifici… le tribune sono piene di ragazzini, li adoro. Fanno un grande tifo e dimostrano un bell’attaccamento, sono cose che significano molto”.

Qualcosa è cambiato, rispetto all’anno scorso, lo stadio per esempio. “Devo dire che questo nuovo stadio mi piace molto - aggiunge lo statunitense -, ma anche quello dove si è giocato l’altr’anno mi piaceva”. Tiafoe non si risparmia, è il più entusiasta di tutti e lo dimostra nelle parole e negli atteggiamenti: “Mi trovo molto bene a giocare con questo format, è rapido, divertente. E po, ragazzi, quanto è bello il campo senza corridoi, più di quello normale. Anche in tv fa un effetto bellissimo”. E poi ci sono le sensazioni del campo: “Sto giocando bene e conto di continuare così. A dire il vero anche contro Sinner ho giocato bene, solo che lui ha giocato meglio, è un grande giocatore”. Il focus è sul servizio: “Se servi bene, con questo format, sei sulla strada giusta”.

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