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Next Gen

Ymer: "Non voglio pressione". De Minaur: "Un piacere tornare"

Lo svedese supera Humbert giocando in maniera solida, ma non vuole essere etichettato come il salvatore della patria. Il serbo batte Ruud tre set a zero ed elogia la formula. Il campo veloce lo favorisce e lui non concede palle break. De Minaur batte Davidovich Fokina in quattro set e non nasconde il suo attaccamento a Milano e a questo torneo.

05 novembre 2019

Il primo a vincere un match nella terza edizione delle Next Gen Atp Finals è lui: Miomir Kecmanovic, 20 anni, numero 60 Atp e con una finale (persa da Sonego ad Antalya) all'attivo quest'anno. La sua vittoria su Casper Ruud in una Allianz Cloud subito entusiasta (e con tanti bambini sugli spalti) non arriva inattesa ma giunge con un secco tre set a zero che lancia il serbo verso un torneo da protagonista: “Me lo auguro – spiega lui – e nel frattempo mi sono divertito. Ruud lo conosco bene, è un avversario difficile e per questo sono particolarmente soddisfatto di averlo tenuto a distanza. Il campo in effetti è rapido, e inoltre entrambi abbiamo servito bene, dunque di chance per fare il break ne abbiamo avute poche. Le nuove regole? Non mi dispiace la formula ai quattro game, anche se tutto va tremendamente rapido e basta perdere un paio di punti per ritrovarsi nei guai. In ogni caso ho già giocato con un format simile nel World Team Tennis americano, dunque non era una novità assoluta per me. Quello che non mi piace è dovermi occupare dell'asciugamano da solo”.

I (bei) ricordi di Demon

A Kecmanovic risponde De Minaur, che soffre per due set, poi prende il largo contro lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina. “Sto giocando bene da tempo – spiega – e ho avuto un'ottima annata. C'è tanto lavoro dietro ai miei risultati, tecnico e mentale, e per questo devo ringraziare il mio team. Alejandro è un gran colpitore e nel secondo è stato migliore di me, poi sono riuscito a cambiare marcia”. Sulle nuove regole il giudizio è sospeso: “Con questo format il match può cambiare in ogni momento, dunque ci vuole grande attenzione. Bisogna capire però se le regole sono fatte per il pubblico o per i giocatori. Per esempio il coaching: so che il pubblico a casa gradisce ed è un'ottima cosa, ma dall'altra parte non so se sia un bene introdurlo”. Alex è di ritorno a Milano dopo la finale dello scorso anno: “Ho bei ricordi qui, mi trovo sempre benissimo e questo è un evento speciale, che non vedevo l'ora di giocare. Sono felice di essere partito bene, vediamo come proseguirà la mia settimana”.

Ymer: "zero pressione"

La sessione serale si apre con la bella vittoria di Mikael Ymer, capace di rintuzzare gli attacchi del francese Ugo Humbert fino a dominare nel quarto set. “Dovevo fare qualcosa – spiega Ymer nel dopo partita – perché lui stava giocando in maniera molto aggressiva, così mi sono avvicinato al campo essendo più propositivo, e la mossa ha pagato. Io erede dei grandi svedesi? Onestamente non ci penso e non sento questo tipo di pressione. Gioco per il mio Paese sì, ma soprattutto per la mia famiglia e per il mio team. Cerco di dare sempre il massimo, poi vedremo come andrà”.

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