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Eventi nazionali

I nuovi maestri Fit-Tpra, tra emozioni e sorprese

Dal 7 al 9 novembre si sono svolte le Epic Finals 2019. I migliori 45 fighters d'Italia sono entrati in campo allo Sporting Milano 3 per scrivere il proprio nome nella storia del circuito Fit-Tpra. 12 i titoli assegnati in tre giorni di sport e amicizia dove grandi sorprese si sono alternate ad altrettante conferme.

14 novembre 2019

Alcune facce tese, tanti sorrisi, ma soprattutto grandi abbracci. Iniziano così le Epic Finals 2019, con l’arrivo da diverse regioni italiane dei fighters qualificatisi dopo una competizione lunga un anno. Il 30 settembre si sono chiusi i giochi e tirate le somme. Ogni giocatore ha potuto fare il bilancio della propria stagione tennistica e solo i migliori di ogni categoria hanno avuto accesso alle Finals.

Gli amatori del Fit-Tpra sono stati sempre supportati da un’ottima organizzazione sia in campo, sia nei momenti di ristoro, sia nelle serate all'Allianz Cloud, accompagnati dalla trasportation come i pro, e accolti nella Welcome Area per non perdere le imprese dell'astro nascente Jannik Sinner e degli altri protagonisti delle Next Gen Atp Finals. Un trattamento esclusivo da suscitare invidia a qualsiasi appassionato di tennis.

Il Master finale (qui le foto) si è svolto sugli stessi campi in veloce indoor dello Sporting Milano 3 usati dai protagonisti della Next Gen per i loro allenamenti, e che hanno ospitato eventi collaterali quali le qualificazioni italiane, il Red Bull Open, il Master del circuito Junior Next Gen Italia e appunto le Epic Finals. Terminati i match, è stato possibile vivere insieme anche momenti di svago presso i locali della struttura, incrociando più volte nei corridoi alcuni mostri sacri del tennis mondiale.

Doppia emozione

“Ho vissuto questa esperienza non da giocatore bensì da accompagnatore di mia moglie, Francesca Morrone, arrivata qui con un nutrito gruppo di fighters dal Lazio, e torno a casa con emozioni che non dimenticherò.” Parole di Marco Morganti, coordinatore romano. “Mentre Francesca giocava la finale del Limit 55 femminile, aggiudicandosi il titolo sulla siciliana Angela Geraci, nel campo accanto si allenava la nazionale australiana di Coppa Davis. Dalla tribuna con un occhio osservavo le nostre giocatrici e con l’altro rimanevo impressionato dalla velocità degli scambi tra Kyrgios e compagni, capitanati da Lleyton Hewitt. Gli stessi campioni che poco dopo mi sono ritrovato seduti al ristorante, a pranzo con il resto dello staff, nel tavolo dietro di noi. Roba da raccontare un giorno ai nipotini”.

A un passo da Kyrgios

Le sorprese insomma non sono mancate. E quando pensi di averle viste proprio tutte, qualcosa di nuovo attira l’attenzione. Questa volta si tratta di uno dei nostri fighters, sceso in campo nella semifinale del limit 45 con una tenuta ancora più originale di quella di Kyrgios, che sfoggiava la sua collezione di magliette NBA mentre si allenava lì accanto. Capita così di veder giocare il piemontese Stefano Gnech, catapultato in campo da un aereo arrivato dalla Russia senza bagaglio, con i calzettoni di lana al ginocchio e gli scarponcini (per fortuna sua il campo non era di terra rossa), un pantaloncino prestato e una maglietta di fortuna. La sensazione è quella che duri al massimo dieci minuti prima di ritirarsi per colpa delle vesciche ai piedi, e invece riesce a imporsi su Lucio Oieni al tie-break. Il giorno seguente Stefano, per nulla scaramantico, si presenta in finale con delle scarpe da tennis nuove e viene sconfitto per 9-5 da Pietro Visalli, che riporta in Sicilia il titolo per il secondo anno consecutivo. Gnech non avrà il suo nome inciso sulla coppa ma rimarrà simpaticamente nei ricordi di chi l’ha visto giocare con quella improbabile tenuta. Robe da amatoriFit-Tpra.

Occhi su Sinner

Al termine dei match in programma, il momento più atteso diventa la sessione serale degli incontri Next Gen. Ne è un esempio la bolognese Monica Villa, vincitrice del titolo nella categoria Open femminile, alla sua prima partecipazione, che giovedì riesce a imporsi sulla favorita Giusy Monaco in una semifinale assai combattuta e risoltasi solo al tie break. Non c’è il tempo neppure per la doccia, e il bus per trasferire i fighters al Allianz Cloud è già in partenza. Un cambio di maglietta veloce, le racchette nello zaino, le scarpe da ginnastica ai piedi e via, pronta a tifare per il beniamino italiano.

Aver avuto la possibilità di assistere dal vivo allo spettacolo della Next Gen, con la fortuna di vedere in campo Jannik Sinner giovedì, venerdì e anche sabato, è stato il valore aggiunto di questa manifestazione. L’effetto Sinner ha colpito anche il gruppo delle Epic Finals. Tutti sono stati entusiasti dell’esperienza vissuta in un vero e proprio ambiente da pro. Nel viaggio di ritorno presso gli hotel che ospitavano i fighters i commenti erano unanimi: questo ragazzo è impressionante e vederlo insieme al team Fit-Tpra resterà un ricordo prezioso per tutti.

Emozioni da pro

I tre giorni da sogno si concludono sabato mattina con le ultime finali da giocare per assegnare i titoli più prestigiosi: un soddisfatto Luigi Croci, da anni ai vertici della classifica Tpra, alza la coppa al cielo emozionato dopo aver sconfitto tre grandi avversari, Lugasi, Ferrigno e Sordillo. È lui il n.1 del circuito 2019.

Le premiazioni sono una festa per tutti i partecipanti, in particolare per il cinquantaseienne palermitano Maurizio Parisi che, pur sconfitto nella finale All Star dal laziale Francesco Jacopo Giunti, che riconferma il titolo, saluta commosso e ringrazia per l’esperienza vissuta. “Al momento delle premiazioni ho ricevuto un grande applauso, indimenticabile, gratificante, che mi ha emozionato più del normale. Ho giocato, ho lottato, vinto e perso all'ultima partita. Ho conosciuto avversari sportivi, sono contento di quello che ho dato e di quello che ho ottenuto e delle emozioni provate. Mi sono sentito un po' "professionista" avendo avuto l'opportunità di stare a contatto con i celebrati campioni australiani e vedendoli così da vicino. Ringrazio ancora una volta tutti quelli che mi hanno sostenuto in questa avventura, chi mi ha aiutato a raggiungere questo obiettivo, chi ha fatto il tifo per me: dai miei familiari agli amici, dai colleghi ai miei compagni di squadra che mi fanno sentire un "vecchio leone", ho giocato anche per loro e mi spiace se non sono riuscito a gratificarli sino in fondo. Sono contento così. E più di tutti ringrazio Fabio Filippazzo, che con la sua rinuncia ha permesso a me di entrare nelle Finals. Questo è l’ultimo mio torneo nel circuito, che dovrò lasciare per limiti di classifica, e lo porterò nel cuore a lungo”.

Non resta che esprimere le congratulazioni ai fighters che hanno centrato l’obiettivo, coronando un intero anno ricco di colpi di scena, di vittorie e sconfitte, di sudore, di divertimento, di nuove amicizie, con la conquista dei titoli amatoriali assoluti 2019. Per tutti gli altri resta forse un po’ di amaro in bocca per essere stati a un passo dal successo, ma resta soprattutto la grande gioia di aver preso parte attivamente ad un evento che ogni anno acquisisce un valore sempre più importante. I complimenti vanno quindi a tutti i partecipanti alle Finals perché quando si parla di Fit-Tpra, a festeggiare non sono solo i vincitori, ma anche gli altri partecipanti, perché più di tutto conta esserci, divertirsi e stare insieme.


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