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Eventi nazionali

Azzurri da Poker al Bonfiglio

Filippo Moroni, Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli (nel maschile) oltre a Federica Rossi nel femminile hanno superato il secondo turno del 60° Trofeo Bonfiglio. E adesso viene il bello

22 maggio 2019

Il match di cartello era tra uno spagnolo e un americano, ma le prove degli azzurri sono riuscite a mandarlo quanto meno in secondo piano, se non a offuscarlo. Andiamo con ordine, perché il programma del Day 5 del 60° Trofeo Bonfiglio ha mandato sui campi in terra del Tc Milano Alberto Bonacossa ben 32 singolari, spalmati su 8 campi. Il primo azzurro a strappare il pass per gli ottavi di finale è stato Flavio Cobolli, il cui urlo d'esultanza è arrivato quasi in contemporanea con quello di Matteo Arnaldi. Il romano, figlio dell'ex pro Atp Stefano (con cui si allena alla Rome Tennis Academy), ha recuperato un set di svantaggio nei confronti del mancino Alejo Lingua Lavallen, spagnolo vincitore a Milano del Torneo Avvenire nel 2017.

Il primo caldo

L'italiano, classe 2002, è andato sotto e all'inizio del secondo parziale pareva aver smarrito la tranquillità mentale utile per imbastire una rimonta. E invece, subito dopo l'ingresso in campo del papà-coach Stefano (da quest'anno è permessa l'entrata dell'allenatore durante i cambi campo una volta per set) la musica è cambiata grazie soprattutto al rovescio e al servizio. Negli stessi momenti, ma sul campo n.1, è arrivato anche l'hurrà del ligure Arnaldi, che ha lottato come un leone per un set intero contro il canadese Josha Lapadat prima di cambiare passo, vincere il tie-break per 7-0 e non lasciare più un singolo game all'avversario fino al 7-6 6-0 finale. “Mica facile oggi - ha detto Arnaldi subito dopo il match - perché è stato il primo giorno di caldo vero e poi avevo un problemino muscolare alla coscia sinistra”. Più del dolore ha potuto la testa, per il ragazzo che fa base tra Sanremo e la Milano Tennis Academy: al turno successivo se la vedrà con l'argentino Juan Bautista Torres. Per Cobolli, invece, ci sarà la testa di serie numero 4, il ceco Jonas Forejtek.

Colpaccio Moroni

L'altra grande prestazione di giornata è quella del piemontese Filippo Moroni, di base alla 'Nuova Casale' di Casale Monferrato e seguito a Milano anche dai tecnici della Federazione. L'azzurro classe 2001 ha superato un cliente ostico come Holger Vitus Rune, il danese che si è appena imposto nel torneo Itf di grado 1 di Santa Croce, in Toscana. Lo ha fatto recuperando un break di svantaggio nel terzo set e alzando il livello del suo tennis proprio in dirittura d'arrivo fino al 6-2 3-6 6-4 conclusivo. Il poker tutto azzurro al maschile è sfumato all'ora dell'aperitivo, quando il qualificato toscano Marco Furlanetto ha lasciato strada - pur giocando un buon tennis e un ottimo primo set - al giapponese Shintaro Mochizuki (6-7 6-3 6-1). Venendo alle azzurre, le buone notizie arrivano dalla valtellinese Federica Rossi, abilissima ad annullare il tennis dritto per dritto della russa Veronika Pepelyaeva, che non ci ha capito quasi nulla e che ha ceduto per 6-1 6-3 in poco più di un amen. I grattacapi per la lombarda di base al Centro Tecnico di Tirrenia arrivano adesso, negli ottavi, e hanno le sembianze della statunitense Hurricane Black, testa di serie n.2 del tabellone (6-4 6-2 alla russa Pachkaleva).

Lisa, alla prossima!

Nulla da fare invece per la bergamasca Lisa Pigato che ha impiegato qualche game per trovare la chiave giusta per affrontare l'altra statunitense Emma Navarro, testa di serie n.3, più potente che mobile ma capace in ogni caso di chiudere la pratica in due set dopo il tentativo di rimonta dell'azzurra nella seconda frazione (6-3 7-5). Lo avevamo anticipato: il big match di giornata vedeva impegnati due stranieri. Da una parte lo spagnolo Carlos Alcaraz Garfia, dall'altro il californiano Emilio Nava, primo favorito della vigilia e finalista agli Australian Open Jr 2019. I due se le sono date di santa ragione, come fanno spesso in allenamento (entrambi si allenano alla JC Ferrero Sport Academy), ma alla fine ha vinto Nava grazie alle accelerazioni di diritto lungolinea e a qualche guaio muscolare del pupillo di Juan Carlos, costretto a servire 'senza gambe' nel tie-break finale. Al Bonfiglio capita spesso, le finali anticipate si possono vedere anche nei primissimi turni. È così da 60 anni.