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Eventi nazionali

Andrea Basso, un doriano
nel main draw

Genovese, 25 anni, ha battuto Jannik Sinner e centrato il main draw degli Internazionali BNL d'Italia. "Non me l'aspettavo. Son venuto qua senza ambizioni particolari" dice.

di Alessandro Mastroluca | 11 maggio 2019

Cielo grigio su, grandi sorrisi giù. Andrea Basso è la grande sorpresa delle prequalificazioni e centra il main draw agli Internazionali BNL d'Italia. Batte 67 64 63 Jannik Sinner, che comunque potrà rientrare in tabellone se Andreas Seppi dovesse liberare la wild card. “Non mi sono posto limiti, a parte quelli economici. Ora è impensabile un futuro diverso da quello di giocatore” ha detto in conferenza stampa.

 

Il percorso di Basso, bravo ad alzare il livello di gioco con servizio e dritto dopo un tie-break un po' dimesso e sfruttare così la stanchezza di Sinner, era partito con la rimonta su Walter Trusendi, cui sono seguite due vittorie in due set su Raul Brancaccio e Jacopo Berrettini. “Non me l'aspettavo. Son venuto qua senza ambizioni particolari, per giocare partita dopo partita. Oggi è stata una battaglia, oggi bisognava stare lì, correre tanto, sbagliare poco” ha detto a caldo ai microfoni di Supertennis.

 

“Adesso sono frastornato, penso che sia un po' un premio per essere rimasto qui costante. In allenamento non mi tiro mai indietro, nemmeno nei momenti difficili. Sto trovando serenità dopo i bassi dell'ultimo periodo” ha spiegato in conferenza stampa. Venticinque anni, genovese, tifoso della Sampdoria, è a Roma con il coach Elio Inserra, la figlia di lui e la fidanzata Vittoria, che è stata quarta categoria e tifa per il Genoa. Vivere i derby in casa Basso non deve essere semplice. Andrea peraltro era allo stadio nel giorno dell'ultima sfida contro i rossoblù, e non nasconde la soddisfazione per il 2-0 della Samp.

 

Cadenza marcata ma non troppo, sorriso un po' schivo, gioca da un paio d'anni con continuità. Ha vinto tre titoli Futures tra 2014 e 2016, ma diversi problemi alle ginocchia l'hanno limitato a giocare quasi solo sulla terra, almeno fino al 2017, un anno di svolta. Ha raggiunto il best ranking di numero 301 ad aprile 2018, dopo il quarto di finale al Challenger di Città del Messico, “poi qualcosa è andato storto, mi sono perso con me stesso, ma adesso mi sto ritrovando”. Quest'anno ha giocato molto a livello ITF, ma la settimana scorsa è arrivato negli ottavi al Challenger di Ostrava, dove Sinner avrebbe poi raggiunto la finale.

Basso, che per cinque anni ha lavorato con Diego Nargiso, sa di dover “migliorare su tutto, ma c'è un buon margine. L'aspetto mentale è la cosa più importante, non devo perdermi”. Non ha voluto guardare al montepremi per il primo turno del main draw per non mettersi ulteriori pressioni. “Sicuramente questo primo turno aiuta” spiega. “Non ho nessuno che mi supporti, vado avanti con le mie forze. Nell'ultimo anno son tornato a casa, ho fatto le cose più tranquillamente, ho pensato a stare concentrato sul tennis. So che se riesco a giocare come so fare, il mio livello si alza abbastanza da poterci provare”.

Non si è concesso esultanze sopra le righe dopo il match point che gli apre le porte al primo main draw ATP in carriera. “Non sono mai stato uno scenografico, sono molto tranquillo, non esulto in maniera plateale” ha detto Basso, che ha assaggiato il circuito maggiore solo l'anno scorso quando perse da Matteo Berrettini nel primo turno di qualificazioni a Eastbourne.

Il primo turno al Foro se lo immagina non troppo diverso “da partite con tanta gente che ho giocato, come due sessioni serali contro avversari importanti a Genova”, dove nel 2017 ha raggiunto il primo quarto di finale Challenger: vinse contro Andreas Seppi e Josef Kovalik, perse contro Stefano Napolitano. Non gli interessa chi sarà l'avversario nella partita più importante della carriera. “Mi piace Cecchinato, mi piace la sua voglia di lottare, anche se è totalmente opposto a me” spiega. Si sono anche incontrati una volta, in finale in un Futures a Santa Margherita di Pula: vinse il siciliano in due set. “Seguo volentieri gli italiani” racconta. Ma più dei top player, delle grandi stelle che piacciono a tutti ma “sono fantascienza”, guarda “il tennis dei numeri 40-50-60 al mondo, i primi turni degli Slam. Mi ci riconosco di più”.