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Eventi nazionali

Sinner e Musetti: il mondo ci invidia

L'altoatesino ha superato il toscano in un match spettacolare che ha fatto intravvedere la personalità e l'enorme talento di entrambi. Jannik e Lorenzo, a soli 17 anni, sono oggi gli under 18 più forti a livello internazionale

di Alessandro Mastroluca | 09 maggio 2019

Abbiamo visto il futuro del tennis italiano. Ha il nome di Lorenzo Musetti e Jannik Sinner che ha vinto 6-7 7-6 6-3 in due ore e 39 minuti il primo faccia a faccia al Foro Italico di quella che potrebbe diventare una grande bella rivalità. A livello mondiale più che nazionale, visto che Musetti ha vinto l'ultimo Slam juniores e Sinner è l'under 18 meglio piazzato nel ranking Atp.
Il carrarese ha chiuso con 28 vincenti e 18 gratuiti, Sinner con un bilancio di 22-26 ma si è rivelato più pronto alla distanza. "All'inizio c'era tanta tensione da tutte e due le parti ma alla fine è stato un bel match" ha detto ai microfoni di Supertennis a caldo. Per un posto nel main draw affronterà Andrea Basso che ha superato 7-5 7-6 Jacopo Berrettini.

E' contento e si vede, Jannik Sinner, che si presenta in sala stampa con l’aria rilassata e un asciugamano col ghiaccio sotto al piede. “Sto bene, anche la verruca sta bene” spiega.

“Era la prima volta che incontravo Musetti” racconta. “La partita sarebbe potuta andare in tutti modi, avrei potuto vincere io in due set, avrebbe potuto battermi lui in due. Nel terzo ho provato a spingere un po’ di più e ha funzionato”. Sinner, che ha giocato sei partite a Ostrava arrivando a Roma nella notte tra domenica e lunedì, e ha così disputato la sua nona partita in dieci giorni, si gode l’emozione di giocare al Foro Italico. “E’ molto bello giocare qui al Pietrangeli. Comunque la wild card per le qualificazioni ce l’ho, tornarci per il torneo vero sarà ancora più bello”.
E’ tranquillo, dice Sinner. “Il team non mi mette pressione, la mia famiglia molto tranquilla. Ieri ho chiesto ai miei genitori di venire, dovrebbero arrivare”. E’ un segno anche di come questa sua rapida esplosione sia inattesa per misura e velocità. “Non credo comunque che i risultati mi abbiano cambiato più di tanto” dice.

Confessa una leggera simpatia per il Milan, ma dice di non seguire troppo il calcio. Lo gioca, però. “Da piccolo giocavo spesso, mi piaceva. Ero centrocampista, e poi a pallone uso il sinistro”. Il calcio ha perso un giocatore moderno, box to box come direbbero gli inglesi, il tennis ha guadagnato una grande promessa.

 

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Dall'altra parte della rete ha trovato un altro talento di sicuro avvenire. Una personalità diversa dalla sua ma altrettanto forte, da protagonista.
Le immagini, i momenti di questa partita probabilmente resteranno nella memoria come una prima consacrazione: il teatro del Campo Pietrangeli è palcoscenico ideale. Merita lasciarne qualche cenno di cronaca. Nei primi due set la tensione si avverte, l'alternanza di errori e di colpi vincenti è continua. Ma se anche l'esecuzione tradisce l'intenzione, la strategia di gioco rimane costantemente chiara, lucida, evidente. Musetti serve con più frequenza a uscire da destra, primo tassello di strategie ambiziose. L'altoatesino, il più giovane in top 300, sposta gli equilibri con le accelerazioni in lungolinea anche da posizioni difensive, alterna col dritto accelerazioni fulminanti in decontrazioni e qualche errore anche banale. Musetti, il campione dell'ultimo Australian Open junior, salva un set point sul 4-5, e chiude il tiebreak con una notevole risposta di dritto anomalo in diagonale.

Sinner si fa medicare la vescica sotto il piede destro che gli dà problemi già dal Challenger di Ostrava della scorsa settimana. Non è soddisfatto del suo match in chiaroscuro e non lo nasconde. La frustrazione rimane comunque sotto il livello di guardia anche perché col rovescio diagonale sa di poter ribaltare lo scambio, e togliere così all'avversario la possibilità di cambiare agevolmente in lungolinea. Cresce invece quella di Musetti, che a stento trattiene la "pallata" dopo l'errore col dritto in diagonale che gli costa il primo break del secondo set. Musetti gioca tatticamente i punti migliori dall'inizio della partita e arriva al match point. Sinner si salva e scalda il Pietrangeli con un gran passante incrociato di rovescio per il 5-5. Con meno pensieri pesanti, lascia che i colpi scorrano sciolti, fluidi.

Sinner crea velocità attraverso l'anticipo sulla palla, lascia tracce di superiorità negli scambi e al secondo set point chiude il tiebreak e porta il match al terzo. Musetti, che libera la voglia di giocare un tennis complesso, nel terzo fatica di più a tenere il ritmo dell'avversario. Sinner allunga e sale 5-3 40-0, Musetti inventa due pennellate d'artista, lo trascina un'ultima volta ai vantaggi. La risposta sul quarto match point finisce lunga. L'abbraccio suggella una bella vittoria, una prima volta che non si dimentica.

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