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Sinner: "Le prime vittorie non mi hanno cambiato"

"Bello giocare al Pietrangeli" dice dopo aver sconfitto Musetti nella semifinale delle prequalificazioni agli Internazionali BNL d'Italia. "I miei genitori dovrebbero arrivare ora" racconta. E rivela di giocare a calcio come centrocampista

08 maggio 2019

E' contento e si vede, Jannik Sinner, che si presenta in sala stampa con l’aria rilassata e un asciugamano col ghiaccio sotto al piede. “Sto bene, anche la verruca sta bene” spiega.

“Era la prima volta che incontravo Musetti” racconta. “La partita sarebbe potuta andare in tutti modi, avrei potuto vincere io in due set, avrebbe potuto battermi lui in due. Nel terzo ho provato a spingere un po’ di più e ha funzionato”. Sinner, che ha giocato sei partite a Ostrava arrivando a Roma nella notte tra domenica e lunedì, e ha così disputato la sua nona partita in dieci giorni, si gode l’emozione di giocare al Foro Italico. “E’ molto bello giocare qui al Pietrangeli. Comunque la wild card per le qualificazioni ce l’ho, tornarci per il torneo vero sarà ancora più bello”.

 

Per la certezza di entrare nel main draw dovrà battere Andrea Basso che ha sconfitto l’amico Jacopo Berrettini. “Ci siamo allenati qualche volta ma non lo conosco bene” spiega Sinner.

E’ tranquillo, dice. “Il team non mi mette pressione, la mia famiglia molto tranquilla. Ieri ho chiesto ai miei genitori di venire, dovrebbero arrivare”. E’ un segno anche di come questa sua rapida esplosione sia inattesa per misura e velocità. “Non credo comunque che i risultati mi abbiano cambiato più di tanto” dice.

Confessa una leggera simpatia per il Milan, ma dice di non seguire troppo il calcio. Lo gioca, però. “Da piccolo giocavo spesso, mi piaceva. Ero centrocampista, e poi a pallone uso il sinistro”. Il calcio ha perso un giocatore moderno, box to box come direbbero gli inglesi, il tennis ha guadagnato una grande promessa.