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Diario dall'Australia - Tiley rassicura: torneo regolare

"Sono certo che l'Australian Open inizierà e finirà regolarmente" ha detto il direttore Craig Tiley. Tennis Australia ha arbitrariamente abbassato del 30% rispetto alla WTA la soglia oltre la quale l’aria viene considerata pericolosa. I match potrebbero essere sospesi più spesso.

di | 16 gennaio 2020

Dopo anni in cui la cerimonia del tabellone indossava l’abito da sera, con la Margaret Court arena trasformata in un teatro aperto agli appassionati (previa l’offerta di un obolo), nel pomeriggio di giovedì il secondo impianto di Melbourne Park è diventato una specie di salottino televisivo con tanto di divanetto sui quali sono stati ospitati i due campioni in carica, Novak Djokovic e Naomi Osaka. Ma era altrove che il direttore del torneo, Craig Tiley, operava il sorteggio, al termine del quale incontrava i giornalisti in una location non esattamente prestigiosa - il tunnel che collega gli spogliatoi dei giocatori con i campi secondari. Appena sotto i fischi, i gorgoglii e gli scricchiolii molesti degli enormi condizionatori d’aria. 



Lì, davanti a una ventina di giornalisti accalcati per registrarne le parole, il patron sudafricano di Tennis Australia avviava un monologo di due minuti sul draw reso epocale dall’incrocio di  campionissimi e di Next Gen e dalla presenza – dopo 17 anni – di una testa di serie numero 1 australiana. Quindi ragguagliava sulle previsioni del tempo, che annunciano isolati piovaschi per lunedì e martedì e accennava en passant agli oltre 5 milioni di dollari raccolti grazie alle varie iniziative benefiche patrocinate da Kyrgios&co e da destinare alle vittime degli incendi. Affermazione che forniva ai presenti il destro per chiedere informazioni sulla tabella relativa alla qualità dell’aria che verrà presa in considerazione per decidere se sospendere o rinviare i match. 


“Si tratta di una materia complessa, resa ancor più confusa dalla pletora di applicazioni e di informazioni online. Quel che abbiamo fatto, quando qualche settimana fa ci siamo resi conto che il problema della qualità dell’aria sarebbe stato reale, è stato confrontarci con gli esperti dell’autorità ambientale dello stato del Victoria, con quelli dell’Istituto Australiano dello Sport e con alcune equipe di medici”. Tiley ha tirato il fiato quando l’altoparlante ha chiamato l’americana Gibbs e la britannica Dart, poi ha proseguito spiegando che Tennis Australia ha arbitrariamente abbassato del 30% rispetto alla WTA (a 200 microgrammi di diossito di azoto per metro cubo) la soglia oltre la quale l’aria viene considerata pericolosa. E che quindi in teoria la sospensione dei match potrebbe scattare più spesso rispetto alla norma. 


Un provvedimento deciso per rassicurare gli atleti e spedire al mittente le accuse piovute nei giorni scorsi, soprattutto nel giorno in cui la slovena Dalila Jakupovic è collassata in campo. “Il discorso relativo alla qualità dell’aria purtroppo è complicato e i giocatori non conoscevano la materia – si è difeso Craig Tiley -. Noi stessi non eravamo preparati, per esempio, sul cosiddetto PM 2.5, cioè sul dato relativo alla presenza di particelle nell’aria. Per fare chiarezza sui tanti risvolti di questa vicenda abbiamo invitato tutti i tennisti a parlare e a confrontarsi con noi”. 


Dopo essersi rifiutato di rispondere a domande sui cambiamenti climatici, il direttore degli Australian Open non ha spiegato per quale motivo nella stessa mattinata di martedì gli allenamenti dei big fossero stati sospesi mentre era stato il via libera al programma delle qualificazioni, ma si è limitato a ribadire che le procedure sono state modificate, che c’è un pool di medici a disposizione dei tennisti per garantire la loro incolumità e – incrociando le preoccupazioni relativi alla qualità dell’aria con i dubbi sul meteo, ha chiosato con sicurezza: “Sì, sono certo che il torneo inizierà e finirà regolarmente”.


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