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Diario dall'Australia - Melbourne, torna l'allarme per la qualità dell'aria

Il problema delle polveri non è ancora risolto. L'organismo che monitora l'aria ha fatto scendere la valutazione a Melbourne da buona a scarsa, nonostante le recenti piogge.

di Dario Castaldo, da Melbourne | 13 gennaio 2020

Per confermare che non si trattava di nembi fuori stagione bastava annusare l’aria: per la quarta volta dall’inizio dell’anno il sole di Melbourne è rimasto nascosto per tutto il giorno dietro una spessa coltre grigiastra e il cielo sopra la capitale del Victoria è stato nuovamente oscurato dal fumo degli incendi che bruciano nel sud-est australiano. Il pulviscolo sprigionato a 300km di distanza è arrivato fin qui, riducendo la visibilità a meno di 5 chilometri e facendo suonare i campanelli d’allarme per la salute di bambini e anziani, tanto che le autorità hanno disposto la chiusura di due piscine pubbliche e hanno chiesto alla popolazione di evitare di rimanere al lungo all’aperto. 


AirWatch, l’organo deputato al monitoraggio della qualità dell’aria ha fatto scendere la valutazione della stessa da buona a scarsa e ha avvisato che nonostante la pioggia e il freddo delle ultime giornate il problema delle polveri nell’atmosfera è tutt’altro che risolto. Anzi, gli esperti della NASA hanno annunciato che la nube farà letteralmente il giro del mondo, e quelli locali hanno aggiunto che il pulviscolo persisterà più a lungo del previsto e che nei prossimi tre mesi gli abitanti della capitale del Victoria dovranno abituarsi a fare i conti con il cielo velato e l’aria pesante. Nonché con la sensazione di pelle inaridita e con gli occasionali bruciori agli occhi e alla gola. 


Tutti aspetti coi quali stanno imparando a convivere anche i tennisti che da domani saranno in campo a Melbourne Park per il primo turno delle qualificazioni degli Australian Open. A dar retta alle previsioni i match si dovrebbero svolgere senza intoppi, nonostante condizioni oggettivamente fastidiose: se infatti l’assenza di vento non aggraverà la situazione degli incendi nell’entroterra australiano, dall’altra contribuirà a far calare su tutta la regione una cappa umida e polverosa.

Intanto - per la prima volta dalle elezioni vinte 8 mesi fa – il governo federale è sceso nei sondaggi di opinione sotto la soglia dei laburisti di Anthony Albanese. L’esecutivo del Primo Ministro Scott Morrison è corso subito ai ripari con una mossa altamente popolare, stanziando cioè 50 milioni di dollari (circa 35 milioni di euro) a sostegno della flora e della fauna nazionale. Un provvedimento richiesto dai quattro angoli del pianeta dopo che le immagini della strage dei canguri e dei koala arsi vivi e la notizia del mezzo miliardo di animali deceduti per le fiamme e le esalazioni nocive ha colpito l’immaginario colletivo, dentro e fuori i confini australiani. 


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