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Eventi Internazionali

Kyrgios si mette l'Australia in spalla

Memorabile la sfida nei quarti finale di Atp Cup: gli australiani battono la Gran Bretagna al doppio decisivo, 18-16 nel long tie-break finale, dopo aver salvato tre match-point. Bravo de Minaur a riscattare la sconfitta-maratona con Evans. Immenso Nick ”la peste”, che ruggisce e crea magie con la racchetta

di | 09 gennaio 2020

Una giornata di tennis vietata ai deboli di cuore. Quasi otto ore di battaglia decise alla fine da uno o due colpi di racchetta in un doppio infinito, con otto match-point giocati, 3 dalla squadra che ha perso (la Gran Bretagna) e 5 da quella che alla fine l’ha spuntata (l’Australia). L’Atp Cup, alla sua prima edizione, trova la sua consacrazione, la giustificazione del suo esistere e finire negli annali, in questo primo quarto di finale tra Australia e Gran Bretagna, giocato alla Ken Rosewall Arena di Sydney.

I 'canguri' vincono 2-1, imponendosi nel doppio decisivo, e giocheranno sabato contro la vincente di Spagna-Belgio, ma dirlo così sarebbe uccidere una storia infinita che ha tenuto l’intera Australia con il fiato sospeso dalle 10 del mattino (mezzanotte ora italiana) alle 6 di sera (le 8 del mattino da noi). E’ finita con Nick Kyrgios e Alex De Minaur che osservano con apprensione l’ultimo responso dell’Occhio di falco e poi si rotolano per terra esausti e felici e Jamie Murray che si rassegna con una smorfia, per cercare di digerire il clamoroso rovescio sopra la rete mandato lungo sul più comodo dei match-point capitati agli inglesi.

Era cominciata con un Kyrgios impeccabile, che non aveva dato scampo nel primo singolare a Cameron Norrie. 6-2 6-2, un’ora e 12 minuti e via.

Nella testa degli australiani il match poteva sembrare deciso, vista la grande condizione messa in mostra da Alex De Minaur nel girone di qualificazione, sancita dai successi su due avversari del calibro di Alexander Zvevev e Denis Shapovalov.

Il giovane Demon invece finiva per patire la grande varietà del tennis di Daniel Evans, n. 42 del mondo, uno dei pochi tennisti del circuito ancora capaci di variare continuamente il ritmo di gioco usando magistralmente il rovescio in back e di venire spesso a rete, anche con l’antico schema del ‘chip and charge’, rovescino tagliato con avanzamento in controtempo per andare a chiudere la volée rubando il tempo all’avversario.
In più, dalla panchina inglese l’indimenticato Tim Henman, grande maestro di questo tennis classico, alimentato spesso dal “serve and volley”, telecomandava il suo giocatore con una sapienza che è giusto ormai definire rara. Chi meglio dell’elegante ex n.4 del mondo di Oxford sapeva interpretare questo stile? Ai suoi tempi solo Stefan Edberg, preso poi come maestro persino da Roger Federer.

Ne usciva una partita da 3 ore e 23 minuti, con il primo set conquistato da Evans al tie-break, il secondo riportato in Australia da De Minaur (6-4) e un’altra maratona di “quindici” al terzo, chiuso dal britannico ancora al tie-break dopo aver sprecato quattro match point sul 6-5 a suo favore.

A quel punto, sull'1-1, i favori del pronostico passavano dalla parte del team inglese, pronto a mandare in campo un doppio sperimentatissimo come quello formato da Jamie Murray, il fratello di Andy, oggi n. 23 ma a lungo n.1 del mondo nella specialità, e Joe Salisbury. Ma capitan Lleyton Hewitt sorprendeva tutti e invece di contrapporre la coppia titolare, Chris Guccione e John Peers, rimetteva in campo i due singolaristi.

La scelta di Kyrgios, tanto criticato per il carattere e tante uscite “fuori dalle righe” ma sempre un leone quando c’è di mezzo la maglia della Nazionale, non richiedeva genialità. Rimandare in campo un De Minaur provato dalla fatica e dalla batosta, è stato invece un bell’azzardo. Ma “Rusty” evidentemente conosce bene il suo ‘pollo’. E Alex non si è fatto tatuare a caso sul petto il numero 109. E’ quello infatti il suo numero come giocatore della squadra australiana di Coppa Davis, il 109° della storia.

Si è visto sin dall’inizio che ben altro affiatamento e abitudine agli schemi del doppio c’era nella metà campo inglese. Il primo set volava via velocemente: 6-3 e l'Union Jack sventolava. Ma quelli con la maglia gialla avevano rabbia e talento da vendere. Non mollavano. Nick Kyrgios in particolare devastava col servizio e destabilizzava con pallonetti avvelenati e tocchi di classe assurda. Lo abbiamo visto persino piazzare un passante di diritto in back (!) tirato di controbalzo su uno smash di Murray (!).

Sulle tribune stracolme il pubblico australiano impazziva e soffriva. Più di tutti un tipo particolare che agitava un cartello con scritto “I Told My Boss I Was Sick So I Could Come Watch Nick”. "Ho detto al mio capo che ero malato così ho potuto venire a vedere Nick".

E avrebbe sofferto tantissimo nel long tie-break decisivo, dopo che Nick e Alex avevano riequilibrato l’incontro vincendo 6-3 la seconda partita.

I due infatti si portavano avanti 7-4 ma poi dilapidavano il vantaggio e si infilavano in una corrida di match-point salvati e falliti che faceva esplodere pubblico e panchine come polveriere. Si arrivava a quello decisivo, sul 17 a 16 per gli australiani dopo che loro stessi ne avevano mancati 4 e i “britons” 3.

Kyrgios non ne aveva sfruttato uno con il servizio a disposizione, a causa di una straordinaria risposta incrociata di rovescio di Salisbury.

Ma il momento chiave era stato il clamoroso rovescio, pancia sulla rete, mandato lungo da Jamie Murray, il più esperto dei quattro, proprio su uno dei tre match point a suo favore.

Il sorriso di stupito sollievo di capitan Hewitt, che aveva già visto il mondo crollare in quell’attimo, raccontava meglio di qualunque parola il pericolo scampato e l’occasione sprecata.

Sul 16-15 per gli inglesi, con il servizio a disposizione di Murray, De Minaur giocava una clamorosa risposta passante lungolinea. Kyrgios risolveva il punto successivo, da destra, con un colpo analogo. E andava a servire per… la gioia. La sua seconda palla, carica di effetto costringeva Salisbury all’errore.
E Nick “la Peste” festeggiava caricandosi in spalla De Minaur e tutta l’Australia. Perché lui, quando vuole, ha le spalle davvero grosse.

 

Risultati

Australia b. Gran Bretagna 2-1

Kyrgios (Aus) b. Norrie 6-2 6-2; Evans (GB) b. de Minaur 7-6(4) 4-6 7-6(2) Kyrgios/de Minaur b. J. Murray/Salisbury 3-6 6-3 18-16

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