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Eventi Internazionali

Film 2019, novembre: per Barty trionfo Master ma la Fed Cup è francese

“Ash” firma le Wta Finals che debuttano a Shenzhen e si aggiudica un montepremi stratosferico ma deve incassare la sconfitta della sua Australia nella finale di Perth contro la Francia. Intanto Cocciaretto prenota per Melbourne e la Paolini entra in top 100

di | 31 dicembre 2019

C’è master e MASTER… - A novembre 2018 vinceva il “Masterino” di Zhuhai e firmava il best ranking (numero 15). Dodici mesi dopo Ashleigh Barty vince quello vero di Masters e si conferma regina del tennis mondiale. La 23enne di Ipswichdiventa la settima giocatrice nella storia del torneo a vincere il titolo alla prima partecipazione: ci erano riuscite soloEvert (1972), Goolagong (1974), Serena (2001), Sharapova (2004), Kvitova (2011) e Cibulkova (2016). Ed è la seconda campionessa australiana 43 anni dopo Evonne Goolagong (1976 e 1974).

Nella sfida per il titolo delle Wta Finals a Shenzhen, dove si disputa l’edizione più ricca di sempre con un montepremi stellare di 14 milioni di dollari, l’australiana, numero uno del mondo, sconfigge per 64 63 l’ucraina Elina Svitolina, numero 8 del ranking mondiale e campionessa uscente, superata per la prima volta in sei confronti e che non perdeva una sfida per il titolo da Zhuhai 2016 (in mezzo ben 9 titoli…).

Nel torneo di fine anno deludono Kvitova e Halep - quest’ultima nonostante un’ottima vittoria all’esordio contro la Andreescu ed il ritorno nel suo box di coach Darren Cahill - mentre si rompono strada facendo prima Osaka, poi Andreescu, quindi Bencic (la svizzera in semifinale proprio sul più bello). Tutto gioca in favore della piccola “aussie” che diventa la prima tennista dopo Serena (2014) a chiudere la stagione con il trofeo delle Finals ed il titolo di numero uno del mondo.

“Ash” archivia il 2019 con un record di 56 match vinti (è la giocatrice che ne ha vinti di più), contro 11 sconfitte, e ben 4 titoli - Miami, Roland Garros (primo titolo Slam in carriera), Birmingham e Wta Finals - su altrettante superfici differenti. A Shenzhen Barty mette in bacheca il 7° titolo in carriera su 12 finali disputate (7 solo quest’anno) e nel ranking ha quasi duemila punti di vantaggio sulla ceca Karolina Pliskova. “E’ stato un anno davvero incredibile per me e non ho parole per descriverlo.... Il segreto del mio successo? Il mio team”.
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Donne da primato

Avrà pure l’aria della ragazza della porta accanto “Ash” Barty ma dopo il trionfo di Shenzhen sul conto in banca si ritrova 4 milioni di dollari in più. E se la passa bene anche la “baby” Amanda Anisimova: la 18enne di origini russe, semifinalista al Roland Garros, grazie al suo agente Max Eisenbud - lo stesso di Maria Sharapova - ottiene dalla Nike un contratto di 100 milioni di dollari.

Dopo 16 anni Francia regina di Coppa

Un doppio perfetto, quello giocato da due amiche (probabilmente) ritrovate, premia il coraggio di un capitano, Julien Benneteau, al suo primo anno sulla panchina della Nazionale. Si conclude con il trionfo della Francia di Kristina Mladenovic e Caroline Garcia la finale di Fed Cup sul cemento della “RAC Arena” di Perh. Nel doppio decisivo, infatti, la coppia francese si impone per 64 63 su quella australiana composta da Ashleigh Barty e Sam Stosur gelando l’entusiasmo del pubblico di casa. 
In precedenza Alja Tomljanovic, numero 51 - “girl-friend” di Matteo Berrettini -,aveva riscattato la prova opaca della prima giornata superando per 64 75 Pauline Parmentier, numero 122 Wta, chiamata a sostituire la Garcia assolutamente inguardabile della prima sfida, rimettendo le cose a posto per le padrone di casa e rinviando tutto al doppio dopo la vittoria a sorpresa di “Kiki” Mladenovic, numero 40 Wta, su “Ash” Barty, numero uno del ranking e fresca “maestra” (26 64 76 lo score). La prima giornata si era infatti chiusa in parità: con il doppio 61 della Mladenovic alla Tomljanovic ed il “bagel” rifilato dalla Barty a Caroline Garcia, numero 45 Wta.

Per la Francia - una delle quattro nazioni ad aver preso parte a tutte le edizioni della competizione - è la terza Fed Cup della sua storia (nel 1997 e nel 2003 le altre due), la prima dopo 16 anni. E pensare che nelle sei sfide precedenti (nessuna disputata in finale) le australiane si erano imposte in ben cinque occasioni ma le francesi avevano vinto proprio l’ultima. Prosegue invece la serie negativa dell’Australia - anche questa tra le quattro nazioni ad aver preso parte a tutte le edizioni della competizione - alla nona sconfitta consecutiva in finale: il team Down Under vanta nel proprio palmares 7 Fed Cup (l’Australia è terza nella speciale classifica delle pluri-vincitrici dietro Usa e Cechia) ma l’ultima è datata 1974, e non giocava una finale dal 1993. Per Ashleigh Barty una cocente delusione a chiudere una stagione che per lei resta comunque eccezionale. 

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E dal 2020 si cambia

Dopo la Davis, dal 2020 cambierà anche la Fed Cup. Il World Group si disputerà in due turni, con i preliminari dal 3 al 9 febbraio e le fasi finali, a gironi, ad aprile. La prima edizione delle Finals di Fed Cup con il nuovo format si disputerà dal 14 al 19 aprile alla Laszlo Papp Sports Arena di Budapest, che ospiterà l’evento fino al 2022.

Per quanto riguarda l’Italia, sarà impegnata nel Gruppo I Zona Europa/Africa: le azzurre guidate da Tahiana Garbin, inserite nel Girone B, scenderanno in campo sul veloce indoor di Tallinn insieme ad Ucraina, Croazia, Austria, Bulgaria, Grecia ed Estonia.

Il sogno australiano di Elisabetta

Una chiusura di stagione col botto per la Cocciaretto che vince due 60mila dollari di fila sulla terra sudamericana, ad Asuncion (battendo in finale Sara Errani) in Paraguay, e a Colina, in Cile, guadagnando oltre cento posizioni in classifica e firmando un best ranking - numero 167 - assolutamente impensabile solo sei mesi prima. Prossimo step per la 18enne marchigiana le qualificazioni agli Australian Open a gennaio

Paolini top 100

La finale nel 100mila dollari di Tokyo, in Giappone, regala a Jasmine l’ingresso, per la prima volta in carriera, tra le prime cento giocatrici del ranking. La 23enne toscana, numero 96, diventa la prima delle italiane nella classifica mondiale, scavalcando Camila Giorgi. 

“Domi” dice basta

La slovacca Dominika Cibulkova saluta felice il tennis in una piovosa giornata d’autunno: è arrivata fino al numero 4 del ranking mondiale ed ha vinto 8 titoli in singolare tra cui le Wta Finals a Singapore nel 2016. Il futuro è la sua Academy a Bratislava.

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