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Eventi Internazionali

Film 2019, ottobre: Osaka brilla, Gauff esplode, Sabalenka ruggisce

Naomi si impone a Pechino battendo la numero umo Barty, a Linz arriva il primo titolo di “Coco” mentre a Zhuhai Aryna ritorna ad un passo dall’élite mondiale

di | 30 dicembre 2019

A Pechino Amanda Anisimova, semifinalista al Roland Garros, torna a giocare dopo la tragedia della morte del padre e si affida ad un allenatore di grande qualità ed esperienza come Carlos Rodriguez, 55enne argentino coach storico dell’ex numero uno del mondo, Justine Henin, e poi di Li Na, la pioniera del tennis cinese. La 18enne di Freehold, però, esce subito di scena per mano della connazionale Brady che si impone in tre set lottati.

Il “mood orientale” di Naomi

E sempre a Pechino si interrompe la striscia positiva di Bianca Andreescu che non perdeva dal Roland Garros, walkover a parte. La serie di 17 vittorie di fila della 19enne canadese di Mississagua si interrompe nei quarti contro Naomi Osaka, che chiude 57 63 64 pur avendo perso il servizio per prima in tutti i set. Ed al “China Open” (WTA Premier Mandatory - 8.285.274 dollari di montepremi) prosegue nel suo mood positivo la 21enne di Osaka.

 

La ex numero uno del mondo esce rigenerata dallo swing asiatico dove firma due tornei importanti. Dopo il successo ad Osaka, a casa sua, Naomi fa infatti centro pieno anche sul cemento cinese: in finale la nipponica, numero 4 del ranking e del seeding, batte per 36 63 62, dopo un’ora e 50 minuti di partita, l’australiana Asheleigh Barty, regina del tennis mondiale e prima testa di serie. Grazie a questo successo Naomi riale al numero 3 del ranking, a meno di 400 punti dalla ceca Karolina Pliskova.

“Dopo il primo set mi sono semplicemente detta di continuare a lottare”- dice la Osaka che ha accusato un piccolo problema alla spalla e che in uno scatto di rabbia ha anche rotto la racchetta -. “Sono davvero soddisfatta di quello che sono riuscita a fare in questa settimana”.

 

Per Naomi è il quinto titolo in carriera su sette finali disputate, il secondo consecutivo in questo swing asiatico. E la Osaka i tornei da vincere li sa scegliere davvero bene visto che nella sua bacheca fanno bella mostra di sé due trofei Slam (Us Open 2018 ed Australan Open 2019), due Premier Mandatory (Indian Wells 2018 e quello appena conquistato a Pechino) ed un Premier (Osaka 2019).

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Linz incorona “Coco”

Cori Gauff continua a sorprendere. La 15enne statunitense, numero 110 del ranking mondiale, che mai era andata oltre i quarti in un torneo del circuito maggiore, a Linz festeggia il primo trofeo alla prima finale. Nell’”Upper Austria Ladies Linz” (WTA International - montepremi 250.000 dollari), ripescata in tabellone dopo aver perso al turno decisivo delle qualificazioni, “Coco” tra l’altro sconfigge la sua prima top ten (l’olandese Kiki Bertens nei quarti) prima di imporsi per 63 16 62 nella sfida per il titolo contro la lettone Jelena Ostapenko, numero 72 Wta, diventando così la prima giocatrice dopo Olga Danilovic a Mosca nel 2018 a vincere un torneo da lucky loser
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La Gauff chiude in 99 minuti e si è assicura un posto tra le prime 80 Wta, non male per una che aveva iniziato la stagione fuori dalle prime 600 del ranking. “Coco” è la più giovane vincitrice di un torneo WTA dai tempi della ceca Nicole Vaidisova che nel 2004 si aggiudicò Vancouver e Tashkent.

A Tianjin (WTA International - montepremi 500.000 dollari) festeggia il secondo titolo in stagione e in carriera oltre all’ingresso nelle top 50 Rebecca Peterson. In finale la svedese, numero 59 Wta, regola con un doppio 64 la britannica Heather Watson, numero 125 del ranking mondiale, tornata a giocare una sfida per il titolo a tre anni e mezzo dall’ultima volta (Monterrey 2016). 

I “ribelli del prize-money”

C’è un gruppo di giocatori che reclama un posto al tavolo che conta. Quello dove si decidono le ripartizioni degli utili dei quattro tornei dello Slam. I componenti reclamano una fetta più cospicua della torta. E, in un futuro nemmeno troppo lontano, non escludono la possibilità di un boicottaggio dei Major. È un gruppo omogeneo, che esula dai canali ufficiali dei board Atp e Wta. Ed è un gruppo misto. La parità dei montepremi non c’entra: conta quanto dei ricavi dei quattro Major, presi singolarmente, viene rimesso sul piatto per i protagonisti del campo, maschi e femmine. A parlarne, durante lo swing asiatico, sono Vasek Pospisil, numero193 Atp, e Sloane Stephens, numero 12 Wta e vincitrice degli Us Open 2017. Lui, canadese con un passato da top 25, ha anche un ruolo ufficiale in quanto membro del Player Council - l’organo a tutela dei giocatori - in seno all’ATP. I “ribelli del prize-money” si sono uniti firmando una lettera comune, per porre il problema e chiedere di avere un potere negoziale proprio nei confronti dei quattro tornei principali, affidata allo studio legale Norton Rose Fullbright con sedi sparse in tutti i Paesi.

In Lussemburgo si rivede Jelena

Dopo la finale di Linz la 22enne di Riga, rigenerata dalla collaborazione con il nuovo coach Marion Bartoli, stavolta fa centro pieno e dopo due anni (Seul 2017) torna a vincere un torneo aggiudicandosi il trofeo del “BNP Paribas Luxembourg Open” (WTA International - montepremi 250.000 dollari) in Lussemburgo, dove Camila Giorgi cede all’esordio alla tedesca Petkovic. Nella sfida per il titolo Jelena Ostapenko, numero 63 del ranking mondiale, in gara grazie ad una wild card, batte per 64 61 la tedesca Julia Goerges, numero 26 Wta e seconda favorita del torneo.

Belinda fa la ... russa

Alla "VTB Kremlin Cup" (WTA Premier - 1.032.000 dollari di montepremi) è Belinda Bencic a completare la settimana perfetta. Già sicura di un posto alle WTA Finals di Shenzhen, la 22enne di Flawil vince a Mosca il suo quarto titolo in carriera - il secondo stagionale dopo quello conquistato a Dubai - ed eguaglia il best ranking, numero 7, raggiunto per la prima volta nel febbraio del 2016. In finale la tennista elvetica, numero 10 Wta e terza testa di serie, si impone in rimonta per 36 61 61 sulla russa Anastasia Pavlyuchenkova, numero 40 del ranking mondiale.

Sabalenka torna ad un passo dalla top ten

La pantera bielorussa piazza un’altra zampata vincente. Aryna Sabalenka firma l’"Hengqin Life WTA Elite Trophy Zhuhai" - già noto come Masters B o masterino - con 2.419.844 dollari di montepremi, sul veloce indoor dell’Hengqin International Tennis Centre di Zhuhai, nel sud della Cina. Nell’ultimo atto della competizione riservata alle migliori undici giocatrici dietro le 8 qualificate per le Wta Finals (oltre a una wild card), la 21enne di Minsk, numero 14 Wta, regola per 64 62 l’olandese Kiki Bertens, numero 10 del ranking, succedendo nell’albo d’oro all’australiana Ashleigh Barty. Per Sabalenka è il quinto titolo in carriera, il quarto conquistato in Cina: grazie a questo risultato risale al numero 11 Wta. Tre posizioni in più anche per la 27enne di Wateringen, che passa dal decimo al settimo posto.

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