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Eventi Internazionali

FILM 2019, AGOSTO: Sonego gela tutti tranne Thiem, Fognini spaventa Nadal

Il torinese esce in semifinale a Kitzbuhel contro il vincitore del torneo, stesso discorso per il ligure out nei quarti a Montreal. Primo “1000” per Medvedev a Cincinnati. Prosegue inarrestabile l’arrampicata nel ranking di Sinner

di | 28 dicembre 2019

Pazzesco Lorenzo Sonego. Il 24enne di Torino annulla 8 match-point all’esordio nel "Generali Open" (ATP 250 - 524.340 euro di montepremi) sui campi in terra rossa di Kitzbuhel, in Austria. L’azzurro, numero 56 del ranking mondiale e settima testa di serie, si impone 76(4) 67(4) 76(4), dopo oltre tre ore mezza, sull’argentino Federico Delbonis, numero 63 Atp. Al secondo turno altra rimonta clamorosa: il piemontese sconfigge 26 76(4) 76(1), dopo una maratona di due ore e 50 minuti ed un altro match-point annullato, lo spagnolo Roberto Carballes-Baena, numero 76 Atp (è la quarta volta in carriera che il torinese vince dopo aver annullato dei match-point: era già accaduto contro Hurkacz a Budapest nel 2018, contro Kecmanovic ad Antalya a giugno e appunto contro Delbonis al primo turno), centrando i quarti dove supera, stavolta in due set, anche l’altro spagnolo Fernando Verdasco, numero 32 Atp.

 

A fermarlo, in semifinale, è l’austriaco Dominic Thiem, numero 4 Atp e primo favorito del torneo, che si impone per 63 76(4). Proprio l’idolo di casa mette le mani sul trofeo battendo in finale per 76(0) 61 un altro spagnolo, Albert Ramos-Vinolas, numero 69 del ranking mondiale, reduce dal successo di Gstaad.

Né sombrero né maracas per Fabio

Termina già nei quarti la difesa del titolo di Fabio Fognini nell’“Abierto Mexicano de Tenis Mifel” (ATP 250 - montepremi 762.455 dollari) sul cemento di Cabo del Mar, in Messico. Il 32enne di Arma di Taggia, numero 9 Atp (best ranking eguagliato grazie ai quarti ad Amburgo) e prima testa di serie, cede 61 76(1) allo statunitense Taylor Fritz, numero 28 del ranking mondiale e quinta testa di serie, reduce dalla finale di Atlanta. Questa sconfitta costa all’azzurro l'uscita dalla top ten. 

 

Il coloratissimo trofeo finisce invece nelle mani dell’argentino Diego Schwartzman, numero 27 Atp e terza testa di serie, che nella sfida per il titolo sconfigge 76(3) 63 Fritz.

Washington: Kyrgios batte anche il mal di schiena

E meno male che aveva la schiena incriccata! 18 ace (e nessun doppio fallo) e servizi che superano abbondantemente i 200 chilometri orari. E’ praticamente perfetto - senza comunque rinunciare al minimo sindacale di show - Nick Kyrgios nella finale del "Citi Open" di Washington (ATP 500 - 1.895.290 dollari di montepremi) sui campi in cemento del Rock Creek Park Tennis Center della capitale degli Stati Uniti, che di fatto apre le Us Open Series che si concludono a Flushing Meadows.

In finale il 24enne di Canberra, numero 52 del ranking mondiale - che in semifinale annulla un match-point al Next Gen greco Tsitsipas, numero 6 Atp e primo favorito del tabellone -, batte 76(6) 76(4) il russo Daniil Medvedev, numero 10 Atp e terza testa di serie. Per l’australiano è il sesto trofeo in carriera su nove finali disputate, il secondo in questa stagione dopo il “500” di Acapulco lo scorso febbraio: grazie a questo risultato Kyrgios ritorna nei top 30

Jannik non cammina, corre…

Sinner non smette di stupire: a Lexington, alla sua terza finale challenger in stagione e in carriera, conquista il secondo titolo e centra la top 150. Il 17enne di Sesto Pusteria, numero 135 del ranking mondiale, impara velocemente: in finale piega 64 36 64 quell’Alex Bolt, australiano numero 152 Atp e seconda testa di serie, che l’aveva battuto nelle qualificazioni di Wimbledon per 12-10 al terzo set. Il Next Gen azzurro continua a sfoggiare una maturità che stona con la sua evidente precocità.

Nella stessa settimana un successo challenger anche per Stefano Travaglia, che conquista il suo quarto trofeo in carriera: nella finale del “BNP Paribas Sopot Open” (92.040 euro di montepremi) sulla terra rossa della città polacca, il27enne di Ascoli Piceno, numero 95 del ranking mondiale e primo favorito del tabellone, si impone per 64 26 62 sullo slovacco Filip Horansky, numero 187 Atp e decimo favorito del torneo. “Steto” entra così nei primi 80 della classifica mondiale.

Roger & Rafa di nuovo “in politica”

Federer e Nadal, insieme all’austriaco Jurgen Melzer, rimpiazzano nel Player Council ATP i tre membri dimissionari alla vigilia di Wimbledon (l’olandese Robin Haase, il britannico Jamie Murray e l’ucraino Sergiy Stakhovsky). La trasformazione della Coppa Davis, la nascita dell’Atp Cup, l’inclusione della Laver Cup nel calendario ufficiale, i sistemi di ranking e distribuzione dei montepremi sono tematiche importanti che generano grandi discussioni. L’annuncio del ritorno “in politica” di Roger e Rafa è un segnale chiaro della loro volontà di incidere nelle scelte dell'organismo presieduto da Novak Djokovic.

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Montreal: Nadal, via col vento

Lo spagnolo, da buon “marinaio” maiorchino, sfrutta da maestro le raffiche che spazzano il campo centrale canadese e dà lezione di consistenza a Daniil Medvedev, affrontato per la prima volta. E così Rafa Nadal numero due del ranking e primo favorito del seeding, liquida 63 60 il russo numero 9 Atp e mette in bacheca il suo 35° trofeo Masters 1000, primato assoluto, quinto successo nella “Rogers Cup” (5.701.945 dollari di montepremi). A Montreal l’unico a creargli problemi è Fabio Fognini, numero 11 Atp, che nei quarti lo prende letteralmente a pallate per un set abbondante prima che l’infortunio al piede destro torni a farsi sentire: a fine match Rafa gli fa i complimenti e gli dice “Curati!”.

Il primo “1000” di Daniil

Cecchinato non sa più vincere e al “Western & Southern Open” di Cincinnati (montepremi 6.056.280 dollari) contro De Minaur rimedia il decimo ko consecutivo al primo turno. Dopo sei mesi e l’operazione all’anca ci prova in singolare Andy Murray, che esce subito per mano del francese Gasquet. Dopo lo stop di un mese per l’infortunio alla caviglia rientra nel tour anche Berrettini, che però si fa sorprendere all’esordio da Londero.

Il numero uno del mondo Novak Djokovic marcia spedito fino alle semifinali quando va a sbattere contro Medvedev rimediando anche un infortunio alla spalla. Il russo, che nei quarti riporta con i piedi per terra il connazionale Rublev (protagonista negli ottavi di una prestazione “monstre” contro Federer), dopo la successiva vittoria su Nole completa l’opera. In finale infatti Daniil Medvedev, numero 8 Atp e nona testa di serie, si sbarazza per 76(3) 64 del belga David Goffin, numero 19 del ranking mondiale e 16 del tabellone, e si candida per un ruolo da protagonista agli imminenti Us Open.

Hurkacz, un polacco vincente dopo 37 anni

A Wiston-Salem contro Bublik si interrompe finalmente la striscia negativa del “Ceck” mentre battendo Laaksonen il coreano Duckhee Lee diventa il primo tennista non udente a vincere un match in un main draw Atp. Il polacco Hubert Hurkacz, numero 41 del ranking mondiale e 3 del seeding, completa la sua settimana magica, quella che chiude le Us Open Series e conquista il suo primo titolo Atp battendo in semifinale il Next Gen canadese Denis Shapovalov, numero 38 Atp e seconda testa di serie, ed il finale il francese Benoit Paire, numero 30 Atp e primo favorito del tabellone, superato dopo oltre due ore di lotta con lo score di 63 36 63. Per il 22enne di Wroclaw, primo polacco a vincere un titolo nel circuito maggiore dai tempi di Wojtek Fibak, arriva anche il best ranking (numero 35).

Tanta Italia nelle "quali" a New York

Nel 2018 erano addirittura in 14, mentre dodici mesi dopo la pattuglia italiana a New York conta su un giocatore in meno. Ma il totale è comunque altissimo: i nostri saranno in 13, inferiori solo agli statunitensi (che però possono contare sulle wild card), il che significa che fra i partecipanti alle "quali" uno su dieci è italiano.

 

Il veterano è Lorenzi, al suo quattordicesimo (!) Us Open, ma insieme al 37enne senese ci sono Travaglia, Caruso, Arnaboldi, Viola, Marcora, Gaio, Giannessi, Giustino, Napolitano e tre debuttanti: Mager, Baldi e Sinner. L’obiettivo è uguale per tutti, un posto nel main draw. Ma l’unico a centrarlo è il più giovane di tutti, il neo 18enne Jannik.

Exploit Viola, battuto…Murray!

Il 29 agosto è una giornata indimenticabile per Matteo Viola: negli ottavi del “Rafa Nadal Open by Sotheby’s" (challenger Atp con un montepremi di 46.600 euro) sui campi in cemento dell’isola di Maiorca, in Spagna, il 32enne di Mestre, numero 240 del ranking mondiale, si impone in rimonta per 36 64 76(3), dopo quasi due ore e tre quarti di lotta, sullo scozzese Andy Murray, attualmente numero 328 Atp e in gara grazie a una wild card (non disputava un challenger dal 2005, stagione in cui è diventato professionista), tornato da un paio di settimane a competere in singolare dopo l’operazione all’anca a gennaio. Viola è il settimo italiano a battere il campione britannico dopo Pedrini (future), Dell'Acqua e Di Mauro (challenger), Seppi, Volandri e Fognini (Atp). La corsa di Matteo si ferma però ad un passo dalla meta: in finale infatti il veneto cede per 61 60 al 20enne finlandese Emil Ruusuvuori, numero 209 Atp.

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