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Eventi Internazionali

FILM 2019, GIUGNO: Fabio top ten, Matteo “erbivoro”, la “prima” di Lorenzo

Nadal fa 12 al Roland Garros e diventa leggenda ma il tennis tricolore esulta grazie a Fognini che conquista l’elite mondiale, a Berrettini che esplode sui prati tedeschi e a Sonego che vince il suo primo titolo

di | 26 dicembre 2019

Si alza il sipario sul Roland Garros di Parigi. Quattro dei nove italiani in tabellone debuttano nella prima giornata ma solo Berrettini supera l’esordio battendo Andujar pur non giocando il suo miglior tennis. Ma se i ko di Sonego contro Federer, tornato dopo quattro anni a giocare lo Slam francese, e di Fabbiano contro Cilic non sono una sorpresa, lo è invece l’uscita di scena di Cecchinato, splendido semifinalista nel 2018, sconfitto 6-4 al quinto set dalla wild card francese Mahut.

 

”Sono deluso, non è un dramma: ripartirò”, promette il siciliano ma non c’è dubbio che il periodo non è proprio di quelli da incorniciare (dopo Parigi si interromperà la collaborazione con coach Simone Vagnozzi: due anni e mezzo impreziositi da tre titoli Atp - Budapest, Umago e Buenos Aires - e dalla storica semifinale a Parigi, e con un best ranking di numero 16 Atp. Al suo posto Uros Vico).

Nel day 2 Caruso, promosso dalle qualificazioni, si prende una bella soddisfazione vincendo il suo primo match in un Major grazie al successo in quattro set sullo spagnolo Munar: nel day 3 Fognini si aggiudica il derby tricolore con Seppi mentre Travaglia e Bolelli vanno fuori per mano, rispettivamente, di Mannarino e Pouille. Al secondo turno Berrettini spreca troppo con Ruud, stupisce Caruso che batte anche Simon mentre Fognini si sbarazza di Delbonis: al terzo turno il siciliano va a sbattere contro Djokovic mentre il ligure batte anche Bautista Agut e comincia davvero a sentire profumo di top ten. La corsa di Fognini si interrompe negli ottavi contro “Sascha” Zverev e l’ingresso nell’élite mondiale resta legato a…”King Roger”.

Raggiungere la top ten è un sogno. Mi rivedo piccolo sul campo da tennis con la racchetta più grande di me e penso: "Ne ha fatta di strada questo bambino"

Fabio nell’elite mondiale finalmente

E Federer fa un gran bel regalo a Fabio aggiudicandosi l’appassionante derby svizzero dei quarti contro Wawrinka: Fognini è top ten! Raggiante e felice, il 32enne di Arma di Taggia commenta così il suo ingresso nell’élite mondiale: "Raggiungere la top ten è un po' il compimento di un sogno. Mi rivedo piccolo sul campo da tennis con la racchetta più grande di me e penso: 'Ne ha fatta di strada questo bambino'. In questo momento sono felice e il ringraziamento va alla mia famiglia, a mia moglie e mio figlio, agli amici e a tutte le persone che mi sono sempre state vicino. Lunedì sarà emozionante vedere il numero 10 accanto al mio nome. Questo è un piccolo grande tassello che si aggiunge ad altri e mi spinge a continuare a dare tutto me stesso per questo sport che amo".

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E lunedì 10 giugno il ranking pubblicato dall’ATP ufficializza l’ingresso di Fognini nella top ten mondiale: Fabio è il terzo italiano nell’Era Open (dopo Panatta e Barazzutti, il sesto nella storia (preceduto anche da Pietrangeli, de Morpurgo e De Stefani). E dopo qualche giorno arriva la notizia che l’azzurro difenderà i colori del Team Europa - insieme a Nadal, Federer, Thiem e Zverev - nella terza edizione della Laver Cup, a settembre al PalaExpo di Ginevra, in Svizzera.

Rafa nella leggenda

Contro Ruud al terzo turno Roger diventa il primo tennista a giocare 400 match di singolare degli Slam. Al 403esimo, però, ritrova dall’altra parte della rete Rafael Nadal, arrivato in semifinale cedendo un solo set a Goffin (terzo turno): il maiorchino lascia appena 9 game al fuoriclasse di Basilea e si gode - lui sì - la giornata di riposo. Il maltempo, arrivato a dare fastidio proprio nelle fasi salienti del torneo (per fortuna dal 2020 ci sarà il tanto atteso tetto) costringe infatti Djokovic e Thiem a concludere il sabato la loro semifinale (sospesa su un set pari e 3-1 per Dominic al servizio): vince l’austriaco ma solo per 7-5 al quinto. E meno di ventiquatt’ore dopo nella sfida per il titolo dopo i primi due set contro il mancino di Manacor non ne ha più da spendere: Nadal si impone per 63 57 61 61, in tre ore di partita, conquistando il suo dodicesimo Roland Garros (18° Slam, a -2 da Federer). Fantascienza pura.

 

 

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Sui prati tedeschi esplode Matteo

Il circuito si trasferisce sui prati e Berrettini improvvisamente si scopre “erbivoro” vincendo il suo secondo titolo del 2019. Con un percorso senza sbavature il 23enne romano si aggiudica la "Mercedes Cup" (ATP 250 -montepremi di 679.015 euro) sui prati di Stoccarda, in Germania. In una settimana da incorniciare il tennista allenato da Vincenzo Santopadre mette in fila Kyrgios, Khachanov, Kudla, Struff (l’unico quest’ultimo che arriva ad avere due palle-break) ed Auger-Aliassime senza perdere né un set né un turno di servizio. In finale Matteo, numero 30 del ranking mondiale, si impone 64 76(11), in un’ora e 47 minuti di partita, sul Next Gen canadese Felix Auger-Aliassime, numero 21 Atp e settima testa di serie, diventando il secondo azzurro otto anni dopo Seppi a trionfare sull’erba (Eastbourne 2011) e salendo al numero 22 Atp, naturalmente best ranking.

Il ragazzone romano diventa il nono italiano a vincere almeno 3 titoli Atp - gli altri sono Panatta (10), Fognini (9), Bertolucci (6), Barazzutti (5), Canè, Gaudenzi, Seppi, Cecchinato (3) - ma nessuno ci era riuscito alla sua età. Bello il ringraziamento al suo team durante la premiazione: ”Siete importanti perché mi fate stare bene e dal giorno che ci siamo incontrati ho capito che siete persone davvero speciali”.

Mannarino, era ora!

Al settimo tentativo finalmente Adrian Mannarino rompe il ghiaccio e si aggiudica il suo primo titolo Atp dopo sei finali perse. Il 30enne mancino francese di Soisy-sous-Montmorency, numero 44 del ranking mondiale, nella sfida per il trofeo "Libema Open - Grass Court Championships" (ATP 250 - 635.750 euro di montepremi) sui campi in erba di s-'Hertogenbosch, in Olanda, sconfigge per 76(7) 63, in poco più di due ore di partita, l'australiano Jordan Thompson, numero 62 Atp, alla sua prima finale nel circuito maggiore.

La “decima” di Federer

La corsa di Berrettini, numero 22 Atp, prosegue anche al “Noventi Open” (ATP 500 - montepremi 2.081.830 euro) sui campi in erba di Halle, in Germania. Almeno fino alle semifinali, le prime per lui in carriera in un torneo di questo livello, dove è stoppato dal belga David Goffin, numero 33 Atp, dopo nove partite vinte di fila sui prati (10 se contiamo anche il match di Davis in India) ed un solo set - ed un solo turno di servizio - perso, al secondo turno contro Seppi quando cede la battuta dopo 69 turni di servizio difesi consecutivamente. Il torneo lo vince, per la decima volta, Roger Federer, numero 3 del ranking mondiale, che battendo in finale per 76(2) 61 Goffin fa anche un favore a Matteo, permettendogli di diventare top 20. 

Al Queen’s, complice una scivolata sull’erba, il ginocchio destro di Del Potro fa di nuovo “crack” e costringe lo sfortunato tennista argentino ad un nuovo intervento chirurgico. Il “Fever-Tree Championships” (ATP 500 - 2.219.150 euro di montepremi) se lo aggiudica Feliciano Lopez che dopo due anni torna a vincere un titolo. Nella stagione del ritiro annunciato, nel luogo dell'ultimo trionfo, lo spagnolo, numero 113 Atp e in gara grazie ad una wild card, supera in finale per 62 67(4) 76(2) il francese Gilles Simon, numero 38 del ranking mondiale. “Feli” festeggia il settimo acuto in carriera - e fa l’en plein in doppio con Andy Murray (al rientro nel tour dopo l’intervento all’anca) - il quarto sull'erba. In una settima molto “Old Gen” vincono Federer a Halle e Lopez - che è più giovane di un mese - al Queen's: sono i due campioni più anziani dai tempi di Rosewall a Hong Kong nel 1977. 

La prima volta di Sonego

Primo titolo Atp per Lorenzo Sonego, che arricchisce ulteriormente il 2019 da applausi per il tennis italiano: è il quinto successo di un azzurro nel tour, dopo Cecchinato a Buenos Aires, Fognini a Monte-Carlo e la doppietta di Matteo Berrettini (Budapest e Stoccarda). Il 24enne torinese, numero 75 del ranking mondiale, conquista il “Turkish Airlines-Antalya Open” (ATP 250 - montepremi 445.690 euro) sui campi in erba di Antalya, in Turchia: in finale il 24enne piemontese - già protagonista quest’anno con i quarti nel “1000” di Monte-Carlo -, grazie anche a 25 ace, si impone per 67(5) 76(5) 61, dopo due ore e 46 minuti ed un match-point annullato nel tie-break del secondo set, sul serbo Miomir Kecmanovic, numero 82 Atp, anche lui per la prima volta all’ultimo atto di un torneo del circuito maggiore. Il torinese seguito da coach Gipo Arbino è per la prima volta tra i top 50 Atp: al 46esimo posto del ranking.

Ad Eastbourne, in Gran Bretagna (ATP 250 - 684.080 euro di montepremi), vince invece lo statunitense Taylor Fritz, numero 42 Atp, che firma al “Nature Valley International" il suo primo trofeo in carriera battendo in finale per 63 64 il connazionale Sam Querrey, numero 79 del ranking mondiale. Proprio Querrey in semifinale, scagliando la bellezza di 33 ace, aveva stoppato per 63 67(4) 63 Thomas Fabbiano, numero 102 Atp, approdato per la prima volta al penultimo atto di un appuntamento del circuito maggiore.

Quali da record a Wimbledon

Sono 13 i tennisti italiani in gara nelle qualificazioni maschili del terzo Slam della stagione sui prati di Roehampton, a Londra. Il più giovane, appena 17 anni, è Jannik Sinner mentre tra le teste di serie ci sono Stefano Travaglia (n.5), Salvatore Caruso (n.18), Gianluca Mager (n.22) e Lorenzo Giustino (n.32). Completano la pattuglia tricolore Andrea Arnaboldi, Federico Gaio, Roberto Marcora, Luca Vanni, Filippo Baldi, Simone Bolelli, Alessandro Giannessi e Stefano Napolitano. Al secondo turno approdano in quattro - Arnaboldi, Caruso, Mager e Napolitano - ma a conquistare un posto in tabellone sono solo il lombardo di Cantù ed il siciliano di Avola. 

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