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Eventi Internazionali

2019: l'Italia conquista il mondo in 12 mosse

Negli ultimi 12 mesi i nostri giocatori, i nostri manager e i nostri dirigenti hanno colto affermazioni assolute a tutti livelli: possiamo tranquillamente dire che, anche in prospettiva, siamo diventati la nazione trainante e di riferimento del tennis internazionale

di | 12 novembre 2019

Ci mancava solo la chicca di dicembre, la dodicesima, per chiudere in 12 mosse un anno indimenticabile per il tennis italiano ed è arrivata, puntuale: l’ufficialità della nomina di Massimo Calvelli, 45 anni, fiorentino, ex n. 255 del mondo, già importante dirigente della Nike a livello internazionale, ad amministratore delegato (Ceo) dell’ATP. Collaborerà direttamente con il presidente dell’ATP stessa che, dal 1° gennaio sarà, altra prestigiosa affermazione della nostra cultura sportiva e manageriale quest’anno, Andrea Gaudenzi, affermato manager e imprenditore, oltre che ex n.18 del mondo e Davisman azzurro.

Avere Andrea Gaudenzi presidente e Massimo Calvelli amministratore delegato dell’Association of Tennis Professionals, associazione che riunisce i tennisti professionisti di tutto il mondo, gestisce circuito e calendario, significa aver creato i presupposti per una governance perfetta per raccogliere e valorizzare la sfida di un tennis italiano lanciato come non mai sul piano sportivo e organizzativo.

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A sintetizzarlo ci sono altri dieci fatti nuovi, le altre dieci mosse, tutti targati 2019, che hanno lasciato il segno nella storia ma, ancor più, sono solide basi per sviluppi futuri cui non è lecito porre limite alcuno.

1) L’assegnazione a Torino dell’organizzazione delle Atp Finals per il quinquennio che va dal 2021 al 2025.

2) Matteo Berrettini che, a 23 anni, entra tra i primi dieci giocatori del mondo (chiudendo la stagione al n.8) e si qualifica per le Atp Finals di Londra dove, primo italiano nella storia, riesce a vincere un match

3) Lo stesso Matteo Berrettini raggiunge la sua prima semifinale Slam, agli Us Open (l’ultimo italiano a riuscirci era stato Corrado Barazzutti nel 1977)

4) Fabio Fognini che entra nella Top 10 mondiale (best ranking n.9)

5) Lo stesso Fognini che si aggiudica l’Atp Masters 1000 di Monte-Carlo. E’ il primo italiano nella storia a conquistare un Masters 1000

6) Jannik Sinner che si aggiudica le Next Gen Atp Finals (riservate ai migliori under 21 del mondo) a soli 18 anni (e chiude la stagione tra i top 100, al n.78)

7) Lorenzo Musetti, quando non ha ancora compiuto 17 anni, che si aggiudica gli Australian Open Under 18

8) Lo stesso Musetti che raggiunge il n.1 della classifica mondiale juniores

9) L’Italia è la nazione con il maggior numero di vittorie nei tornei Challenger: 15

10) L’Italia chiude l’annata con 8 giocatori tra i primi 100 della classifica mondiale: è il nostro record assoluto. Nel 2002 ne avevamo uno solo. A fine 2018, dodici mesi fa, erano solo 4.

Aggiungiamo le nomine di Gaudenzi e Calvelli, di cui abbiamo parlato in apertura, ed ecco dodici affermazioni importanti in dodici mesi, che non si limitano ad andare negli annali. Indicano che il futuro del tennis mondiale è destinato a essere più azzurro che mai. Un mare in cui sarà sempre più bello tuffarsi.

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