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Eventi Internazionali

Piqué: "Obiettivo? Davis a settembre e più lunga"

Il presidente della Kosmos parla in conferenza stampa insieme a Dave Haggerty, vertice dell'ITF. Per l'anno prossimo, promette un quarto campo. E apre a nuove trattative con Andrea Gaudenzi. "Torneremo a parlare con l'ATP per la migliore collocazione in calendario" dice.

di Alessandro Mastroluca - da Madrid | 24 novembre 2019

"Quando abbiamo iniziato con il progetto della nuova Coppa Davis, avevamo innanzitutto un obiettivo: la partecipazione dei top player. E l'abbiamo raggiunto. L'altra era attrarre più interesse da parte degli sponsor. La Davis ne aveva quattro, ora ne ha 11 con oltre 20 partner" Gerard Piqué, presidente della Kosmos che ha completato un accordo della durata di 25 anni con l'ITF per trasformare la Coppa Davis, si mostra orgoglioso della prima edizione dell'evento con fase a gironi in sede unica, ma non nasconde la consapevolezza della necessità di intervenire per migliorare l'organizzazione in vista della prossima edizione.

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"Abbiamo in mente di costruire un quarto campo per risolvere il problema delle partite che finiscono troppo tardi. Le opzioni di base sono due: farlo qui oppure al WiZink Center", l'arena che ospita le partite casalinghe del Real Madrid di basket. "Parleremo con i giocatori, perché la loro opinione fa la differenza" ha promesso Piqué: certo, con un format ancorato a sei gironi da tre e a una programmazione su sette giorni, di campi ne servirebbero probabilmente sei. Altrimenti il problema si può parzialmente alleggerire ma non del tutto risolvere. 

A meno che non si arrivi a un accordo fra ITF e ATP perché le fasi finali della Coppa Davis si giochino su dieci giorni. "Cercheremo insieme alla Kosmos di parlare con l'ATP riguardo al calendario" ha detto il presidente della Federazione internazionale Dave Haggerty, che sembra intenzionato a costruire un'intesa con Andrea Gaudenzi, nuovo presidente dell'ATP. Resta sul tavolo la possibilità di spostare la Coppa Davis a settembre oppure a ottobre. "L'anno scorso abbiamo tentato di raggiungere un accordo ma non era la situazione ideale con il vecchio presidente" ha confermato Piqué. "Per il futuro vorremmo arrivare a un accordo, a creare una competizione unica da due settimane e trovare la collocazione migliore in calendario, possibilmente a settembre. E' quello che han detto di volere anche Nadal e Djokovic, numero 1 e 2 al mondo adesso. Credo sarebbe la cosa migliore per il tennis".

In termini di pubblico, l'atmosfera nel corso della settimana è stata particolarmente calda durante le sfide della Spagna, non sempre durante gli incontri tra le altre nazionali. "E' il primo anno di questo nuovo formato" ha detto Piqué, "penso che molti stessero aspettando di vedere quel che sarebbe successo e poi magari decideranno di venire l'anno prossimo".

Resta comunque significativa la presenza, seppur con diverse densità, di tifosi di tutte le nazioni coinvolte. E anche un interesse più consistente per la finale anche da parte di giornalisti non delle nazioni in campo per il titolo.
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"C'erano molte nazioni, tutti i presidenti, e penso che abbiano imparatato molto su come poter aumentare lla partecipazione" ha detto Haggerty. La risposta della LTA, che ha messo a disposizione quasi mille biglietti per la semifinale contro la Spagna dopo l'invito di Andy Murray via social, è un segnale dell'interesse che comunque la Coppa Davis è ancora in grado di generare nel momento in cui riesce a mettere a frutto il valore della sua storia combinato con l'indirizzo futuro dello sport.

"Questa Davis" ha detto Haggerty, combina storia e innovazione. I cambiamenti sono necessari, erano stati richiesti innanzitutto dai top player. La Davis rimane l'unica e ufficiale competizione in cui i giocatori rappresentano la nazione. Qui i giocatori hanno espresso orgoglio ed emozione. La Davis crea eroi nazionali e internazionali, e i suoi introiti sono reinvestiti a livello nazionale per sviluppare il tennis per le prossime generazioni".
 

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