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Nuova Davis, che 'stories'! La coppa vista dai social

Nuovo format e grande attenzione al mondo dei social, Instagram in particolare. È la Coppa Davis 2.0, vicina come non mai agli appassionati. E portata nella vita di tutti anche alle Stories dei giocatori: fra polemiche, siparietti e tanto divertimento...

di Lorenzo Andreoli | 24 novembre 2019

Nuovo format, vecchie emozioni. Dal primo incontro tra Stati Uniti e Isole Britanniche alla rivoluzione attuata dall’ITF e dal Gruppo Kosmos di Gerard Piqué. 119 anni di emozioni, imprese e drammi sportivi: la Coppa Davis si conferma un vero e proprio monumento sociale in grado di fare da collante tra intere popolazioni e di riuscire a colpire al cuore di milioni di appassionati. Una competizione in cui il tennis da individuale diventa sport a squadre, dove l’egoismo si mette da parte e si gioca per la gloria, dove i rapporti di forza si ribaltano e tante regole non valgono più.

DAVIS CUP FINALS, LO SHOW È SOCIAL

Un post, il primo, per annunciare simbolicamente il cambio di sede tra Lille e Madrid, tra il passato ed il presente.

Dal 29 novembre del 2018 l’account ufficiale della Davis Cup ha preso per mano l’intero universo Instagram, accompagnandolo dalle qualificazioni di febbraio sino alla fase finale della manifestazione. Foto e video ricchi di aggiornamenti a 360° e di piccole curiosità.

Se un tempo era il caro e vecchio diario di bordo lo strumento più semplice per entrare nella quotidianità e fissare gli eventi principali delle nostre giornate, oggi ci sono le Instagram Stories: brevi, dritte al punto e soprattutto in grado di farci vivere tutte le emozioni come fossimo sul posto.

L'ingresso in campo dei giocatori,
la trepidante attesa prima di un match-point, il calore sprigionato dai folkloristici tifosi presenti sugli spalti. E poi ancora interviste, live score e la possibilità di fare domande interagendo h24.

Una sorta di Caja Magica a portata di mano per sentirsi, ogni giorno di più, parte integrante di questo grande spettacolo.

Un cuore grande che batte all’unisono, come accaduto in occasione della consegna del Davis Cup
Award of Excellence a David Ferrer per il suo contributo alla nazionale.

Poi ci sono loro, i protagonisti, pronti ad aggiornare costantemente il profilo e a togliersi, quando serve, qualche sassolino dalla scarpa. “Le vostre scuse dovrebbero essere forti come la vostra mancanza di rispetto”, scrive Nick Kyrgios nel celebrare il passaggio della sua Australia ai quarti di finale dopo alcuni mesi lontano dal Tour per squalifica.

Più disteso l’umore del doppista britannico Jamie Murray, fratello maggiore di Andy, che per festeggiare il successo ai danni dell’Olanda ha scelto di coinvolgere il compagno Neal Skupski immortalandolo in una curiosa posa di “Sumo Squat”. O dei francesi Gael Monfils e Benoit Paire, che tra una sessione di allenamento e l’altra hanno trovato il tempo da dedicare al calcio.

Uno sport, il tennis, impreziosito dalla magia e dai colori che solo i più sfegatati supporters possono garantire. I cori incessanti degli argentini, le trombe squillanti dei kazaki, il look inconfondibile degli olandesi: questa prima edizione della “nuova” Coppa Davis conferma di aver portato con sé tutti i principali ingredienti affinché nulla vada perso di ciò che è scolpito nella storia.

Un sogno da vivere insieme, oltre vittorie e sconfitte. “Non so nemmeno dove siamo, che ore sono, che giorno è. Ma è abbastanza speciale quello che abbiamo fatto”, le parole di capitan Mardy Fish riportate dall’account ufficiale della USTA al termine dell’ennesimo match terminato a tarda notte.

“Vorrei che tutti, atleti, tifosi ed appassionati, trascorressero qui a Madrid la settimana migliore della loro vita. Deve essere una grande festa che riguardi il tennis e tutto ciò che c’è intorno”. Missione difficile, ma non impossibile quella di Gerard Piqué. Tra sorprese e conferme, dubbi e perplessità, ci piace immaginare gli organizzatori già al lavoro in vista di una edizione 2020 ancora più entusiasmante.

Spettacolo in campo e fuori per una prima volta non scevra da critiche ma pronta a lasciare un segno e ad imporsi come prima pagina di un nuovo capitolo tutto da scoprire. Alle squadre e ai loro rappresentanti l’onore e l’onere di continuare a realizzare i nostri sogni e di mantenere accesa la fiamma ardente della Coppa Davis.

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