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Nadal condottiero, la Spagna sogna la sesta Davis

La Spagna batte la Gran Bretagna e raggiunge la decima finale della sua storia in Coppa Davis. Nadal batte Evans in singolare e gioca da protagonista assoluto il doppio con Feliciano Lopez. Poi in conferenza stampa avverte: "Ora dobbiamo calmare la nostra euforia"

di Alessandro Mastroluca - da Madrid | 24 novembre 2019

"In uno sport individuale come il tennis, vincere con una squadra e condividere la gioia è più bello". Rafa Nadal parla da leader in conferenza stampa, dopo aver portato i due punti decisivi nella semifinale di Coppa Davis contro la Gran Bretagna. Kyle Edmund ha battuto Feliciano Lopez 63 76, Nadal ha dominato Dan Evans 64 60 e poi si è elevato in doppio con Feliciano. Due tiebreak hanno scandito la sfida contro Jamie Murray e Neal Skupski, che ha debuttato in Davis questa settimana. Due set che sono andati avanti senza break, ma nei due tiebreak Nadal di forza si è preso il centro della scena e ha spinto la Spagna alla decima finale della sua storia, la prima dal 2012.

Per il primo titolo dal 2011, ci sarà da battere il Canada di Vasek Pospisil e Denis Shapovalov, che salvo sorprese improbabili sfiderà Nadal nel secondo singolare. "Ora c'è grande entusiasmo, è il momento dell'adrenalina, ma so che proprio questo è il momento di calmarci" avverte Nadal, che sembra studiare da capitano futuro della nazionale. "L'euforia non ci farà arrivare bene alla partita di domani".

Sono arrivate in modi diversi a questa finale, Spagna e Canada. Bruguera ha utilizzato tutti i cinque convocati: Nadal, Bautista Agut, Feliciano Lopez, Granollers e Carreno Busta. Dancevic ha schierato sempre solo Shapovalov e Pospisil. Ma entrambe le squadre hanno dimostrato di poter esprimere valori non così distanti in singolare e soprattutto di mettere in campo un credibile doppio. E' proprio in doppio, infatti, che si sono decisi dodici incontri finora tra fase a gironi, quarti e semifinali.

La Spagna riabbraccia Roberto Bautista Agut, rientrato da Castellon dopo la morte del padre, che non si era mai del tutto ripreso da un incidente mentre andava a cavallo nel 2016. Durante l'esecuzione degli inni nazionali nel quarto di finale contro l'Argentina, gli spagnoli avevano lasciato il suo posto vuoto. Era un modo per dirgli che lo avrebbero aspettato, che quel posto sarebbe stato comunque suo. Un gesto simbolico ma forte, che racconta l'unione della squadra. "Grazie a tutti per le tante testimonianze di affetto e di rispetto dopo la perdita di mio padre" ha scritto Bautista via social network. "Sento  che i miei compagni, i miei familiari mi vogliono molto bene. Grazie di cuore".

Sarebbe la sera perfetta, dice un giornalista a Nadal in conferenza stampa, "se domani tu e Roberto riusciste a vincere i due singolari portando la Davis alla Spagna". "Non esiste una sera perfetta per Roberto con quello che ha passato" risponde Nadal, particolarmente fermo e insieme misurato nella scelta delle parole. "Quando passi quel che ha passato lui, tutto il resto è relativo. Il fatto che Roberto nonostante tutto questo sia tornato per noi è incredibile, significa molto per noi anche solo averlo in spogliatoio, che giochi o no. Però lo sport in certi momenti passa in secondo piano".

 

L'altra sorpresa la comunica Bruguera che annuncia come singolarista Carreno Busta e comunica il cambio con Feliciano Lopez pochi minuti prima dell'inizio dell'incontro. "Pablo ha avuto una contrattura alla gamba contro Pella" ha spiegato il capitano in conferenza stampa. "E' successo verso la fine del primo set, ha continuato a giocare. Si è sacrificato, ha fatto tutto il possibile in quel match. Con il trattamento che ha fatto il dolore si è ridotto, ma non abbastanza da permettergli di giocare una partita così importante".

Carreno, spiega Edmund dopo il match, "è venuto a riscaldarsi, ha fatto due minuti di cyclette e se n'è andato" ha commentato Edmund. "Ho capito che c'era qualcosa di strano poi ci hanno avvisato del cambio. La Spagna ha comunque agito secondo le regole, e una volta che l'ho scoperto non serviva a nulla provare a protestare. Sulla carta non hanno fatto niente di scorretto e non credo che loro abbiano fatto qualcosa di sbagliato. Carreno e Feliciano sono due giocatori opposti, ma queste cose bello sport succedono. Io ho pensato solo ad andare in campo e giocare".

Kyle Edmund non ha fatto sentire la mancanza di Andy Murray. Il britannico, numero 69 del mondo, ha trovato in Davis la brillantezza di gioco e la sicurezza di colpi che gli è mancata per tutta la stagione. Edmund aveva garantito vittorie in due set in singolare contro Kazakistan e Germania prima del 63 76 contro Feliciano Lopez che non riesce a incidere con il rovescio in back e a mettere in difficoltà l'avversario n negli scambi da fondo. Edmund, bravo a salvare due set point sul 5-4 nel secondo, sale di livello quando aumenta la tensione nella Caja Magica e completa un tiebreak sicuro e autorevole.

Ha dato soddisfazione anche ai quasi mille tifosi che sono arrivati a Madrid grazie alla Federazione inglese (Lawn Tennis Association, LTA). Dopo l'invito di Andy Murray, che aveva scritto sui social quanto i giocatori avessero bisogno di un maggiore supporto, la LTA si è assicurata quasi mille biglietti e li ha messi a disposizione ai primi che ne avessero fatto richiesta. Migliaia di persone, riferisce la BBC, hanno risposto all'appello e all'interno del Centrale di Madrid, pur contro la Spagna, il tifo britannico si è sentito.

Non è però bastato il tifo a a Dan Evans, che però aveva di fronte la missione impossibile di affrontare Nadal. L'ex bad boy del tennis inglese, che in Davis ha spesso offerto prestazioni di alto livello, ha giocato per un set alla pari con Nadal. Senza particolari pressioni, Evans gioca libero almeno fino al 4-4. Poi Rafa si prende tre palle break con un rovescio sulla linea da apllausi, firma il break e chiude la partita. Evans non vincerà più un game.

Poi Nadal sale al centro della scena in doppio. Si infuria quando non gli viene concessa la possibilità di chiedere la verifica del segno su una prima di servizio nettamente out su cui Feliciano Lopez aveva appena accennato la risposta. "E' troppo tardi" gli dice l'arbitro. "Fare più presto di così è impossibile" ribatte Nadal. Ma quando vince il punto del set e del match, per annullare la palla che avrebbe portato il match al terzo (8-7 Gran Bretagna), la rabbia svanisce in un'esplosione di entusiasmo collettivo che anticipa l'ebbrezza della vittoria.

"Io e Feliciano abbiamo giocato insieme anni fa, ma non ci capitava più da anni. però ci conosciamo bene, siamo amici da tanto tempo e questo aiuta nei momenti importanti" ha detto Nadal dopo il match. "Sapevano che sarebbe stata una battaglia dura. Nel secondo set non riuscivamo a trovare il modo di fare punti in risposta, abbiamo continuato a tenere i nostri servizi e aspettare. Nel tiebreak abbiamo vinto punti incredibili. Non potremmo essere più felici. Possiamo per questo ringraziare tutto il resto del team che non è qui con noi adesso, ma lavora duro fino a notte fonda per prepararci al meglio. E soprattutto i nostri tifosi, perché senza di loro le nostre possibilità di vincere sarebbero molto più basse".

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