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Il Canada se la ride: ora all'Italia serve un'impresa

Pospisil batte in due tiebreak Reilly Opelka. Shapovalov supera in due set Fritz. Il Canada è ai quarti, ma sceglie di non giocare il doppio: e fa discutere. L'Italia deve battere gli Usa ma anche un 3-0 può non bastare per essere fra le due migliori seconde.

di Alessandro Mastroluca - da Madrid | 20 novembre 2019

Il Canada è la prima a qualificarsi per i quarti di finale della Coppa Davis 2019. Lo fa senza aver utilizzato Felix Auger-Aliassime, ma con un Vasek Pospisil recuperato a livelli che hanno ricordato il suo 2013 che resta l'anno migliore della sua carriera. Ha sconfitto 76 76 Reilly Opelka, nonostante i 28 ace dello statunitense.

Poi Denis Shapovalov ha superato 76 63 Taylor Fritz. Il primo set, iniziato con una serie di errori da tensione e con scambio di break e controbreak, procede con il canadese sempre più sicuro e spavaldo nel prendere il campo. I tifosi canadesi che hanno marcato tre dei quattro lati del campo con la bandiera biancorossa e la foglia d'acero sono sempre più rumorosi e alzano il livello degli incitamenti. Gli statunitensi, presenti in misura minore, faticano di più a farsi sentire. Fritz, al debutto in Davis, alla distanza paga la maggiore fluidità di gioco dell'avversario.

A questo punto l'Italia può solo sperare di rientrare tra le due migliori seconde. Per questo, sarà importante battere gli Usa con il maggior scarto possibile in termini di incontri vinti e di set, che faranno la differenza. Tuttavia, anche il 3-0 non offre la sicurezza matematica di essere tra le due seconde "ripescate". Con il 2-1 della Spagna che ha avuto bisogno di Granollers e Feliciano Lopez in doppio per chiudere, salvo improbabili imprese della Croazia contro gli spagnoli, la Russia è destinata a chiudere seconda con un bilancio di 4 incontri vinti e 2 persi. Dunque, ci sarebbe già una seconda classificata nel più favorevole degli scenari possibili in termini di match vinti. 

Il Canada ha deciso di non scendere in campo per il doppio. "Abbiamo avuto due giorni molto duri. I ragazzi ci hanno messo il cuore, ma si portano dietro degli infortuni e non volevano correre rischi" ha detto il capitano Frank Dancevic. 

Il walkover non ha conseguenze sulla situazione dell'Italia, ma può averlo nel caso in cui gli Usa dovessero batterci. Perché questa partita, nella classifica del girone, viene conteggiata come un successo per 60 60: e un vantaggio di due set e di dodici game può diventare un fattore nel momento in cui si dovesse arrivare a determinare le due migliori seconde attraverso il calcolo dei set e dei game.

Su questo aspetto della formula, se davvero si dovesse arrivare a determinare il passaggio ai quarti attraverso la differenza di game vinti e persi, si potrebbe arrivare a discutere molto. "Ci sono pro e contro, come ogni volta che c'è un cambiamento" ha detto Pospisil. "A me, molti aspetti piacciono. Hai tutti i giocatori in un posto solo, credo ci sia un grande potenziale. Certo, serve qualche anno perché un evento così possa far presa e raggiungere il massimo potenziale. D'altra parte, oggi alcuni degli incontri non hanno avuto il pubblico che si sarebbe registrato con il vecchio formato, ma credo che serva tempo.Questo è uno degli aspetti negativi, come la programmazione delle partite. Ci avrebbero potuto pensare, avrebbero potuto fare qualcosa diversamente? Sì, ma mi aspetto che le cose andranno meglio".

I tifosi del Canada si cono confermati sempre molto partecipi e presenti, nonostante tutto. "Penso che i tifosi in Canada abbiano per il tennis una maggiore dedizione, non posso mentire. Negli Usa c'è più attenzione verso altri sport, il tennis non è il più seguito. I canadesi sono volati fin qui, si son fatti sentire, sono forti. Non credo [che la minore presenza di tifosi Usa rispetto ai canadesi] abbia qualcosa a che vedere con le Federazioni o altro" ha ammesso Fritz. "Detto questo, oggi i nostri tifosi li ho sentiti, hanno fatto un gran lavoro anche se erano in minoranza".


Barazzutti, oltre a Berrettini e Fognini, che non vorrebbe giocare contro Opelka, sa di poter contare anche su un motivatissimo Lorenzo Sonego. Il clima freddino e umido di Madrid non lo preoccupa. 

"Sono abituato. A Torino fa freddo d'inverno e caldo d'estate" ha detto al nostro Federico Scarponi. "Questo clima non mi spaventa. Mi scalda. C'è la Davis, io sono stato convocato per la prima volta, sono felicissimo. Avrei avuto voglia di giocare ieri, ho fatto il tifo per loro. Fognini sta benissimo, ci teniamo a far bene".

Guarda al prossimo match e già al 2020. "Stiamo lavorando sull'atteggiamento in campo" spiega. "L'anno prossimo devo alzare l'asticella. Quest'anno ho vinto un ATP 250, ho giocato per la prima volta nei Masters 1000. Devo migliorare ancora su tante cose: voglio spaccare tutto, non vedo l'ora che inizi la nuova stagione".


"Domani contro l'Italia metteremo in campo i nostri migliori giocatori nelle migliori partite. Questo è il gruppo più difficile, non ci sono incontri facili. Noi dobbiamo vincere, non è detto che deve essere necessariamente 3-0, ma cercheremo intanto di metterci nelle condizioni di portare a casa il primo punto" ha detto in conferenza stampa il capitano della nazionale Usa, Mardy Fish. Contro il Canada, aggiunge, gli Stati Uniti non avevano mai perso in quindici incontri, il primo disputato nel 2013. "Adesso hanno un gran team e un altro grande giocatore che non è sceso in campo [Auger-Aliassime], saranno nel circuito ad alti livelli ancora per molto tempo. Ci saranno diverse altre battaglie con loro nei prossimi anni".

Il sollievo del centrale di Madrid, pieno e appassionato in un trionfo di bandiere giallorosse, si vede e si sente dopo la vittoria di Rafa Nadal che supera Karen Khachanov 63 76 e raddrizza la sconfitta di Roberto Bautista Agut contro Andrey Rublev. Nadal, che ha chiuso la stagione per la quinta volta in carriera da numero 1 del mondo, ha perso in carriera un solo singolare di Davis, il primo che ha giocato in assoluto, contro il ceco Jiri Novak nel 2004. Poi ha vinto i successivi 25 perdendo appena cinque set in totale. 

Gruppi di tifosi da ogni parte della Spagna (si vedevano bandiere di Cadice, Elche, Santander e anche di centri più piccoli come Petrer) hanno riempito il Centrale, suonato, cantato, incitato praticamente ad ogni punto. Nadal, che ha chiuso al secondo match point quando l'occhio di falco ha certificato come il lungolinea di Khachanov fosse finito lungo, e liberato l'entusiasmo dei tifosi che si ritrovano ad aspettare il doppio, iniziato ben oltre mezzanotte, con la partita ancora in equilibrio e la necessità di vincere l'ultimo incontro per non complicare il discorso qualificazione in questa prima edizione nel nuovo formato alla Caja Magica di Madrid.

"Il format rende le cose difficili perché ogni errore ti mette in una posizione in cui non vorresti essere" ha detto Nadal in conferenza stampa. "E noi, avendo perso il primo incontro, ci siamo trovati molto sotto pressione. A me piace questa nuova formula. L'unica cosa negativa sono gli orari. Il doppio contro la Russia oggi inizia quasi all'una: è un problema per noi giocatori e per la gente che è venuta allo stadio e che domani mattina deve andare al lavoro".

Ma sono in tanti ancora presenti, svegli, vivaci per il doppio che Lopez e Granollers vincono 63 76 su Khachanov e Rublev. Migliaia di tifosi ancora pronti a riempire il centrale con i cori e i suoni delle trombe per un entusiasmo contagioso al ritmo della notte.

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La Spagna si presentava alla sfida contro la Russia con il ricordo non proprio piacevole di Vladivostok, della sconfitta del 2015 nel secondo turno de Gruppo I Euro/Africa. In quel match, con Conchita Martinez appena nominata capitano dopo il controverso licenziamento di Gala Leon, la Spagna non riuscì a sfruttare un vantaggio di 2-0 e finì per perdere 3-2. Rublev, allora inesperto diciassettenne, portò il punto decisivo contro Pablo Andujar.

Stavolta, molto più sicuro del suo ruolo, indirizza la partita con il successo su Roberto Bautista Agut. Chiude in rimonta, 36 63 76(0) con un tiebreak perfetto e una serie di prime vincenti nonostante un Centrale tutto esaurito e prevedibilmente a lui avverso. Il pubblico però non va oltre continue sottolineature dei punti a base di trombette e tamburi, e cori di vario genere. Il match si gioca in una cornice calda ma corretta, che non sospinge Bautista verso lo scatto decisivo. "Giocare a Madrid è stato incredibile" ha detto lo spagnolo. "Nel terzo set ho avuto due volte un break di vantaggio e non sono riuscito a difenderlo. Così è difficile vincere" ha ammesso Bautista.

L'Australia chiude di fatto l'incontro con la Colombia nei primi due singolari. Nick Kyrgios perde solo sei punti con la 'prima' al servizio e chiude 64 64 contro Alejandro Gonzalez, numero 470 del mondo, chiamato in extremis dal capitano Pablo González al posto del numero 358 Nicolás Mejía, una decisione che ha generato qualche polemica nel tennis colombiano.

Kyrgios ha tenuto sei turni di battuta a zero e ottenuto sedici punti diretti al servizio contro il colombiano che pure ha provato a muovere l'australiano e ad aiutarsi con qualche accelerazione di dritto lungolinea.

Servizio, dritto e agilità di spostamenti caratterizzano il successo di Alex De Minaur, numero 18 del mondo. L'australiano, che ha vinto il primo incontro in Davis nel preliminare di febbraio contro il bosniaco Mirza Basic, ha sconfitto 64 623 Daniel Elahi Galan, bravo ieri a togliere un set al belga David Goffin. La Colombia, con due sconfitte nei primi due incontri, è ultima nel gruppo D. Mercoledì alle 18, in contemporanea con Italia-Usa, lo scontro diretto con il Belgio definirà la prima e la seconda del girone.

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