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Eventi Internazionali

Davis: Herbert e Mahut salvano la Francia

I Bleus hanno battuto il Giappone 2-1: decisivo il successo in doppio dei vincitori del Masters, che piegano al terzo Uchiyama e McLachlan. Il Kazakistan, sempre seguito da pittoreschi tifosi, batte l'Olanda. L'Argentina domina il Cile

di Alessandro Mastroluca - da Madrid | 19 novembre 2019

L'esperienza della Francia si apre con la Marsigliese che riecheggia in uno stadio vuoto e si chiude con il doppio di Pierre-Hugues Herbert e Nicolas Mahut, che piegano in doppio McLachlan e Uchiyama, capaci di giocare comunque un ottimo match e un tennis di livello.
La Francia batte il Giappone 2-1 in una sfida che si è rivelata più complessa del previsto soprattutto per un deludente Gael Monfils. Vince anche il Kazakistan, che piega l'Olanda 2-1 in un match vissuto in un'atmosfera colorata, calorosa e pittoresca. L'Argentina domina l'Olanda 3-0.

Associazioni di tifosi come l'ASEFT, che raggruppa gli appassionati delle nazionali francesi in Coppa Davis e Fed Cup, hanno boicottato l'evento. "Spero che faremo una grande Davis e che la prossima volta cambieranno idea, perché io e i giocatori abbiamo bisogno dei nostri tifosi" dice il capitano dei Bleus. Si sentono più i giapponesi, e non pochi si presentano con abiti tipici intonati ai colori della bandiera.

A complicare lo scenario della Francia ci si mette Monfils, che fatica anche solo a prendere il campo con regolarità contro Yoshihito Nishioka dopo il 62 61 di Jo-Wilfried Tsonga su Yasutaka Uchiyama.

Il giapponese, numero 73 del ranking, ha chiuso 75 62 e completato così la sua seconda vittoria in Coppa Davis fuori dal Giappone: la prima l'aveva ottenuta in Cina, su Wu Yibing, nel preliminare di febbraio che ha qualificato i giapponesi per queste fasi finali.

Si riscalda e si anima da subito, invece, il campo centrale per Argentina-Cile. Trombe, tamburi, bandiere, colori si combinano sulle tribune. Ad ogni punto risuonano alternativamente gli incitamenti degli organizzati, e più numerosi, tifosi dell'albiceleste, con maglie e sciarpe a strisce come la nazionale, e quelli dei cileni che bilanciano la minore quantità con i decibel.

"E' strano essere qui due giorni dopo aver vinto le Atp Finals, in un'atmosfera molto diversa" ha detto Herbert. "Oggi è stato speciale, mi son sentito mentre cantavo la Marsigliese. E' stato comunque speciale, poi ora posso dire che Nico la canta perfettamente, ho potuto tenere il ritmo grazie a lui. Certo, a Lille abbiamo giocato la finale in casa, con 20 mila persone e il 90% di loro facevano il tifo per noi. E' molto diverso, ma noi siamo qui e quando giochi per la Francia devi dare il meglio indipendentemente dalla formula".

Anche il nuovo capitano Sebastien Grosjean sottolinea come ogni cambiamento richieda tempo, e cerca di convincere i tifosi a mettere da parte la delusione per il formato in nome della nazionale. "Se vuoi cambiare, devi dare tempo a tutti di adattarsi alle novità. Ogni volta che giochi per la tua nazione è un privilegio" ha detto in conferenza stampa. "I ragazzi sono qui per la Francia. Hanno dato il massimo, e abbiamo bisogno dei tifosi".

"E' solo la prima giornata" ha detto Mahut. "Oggi sentivo comunque l'emozione di giocare un match importante per la mia nazionale". E questo comunque conta, e non poco.

L'esito della sfida tra Argentina e Cile si decide già dopo i due singolari. Guido Pella, numero 25 del mondo, supera Nicolás Jarry 64 63; Diego Schwartzman, n.14, batte Cristian Garín 62 62. Gonzalez e Leonardo Mayer completano l'en plein battendo in doppio Jarry e Podlipnik-Castillo 6-3 7-5. L'Argentina ottiene così la decima vittoria in 18 scontri diretti con il Cile.

"E' stato un risultato strano" ha detto Schwartzman, che dal 2017 ha vinto 5 dei sei incontri giocati in Coppa Davis, alla tv argentina TyC Sports. "Con Christian ci conosciamo da quando siamo bambini, abbiamo giocato tante partite dure. Penso che per lui abbia influito la sconfitta di Jarry. Io ho giocato una delle migliori partite dell'anno: ho servito bene, ho tenuto bene di diritto e rovescio. Sicuramente è stato il mio match migliore in Davis".
 

Sul campo 3, più piccolo ma diventato via via più caldo, Mikhail Kukushkin ha dato la prima soddisfazione al coordinatissimo gruppo di tifosi del Kazakistan, che ha inaugurato così il suo 25mo anno in Davis. Mikhail Kukushkin, secondo kazako più vincente in Davis per la sua nazione, supera 62 62 l'olandese Botic Van de Zandschulp, alla prima convocazione, vincitore quest'anno del Challenger di Amburgo.

I kazaki nel loro angolo hanno praticamente tutti o la maglia, o la sciarpa o la bandana azzurra con scritte gialle, look che li identifica con i colori della bandiera della nazione. Tra loro, una donna con un vestito tradizionale, che fa parte di un gruppo di 18 tifosi arrivati da Astana via Istanbul dopo dieci ore di viaggio. 

Robin Haase però riaccende il gruppetto di olandesi. Tra loro ci sono quattro ragazzi con vestito e cravatta "orange" (che ci dicono di apprezzare anche Fognini e Berrettini), nove "arzilli vecchietti" arrivati da Amsterdam tutti con almeno qualcosa di arancione. tuta, berretto con visiera, sciarpa. Ci sono anche, in questo gruppo, due eleganti signore che indossano un cappellino con i fiori di feltro, ovviamente arancioni, e accennano a qualche mossa di danza quando i tifosi kazaki iniziano a suonare.

In campo la partita è divertente almeno quanto il confronto fra le tifoserie. Bublik se la prende con l'arbitro per qualche chiamata dubbia, Haase per quei tifosi fin troppo partecipi che costringono a ritardare la ripresa del gioco.
Il campo veloce esalta il servizio dell'olandese e le soluzioni da improvvisatore di Bublik che salva un match point sul 4-5 ma al tiebreak ne fa una più del proverbiale Bertoldo: sbaglia un dritto in arretramento, due volée comode e per completare l'opera azzarda una palla corta senza senso dopo il servizio sul 5-5. Haase ringrazia e stampa l'ace sul match point: chiude 75 36 76(5).
Bublik però si riscatta in doppio con Mikhail Kukushkin: insieme battono lo stesso Haase e Jean-Julien Rojer 64 76.

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