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Eventi Internazionali

Davis: Khachanov e Rublev, sfida aperta a Nadal

La Russia ha sconfitto la Croazia, che ha pagato l'assenza di Marin Cilic. Khachanov e Rublev hanno vinto i due singolari: sono pronti a sfidare domani la Spagna di Nadal e Bautista-Agut. Vince anche il Belgio sulla Colombia

di Alessandro Mastroluca - da Madrid | 18 novembre 2019

Con una cerimonia colorata, scenografica ha preso il via la Coppa Davis 2019, la prima della nuova era. Come ogni cambiamento radicale, si porta dietro la nostalgia di chi è legato alla tradizione e l'entusiasmo che ogni novità comporta. Gli spalti semi-vuoti non raccontano tutta la storia, perché i tifosi che alle 14.30, all'inizio della cerimonia, erano ancora in fila per entrare, per prendere i biglietti, o a curiosare negli stand erano ancora parecchi.

La Caja Magica, vestita con i colori della Coppa Davis (e degli sponsor differenti rispetto al Mutua Madrid Open), ha accolto tanti appassionati già dall'apertura dei cancelli. Lunghe anche le file per i biglietti. Appassionati con le sciarpe giallo-rosso-nere del Belgio incrociavano spettatori dagli evidenti accenti italiani nei corridoi che separano i tre campi su cui si gioca. In tanti peraltro erano ancora in attesa ad almeno due degli ingressi del campo 2 nel finale del match di Fognini.
 

Il Centrale si è riempito, anche se non del tutto (sono rimaste diverse file scoperte sui lati corti) per Coric-Khachanov, il singolare clou di Croazia-Russia. La Croazia, senza Marin Cilic, si aggrappava a Borna Coric per conservare qualche speranza di diventare la prima nazione a vincere il titolo per due anni di fila dopo la Repubblica Ceca (2012-13, con Stepanek sempre protagonista dell'ultimo singolare della finale.

Accompagnato da un gruppo di motivatissimi tifosi di Rijeka, con tanto di bandierone, trombe e tamburi, Borna Gojo ha fatto quel po' che ha potuto per arginare Andrey Rublev. Debuttante in Davis, mai nemmeno convocato prima di questa fase finale, il semifinalista al Challenger di Gramby e Liuzhou ha tentato anche di rallentare, di variare, di venire avanti. Ma non gli è bastato allenarsi sullo stesso campo centrale con Ivan Dodig prima del match per un assaggio del trattamento che avrebbe ricevuto in campo.
La Croazia, che sperava di raggiungere i sei successi consecutivi in Davis per la seconda volta nella sua storia, apre invece il suo percorso con la prima sconfitta che rischia di compromettere la qualificazione vista l'assenza di Cilic e la prospettiva di giocarsi tutto contro la Spagna di Rafa Nadal e Roberto Bautista Agut. La Russia ha chiuso con un punto la prima giornata grazie alla rimonta di Karen Khachanov, che in Davis non perde dal playoff per il World Group contro l'Ungheria del 2017 (contro Marton Fucsovics. Khachanov ha sconfitto Borna Coric 67(4) 64 64 con il brivido finale per la richiesta di Occhio di Falco sul match point.
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Ne aveva di più il russo alla distanza. Al termine di una stagione non certo positiva dopo l'esplosione definitiva del 2018, ha permesso alla Russia di rispettare il pronostico. E soddisfatto i non pochi tifosi russi presenti. Tifosi che potrebbero aver incontrato qualche difficoltà a individuare l'entrata giusta e il posto esatto nello stadio: la novità finisce per prendere di sorpresa anche gli addetti non sempre precisi nel fornire indicazioni e guidare gli spettatori all'interno di un impianto che rischia di diventare dispersivo per chi arriva qui la prima volta.

Non così scontato nemmeno il 99mo successo in Coppa Davis del Belgio, che ha sconfitto la Colombia: la prima del loro girone, che comprende anche l'Australia, affronterà nei quarti la prima classificata del gruppo dell'Italia.

Se Darcis si conferma uomo Davis di garanzia, David Goffin si fa sorprendere dalla partenza sprint di Daniel Elahi Galan, numero 191 del mondo, che piazza subito due break, allunga 4-0 e chiude il primo set 6-3. Galan, che ha debuttato per la nazionale nel 2018 in una sfida del Gruppo I (la seconda divisione) contro Barbados, aveva perso finora in Coppa Davis solo contro l'argentino Guido Pella, in cinque set, nel playoff dell'anno scorso. Ma c'è un motivo se non perde in Davis dal quarto singolare della finale del 2015 contro Andy Murray. Goffin e Darcis hanno così raggiunto i 24 successi in Davis, e avvicinato il quarto posto di Patrick Hombergen (26) tra i più vincenti di sempre per i Diavoli Rossi nella manifestazione.
 

All'interno degli stadi, comunque, non si perde il calore del tifo rumoroso e colorato. I tifosi, soprattutto negli stadi 2 e 3, più piccoli rispetto al centrale, si ritrovano anche ad assistere vicini alle partite. "Pique sta provando a fare qualcosa di nuovo e di diverso" ha detto Murray. "Questo è un grande cambiamento, e non è sempre facile farne nel tennis. Io spero che possa andare bene, che diventi un grande successo. I giocatori e tutti i tifosi devono dare a questa riforma una possibilità. Avremo un'idea migliore alla fine del torneo".

Gruppo B

 

Russia -Croazia 3-0

Andrey Rublev (RUS) d. Borna Gojo (CRO) 6-3 6-3

Karen Khachanov (RUS) d. Borna Coric (CRO) 6-7(4) 6-4 6-4

Karen Khachanov/Andrey Rublev (RUS) d. Ivan Dodig/Nikola Mektic (CRO) 7-6(3) 6-4

 

Gruppo F

 

Canada-Italia 2-1

Vasek Pospisil (CAN) d. Fabio Fognini (ITA) 7-6(5) 7-5

Denis Shapovalov (CAN) d. Matteo Berrettini (ITA) 7-6(5) 6-7(3) 7-6(5)

Matteo Berrettini/Fabio Fognini (ITA) d. Vasek Pospisil/Denis Shapovalov (CAN) 6-2 3-6 6-3

 

 

Gruppo D

 

Belgio - Colombia 2-1

Steve Darcis (BEL) d. Santiago Giraldo (COL) 6-3 6-2

David Goffin (BEL) d. Daniel Elahi Galan (COL) 3-6 6-3 6-3

Juan-Sebastian Cabal/Robert Farah (COL) d. Sander Gille/Joran Vliegen (BEL) 6-7(5) 6-4 7-6(3)

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