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Eventi Internazionali

Fantastico Nadal: annulla un MP, rimonta da 1-5 e vince!

Esattamente come l’ultima sfida con Medvedev che aveva assegnato allo spagnolo il trofeo agli Us Open, anche questa è stata una battaglia incredibile con tantissime emozioni. Ha vinto ancora Rafa, con una rimonta incredibile. Il maiorchino si è rimesso in corsa in queste Finals ed ha la chance di chiudere il 2019 in vetta al ranking

di Tiziana Tricarico | 13 novembre 2019

“Non ti capita quasi mai di avere giornate in cui non giochi al massimo e riesci a vincere lo stesso. Mi dispiace per Daniil perché nel terzo set ha giocato meglio lui”. Ha dato nuovi significati alla parola “rimonta” Rafael Nadal da Manacor. Che è perfettamente consapevole di averla “sfangata” nonostante una prestazione tutt’altro che priva di sbavature. A differenza del suo avversario, però, ci ha creduto fino in fondo, ed ha vinto per la 14esima volta dopo aver annullato match-point. E’ stato il successo del numero uno del mondo - 67(3) 63 76(4) in oltre due ore e tre quarti di partita - su Medvedev, numero 4 Atp, nella sfida valida per il “Gruppo Agassi”, ad aprire la quarta giornata delle Atp World Tour Finals 2019 (9 milioni di dollari di montepremi) - per il terzo anno griffate Nitto - che si stanno disputando sul veloce indoor della “O2 Arena” nella capitale della Gran Bretagna, sede dell’evento dal 2009 e fino al 2020 (poi Londra lascerà spazio a Torino).

Erano due i precedenti tra il 33enne maiorchino ed il 23enne moscovita, giocati entrambi questa estate, a quattro settimane di distanza l’uno dall’altro ma con risultati molto differenti. Aveva sempre vinto Nadal, ma se nella finale del Masters 1000 di Montreal il mancino spagnolo aveva concesso appena tre giochi al rivale, nell’ultimo atto degli Us Open le cose erano andate in tutt’altro modo: Nadal aveva vinto i primi due set ma poi aveva subito il ritorno prepotente di Medvedev che aveva preso anche un break di vantaggio nel quinto set prima di cedere alla distanza. Come a New York anche stavolta le emozioni non sono mancate.

 

Entrambi sono scesi in campo con un’attitudine ben diversa dalla loro prima uscita londinese: Rafa aveva offerto una prestazione incolore contro il campione in carica Alexander “Sascha” Zverev, mentre Daniil era incappato in uno Stefanos Tsitsipas in giornata di grazia. Già dai primi scambi si è capito che sarebbe stata battaglia su ogni “quindici” in una sfida già decisiva per andare avanti in questo Masters. Primo set molto equilibrato con un’unica palla-break concessa da Nadal nel settimo gioco ed annullata. Micidiale il russo al servizio con una serie di 18 punti di fila messi a segno dal quarto gioco: la serie si è interrotta nel primo punto del tie-break ma Medvedev ha recuperato immediatamente il mini-break. Nonostante il ricorso eccessivo al rovescio in back - perché costrizione più che per scelta - Nadal ha tenuto botta fino al 3-2 poi però ha subito un parziale di cinque punti consecutivi da parte del 23enne moscovita che ha chiuso il tie-break per 7 punti a 3.

In avvio di seconda frazione Rafa ha provato a reagire e per la prima volta nell’incontro ha strappato il servizio a Daniil confermando poi il break (2-0). Il russo ha iniziato a commettere qualche errore in più e lo spagnolo ne ha approfittato: nel nono gioco Medvdev ha annullato i primi due set-point (consecutivi) ma sul terzo, peraltro regalato con un doppio fallo, ha spedito in corridoio il diritto e il maiorchino ha pareggiato il conto dei set (6-3).

Nemmeno il tempo di tirare il fiato che in avvio di frazione decisiva Medvedev è tornato ad avere palla-break e con un errore inspiegabile per lui Nadal ha ceduto il servizio per la prima volta nel match. Il russo ha ringraziato e dopo aver annullato una chance per il contro-break immediato è salito 2-0 e poi 4-0 con lo spagnolo mollato sul più bello dal servizio. Anche nel quinto gioco Rafa ha rischiato grosso salvando altre due palle-break ed interrompendo momentaneamente la cavalcata del moscovita (4-1). Ma il maiorchino ha continuato a fare fatica, dimostrando una condizione fisica non perfetta abbinata ad una superfice - il veloce indoor - che per lui è sempre stata abbastanza ostica e si è ritrovato sotto 5-1. Nonostante tutto, però, Nadal non ha mollato: ha annullato con caparbietà un match-point nel settimo gioco ed è passato addirittura in vantaggio per 6-5, arrivando a due punti dalla vittoria con Medvedev sotto 0-30 sul suo servizio. Poi però Daniil si è scosso, ha infilato quattro punti di fila rifugiandosi nel tie-break. L’equilibrio è continuato fino al 4 pari: poi una volée di Rafa ed un paio di errori di Medvedev, compreso l’ultimo rovescio finito fuori di un soffio, hanno fatto la differenza.

Quello delle Finals è uno dei pochissimi trofei a mancare nel palmares del 33enne mancino di Manacor che proprio a Londra ha giocato due finali, nel 2010 (fermato da Federer) e nel 2013 (battuto da Djokovic). Nadal, tornato in vetta al ranking mondiale per l’ottava volta lo scorso 4 novembre, si è qualificato per la quindicesima volta di fila per le ATP Finals, che in carriera è riuscito però a giocare solo in nove occasioni - compresa quella in corso - essendo stato costretto per ben sei volte a rinunciare per problemi fisici (nel 2005, 2008, 2012, 2014, 2016 e 2018).

In questa stagione Rafa ha aggiunto altri 4 trofei alla sua bacheca - Masters 1000 Roma, Roland Garros (vinto per la 12esima volta: record), Masters 1000 Montreal (35esimo “1000”: record) e Us Open - portando ad 84 il totale complessivo (tra cui 19 Slam, secondo solo a Federer con 20 nella speciale classifica). Per lo spagnolo, che nel 2019 ha un bilancio di 52 vittorie contro 7 sconfitte (Londra compresa), da segnalare anche la finale agli Australian Open a gennaio e la semifinale a Wimbledon a luglio: è solo la seconda volta, dal 2008, che il maiorchino arriva al penultimo atto in tutti e quattro gli Slam. A Londra Rafa si gioca anche la chance di chiudere l’anno da numero uno per la quinta volta in carriera.

Medvedev in questo 2019 ha giocato tantissimo conquistando 4 trofei - Sofia, Master 1000 Cincinnati, San Pietroburgo, Mastes 1000 Shanghai - che portano a 7 il totale, con un bilancio stagionale di 59 vittorie e 20 sconfitte (Londra compresa). Il 23enne moscovita ha vinto più partite (59) e giocato più finali di tutti (9), di cui 6 consecutive tra Washington e Shanghai (prima di Daniil solo altri 4 tennisti hanno avuto questa continuità di risultati: Federer, Djokovic, Nadal e Murray). Tra queste c’è stata anche quella agli Us Open di New York, la prima in uno Slam per il ragazzo di Mosca che diventa il primo russo all’ultimo atto di un Major dai tempi di Safin (2005): dopo i primi due set contro Nadal sembra pronto per la doccia ed invece costringe il maiorchino al quinto dove si prende pure un break di vantaggio prima di cedere alla distanza. Un ulteriore dimostrazione del carattere da autentico “fighter” del russo.

Gironi e classifiche

GRUPPO BORG - (vittorie - set vinti/persi - game vinti/persi)
5. Dominic Thiem (AUT) 2/1 4/3 42/39 - in semifinale
3. Roger Federer (SUI) 2/1 4/2 35/30 - in semifinale
2. Novak Djokovic (SRB) 1/2 3/4 35/34 - eliminato
8. Matteo BERRETTINI (ITA) 1/2 2/4 25/34 - eliminato

GRUPPO AGASSI - (vittorie - set vinti/persi - game vinti/persi)
6. Stefanos Tsitsipas (GRE) 2/0 4/0 25/15
7. Alexander Zverev (GER) 1/1 2/2 17/18
1. Rafael Nadal (ESP) 1/1 2/3 25/28
4. Daniil Medvedev (RUS) 0/2 1/4 26/32

Risultati e programma

venerdì 15 novembre
(1) Juan Sebastian Cabal/Robert (COL) c. (3) Kevin Krawietz/Andreas Mies
(1) Rafael Nadal (ESP) c. (6) Stefanos Tsitsipas (GRE)
(6) Jean-Julien Rojer/Horia Tecau (NED/ROU) c. (7) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA)
(4) Daniil Medvedev (RUS) c. Alexander Zverev (GER)

giovedì 14 novembre
(2) Lukas Kubot/Marcelo Melo (POL/BRA) b. (4) Rajeev Ram/Joe Salisbury (USA/GBR) 67(4) 64 10-7
(8) Matteo Berrettini (ITA) b. (5) Dominic Thiem (AUT) 76(3) 63
(8) Ivan Dodig/Philip Polasek (CRO/SVK) b. (5) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) 76(4) 64
(3) Roger Federer (SUI) b. (2) Novak Djokovic (SRB) 64 63

mercoledì 13 novembre
(6) Jean-Julien Rojer/Horia Tecau (NED/ROU) b. (1) Juan Sebastian Cabal/Robert (COL) 62 57 10-8
(1) Rafael Nadal (ESP) b. (4) Danil Medvedev (RUS) 67(3) 63 76(4)
(7) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA) b. (3) Kevin Krawietz/Andreas Mies (GER) 75 76(3)
(6) Stefanos Tsitsipas (GRE) b. (7) Alexander Zverev (GER) 63 62

martedì 12 novembre
(4) Rajeev Ram/Joe Salisbury (USA/GBR) b. (8) Ivan Dodig/Philip Polasek (CRO/SVK) 36 63 10-6
(3) Roger Federer (SUI) b. (8) Matteo Berrettini (ITA) 76(2) 63
(5) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) b. (2) Lukas Kubot/Marcelo Melo (POL/BRA) 63 64
(5) Dominic Tiem (AUT) b. (2) Novak Djokovic (SRB) 67(5) 63 76(5)

lunedì 11 novembre
(3) Kevin Krawietz/Andreas Mies (GER) b. (6) Jean-Julien Rojer/Horia Tecau (NED/ROU) 76(3) 46 10-6
(6) Stefanos Tsitsipas (GRE) b. (4) Daniil Medvedev (RUS) 76(5) 64
(7) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA) b. (1) Juan Sebastian Cabal/Robert (COL) 63 75
(7) Alexander Zverev (GER) b. (1) Rafael Nadal (ESP) 62 64

domenica 10 novembre
(5) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) b. (4) Rajeev Ram/Joe Salisbury (USA/GBR) 63 64
(2) Novak Djokovic (SRB) b. (8) Matteo Berrettini (ITA) 62 61
(2) Lukas Kubot/Marcelo Melo (POL/BRA) b. (8) Ivan Dodig/Philip Polasek (CRO/SVK) 46 64 10-5
(5) Dominic Tiem (AUT) b. (3) Roger Federer (SUI) 75 75


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