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Eventi Internazionali

Londra: Berrettini lotta ma vince ancora Federer

A differenza dell’unico precedente, giocato quest’anno negli ottavi sull’erba di Wimbledon, Matteo è stato in partita per gran parte del match con il fuoriclasse di Basilea ma questo non gli ha impedito di incassare la seconda sconfitta in due set in queste Finals

di Tiziana Tricarico | 12 novembre 2019

“Matteo ha giocato molto bene nel primo set: per me è stato fondamentale il break ottenuto all’inizio del secondo parziale”: nel commento a caldo di Roger Federer c’è l’essenza del match di Matteo Berrettini. Nonostante una prestazione tutto sommato discreta è arrivata infatti la seconda sconfitta per l’azzurro alle Atp World Tour Finals 2019 (9 milioni di dollari di montepremi) - per il terzo anno griffate Nitto - che si stanno disputando sul veloce indoor della “O2 Arena” nella capitale della Gran Bretagna, sede dell’evento dal 2009 e fino al 2020 (poi Londra lascerà spazio a Torino). Nel match del “Gruppo Borg” che ha aperto la terza giornata Berrettini, numero 8 Atp, ha ceduto per 76(2) 63, in un’ora e 18 minuti di partita, allo svizzero Roger Federer, numero 3 del ranking mondiale e recordman di successi alle Finals.

Il precedente era una di quelle partite da cancellare dalla memoria prima di subito per Matteo: il Centrale dell’All England Club ed un “King Roger” dall’altra parte della rete impossibile da superare. Cinque game aveva raccolto Berrettini negli ottavi di Wimbledon lo scorso luglio: una specie di incubo. Quattro mesi dopo i due si sono ritrovati di fronte, di nuovo a Londra ma stavolta alle Atp Finals. L’esito è stato lo stesso ma per Federer non è stata affatto una passeggiata.

 

Matteo - seguito in tribuna oltre che da coach Vincenzo Santopadre anche da Corrado Barazzutti ed Umberto Rianna - ha dimostrato di avere metabolizzato almeno un po’ l’ansia da prestazione, conseguenza anche della responsabilità di essere il primo italiano al Masters in singolare dopo 41 anni. Contro Djokovic non aveva praticamente giocato: contro il 38enne fuoriclasse di Basilea lo ha fatto eccome, anche se ha pagato a caro prezzo un po’ di tensione in quello che si è rivelato il passaggio/chiave del match. Nel primo set il servizio ha aiutato molto Berrettini (4 ace ed il 76% dei punti ottenuti con la prima: non male considerando che metteva dentro tre prime su quattro) ma lo ha mollato proprio sul più bello: il 23enne romano ha infatti concesso nel dodicesimo gioco l’unica palla-break del parziale (che era anche un set-point) ma è stato bravo ad annullarla. Le cose si sono invece complicate maledettamente nel tie-break: l’azzurro ha sbagliato qualcosa di troppo, ha commesso l’unico doppio fallo del set che sapeva un po’ di frustrazione e Federer se lo è aggiudicato per 7 punti a 2.

“King Roger” ha ritrovato improvvisamente smalto e determinazione ed ha brekkato Berrettini a zero in avvio di seconda frazione confermando poi il vantaggio (2-0), frutto di un parziale di 15 punti a 4 per lo svizzero. Matteo però non ha mai smesso di lottare e nell’ottavo game si è procurato le prime due palle-break del match ma Federer le ha annullate servendogli per due volte sul diritto: stesso discorso per la terza chance avuta dall’azzurro. E’ stato l’ultimo pericolo corso dallo svizzero che ha poi archiviato l’incontro togliendo ancora il servizio al romano.

Federer, alla 17esima presenza nell’appuntamento di fine stagione, si rimette in corsa per le semifinali, anche se giovedì dovrà battere Djokovic. Berrettini - uno dei tre esordienti al Masters insieme a Medvedev e Tsitsipas -, ha già un piede e mezzo sull’aereo in direzione Madrid (per le finali di Coppa Davis): per poter proseguire la sua avventura londinese deve sperare che Nole batta sia Thiem che Federer in due set mentre lui deve superare nettamente Thiem giovedì.

Le sconfitte alle Atp Finals londinesi non tolgono nulla al 2019 da favola del 23enne romano allenato da Vincenzo Santopadre, passato in dodici mesi dal numero 54 al numero 8 del rankig: Matteo è diventato il quarto italiano dell’Era Open ad abbattere il muro dei top-ten ed il terzo a qualificarsi per il Masters di fine anno (con l’obiettivo di diventare il primo a vincere un match in singolare). In una stagione scandita da 42 vittorie contro 23 sconfitte (Londra compresa), Berrettini ha centrato la sua prima semifinale Slam a New York, la sua prima semifinale in un Masters 1000 in quel di Shanghai oltre a due titoli Atp conquistati sulla terra di Budapest e sull’erba di Stoccarda dove non ha mai perso il servizio (che si vanno ad aggiungere a Gstaad 2018), una finale a Monaco di Baviera e in chiusura un’altra semifinale - l’ottava stagionale - a Vienna.

Il 38enne fuoriclasse di Basilea, numero tre del ranking mondiale, alla 17esima partecipazione alle Finals, è uno dei tre protagonisti di questa edizione, insieme a Novak Djokovic e ad Alexander Zverev, ad essersi già aggiudicato il prestigioso torneo, impresa riuscitagli ben sei volte, con tre doppiette consecutive (2003-04, 2006-07, 2010-11). “King Roger” è l’uomo dei record al Masters: è quello che ha vinto più titoli, 6, anche se l’ultimo risale a ben otto anni fa, e giocato più finali, 10 (2005, 2012, 2014 e 2015). Quest’anno Federer ha aggiunto alla sua bacheca altri quattro i trofei (Dubai, Miami Halle e Basilea), portando a 103 il totale, con 52 match vinti e 9 persi (Finals comprese).

Gironi e classifiche

GRUPPO BORG - (vittorie - set vinti/persi - game vinti/persi)
5. Dominic Thiem (AUT) 2/0 4/1 33/26
2. Novak Djokovic (SRB) 1/1 3/2 28/22
3. Roger Federer (SUI) 1/1 2/2 23/23
8. Matteo BERRETTINI (ITA) 0/2 0/4 12/25

GRUPPO AGASSI - (vittorie - set vinti/persi - game vinti/persi)
7. Alexander Zverev (GER) 1/0 2/0 12/6
6. Stefanos Tsitsipas (GRE) 1/0 2/0 13/10
4. Daniil Medvedev (RUS) 0/1 0/2 10/13
1. Rafael Nadal (ESP) 0/1 0/2 6/12

Risultati e programma

giovedì 14 novembre
(2) Lukas Kubot/Marcelo Melo (POL/BRA) c. (4) Rajeev Ram/Joe Salisbury (USA/GBR)
(5) Dominic Thiem (AUT) c. (8) Matteo Berrettini (ITA)
(5) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) c. (8) Ivan Dodig/Philip Polasek (CRO/SVK)
(2) Novak Djokovic (SRB) c. (3) Roger Federer (SUI)

mercoledì 13 novembre
(1) Juan Sebastian Cabal/Robert (COL) c. (6) Jean-Julien Rojer/Horia Tecau (NED/ROU)
(1) Rafael Nadal (ESP) c. (4) Danil Medvedev (RUS)
(3) Kevin Krawietz/Andreas Mies (GER) c. (7) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA)
(6) Stefanos Tsitsipas (GRE) c. (7) Alexander Zverev (GER)

martedì 12 novembre
(4) Rajeev Ram/Joe Salisbury (USA/GBR) b. (8) Ivan Dodig/Philip Polasek (CRO/SVK) 36 63 10-6
(3) Roger Federer (SUI) b. (8) Matteo Berrettini (ITA) 76(2) 63
(5) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) b. (2) Lukas Kubot/Marcelo Melo (POL/BRA) 63 64
(5) Dominic Tiem (AUT) b. (2) Novak Djokovic (SRB) 67(5) 63 76(5)

lunedì 11 novembre
(3) Kevin Krawietz/Andreas Mies (GER) b. (6) Jean-Julien Rojer/Horia Tecau (NED/ROU) 76(3) 46 10-6
(6) Stefanos Tsitsipas (GRE) b. (4) Daniil Medvedev (RUS) 76(5) 64
(7) Pierre-Hugues Herbert/Nicolas Mahut (FRA) b. (1) Juan Sebastian Cabal/Robert (COL) 63 75
(7) Alexander Zverev (GER) b. (1) Rafael Nadal (ESP) 62 64

domenica 10 novembre
(5) Raven Klaasen/Michael Venus (RSA/NZL) b. (4) Rajeev Ram/Joe Salisbury (USA/GBR) 63 64
(2) Novak Djokovic (SRB) b. (8) Matteo Berrettini (ITA) 62 61
(2) Lukas Kubot/Marcelo Melo (POL/BRA) b. (8) Ivan Dodig/Philip Polasek (CRO/SVK) 46 64 10-5
(5) Dominic Tiem (AUT) b. (3) Roger Federer (SUI) 75 75


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