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Bercy: Djokovic, finale con "Shapo", Nadal dà forfait

Djokovic batte Dimitrov e raggiunge la sesta finale della stagione, la 50ma in carriera in un Masters 1000. Il serbo difende ancora le sue chances di chiudere l'anno da numero 1. Nadal ha un problema agli addominali, Shapovalov in finale senza giocare

di Alessandro Mastroluca | 02 novembre 2019

Sei è il numero magico di Novak Djokovic. Il serbo batte Dimitrov 76 64, raggiunge la sesta finale al Masters 1000 di Parigi Bercy e la sesta del 2019. Con questa vittoria, raggiunge la cinquantesima finale in un 1000. Djokovic ha vinto 34 punti su 40 con la prima nella semifinale contro il bulgaro. Domani, contro Shapovalov, cercherà il 34mo titolo in questa categoria di tornei. "E' una motivazione per me vincere il quinto titolo a Parigi" ha detto Djokovic. "Mi trovo bene in queste condizioni e poi la Francia mi piace, qui c'è una vera cultura per il tennis. C'è anche molto supporto da parte del pubblico. Sono molto motivato, voglio fare bene".

Djokovic tiene vivo l'obiettivo di finire l'anno da numero 1, e sarebbe il sesto come Pete Sampras. Djokovic affronterà in finale Denis Shapovalov, promosso senza giocare. Rafa Nadal, infatti, si ritira per un infortunio agli addominali. "Sull'ultimo servizio dell'allenamento di stamattina" ha dichiarato, "ho sentito un dolore". Dunque, lo spagnolo ha deciso di non scendere in campo. Continua così la sua storia a due colori con Parigi: dodici volte campione al Roland Garros, non ha mai vinto a Bercy.

 

"Possiamo chiamarla sfortuna" ha detto Nadal in conferenza stampa spiegando i dettagli della sua decisione. "Possiamo chiamarla in tanti modi, ma quando succedono certe cose puoi solo accettarlo, e cercare di rimanere positivo anche se è difficile. Finire un torneo così non è mai una bella cosa, anche se il torneo nelle prime tre partite per me è andato bene. Credo di aver giocato ottimi match, era da un po' che non mi godevo la straordinaria atmosfera di questo stadio. Spero comunque che non sia nulla di grave in vista del Masters".

 

Djokovic è imbattuto in tre confronti diretti con Shapovalov nel circuito ATP. "Denis è migliorato, sta sbagliando meno" ha aggiunto Djokovic. "Il gioco l'ha sempre avuto, ma quest'anno ha fatto evidenti progressi. Ieri contro Monfils ha giocato davvero un'ottima partita. Spero di riuscire a dare il meglio domani in finale". Shapovalov, che insieme a Dimitrov ha garantito la presenza di almeno un giocatore non testa di serie a Bercy per il quarto anno di fila, giocherà la sua prima finale in carriera in un Masters 1000. Grazie a questo risultato, la prossima settimana sarà numero 17 del mondo e numero 1 del Canada.

Restano tre le finali a Bercy fra le prime due teste di serie, nel 1989, 1990 e 2015. Il numero 1 del mondo di fine stagione si deciderà alle ATP Finals di Londra.

 

 

Il primo set della semifinale contro Dimitrov si risolve al tiebreak, finale logico di un parziale senza palle break. Dimitrov allunga sul 5-3 ma quando il gioco si fa duro Djokovic alza il livello di gioco, allunga gli scambi nonostante le accelerazioni dell'avversario e mantiene una profondità sufficiente a consentirgli di riprendere l'iniziativa. Così ha dominato i tiebreak contro Federer nella finale di Wimbledon, così conquista il primo set contro Dimitrov. "Grigor ha giocato meglio nel tiebreak" ha ammesso, "io sono stato bravo a rispondere in campo sul 3-5 e 4-5, sono riuscito a fargli giocare un colpo in più". Nel secondo, Djokovic risponde ancora più vicino alla riga di fondo e completa un decisivo break nel quinto game che difende fino al diagonale vincente di dritto con cui trasforma il match point. 

Novak Djokovic ha chiuso cinque stagioni da numero 1. La prima nel 2011, che rimane una delle migliori stagioni di sempre: vince 3 Slam e 5 Masters 1000. L’anno successivo, nel 2012, si conferma in vetta centra sei titoli in undici finali, compresi Australian Open dopo una finale epica e ATP Finals. Solo due volte in 17 eventi perde prima della semifinale. Ha chiuso in testa al ranking poi nel 2014 e 2015. Nel 2014 è diventato il 23° giocatore nell’era Open a raggiungere le 600 vittorie, con il 20° titolo in un Masters 1000 a Bercy.

Nel 2015 è quasi imbattibile: trionfa in tre Slam, e a Parigi perde in finale, gioca 15 finali consecutive e chiude con un record di 15-4 contro Federer, Nadal e Murray. È il primo ad aver vinto il “Masters” quattro volte di fila e a superare i 20 milioni di montepremi stagionale. Il regno è proseguito nel 2018. E' diventato sicuro di raggiungere Jimmy Connors e Roger Federer dopo la finale a Parigi Bercy e l’annuncio del forfait di Nadal alle Finals di Londra. In questa classifica ha raggiunto Jimmy Connors e Roger Federer,che aveva sconfitto nella semifinale di Parigi.

Nadal è l’unico ad aver chiuso da numero 1 per quattro anni non consecutivi. Una serie iniziata nel 2008, quando sale in testa al ranking dopo 160 settimane da numero 2. È una stagione da otto titoli, che gli vale il primo trionfo a Wimbledon e lo proietta all’oro olimpico con una striscia di 32 vittorie di fila, la più lunga che si sia mai sviluppata su tre superfici diverse. Nel 2010 torna a vincere Wimbledon e, allo Us Open, diventa il più giovane a completare il Career Grand Slam.

Il 2013 è un anno da record, in cui conquista l’ottavo Roland Garros (eguagliato Max Decugis), il secondo Us Open e cinque Masters 1000. Celebra il quarto anno da numero 1 nel 2017, la stagione della rinascita e del decimo Roland Garros. Diventerà il primo nell’era Open a trionfare a Parigi e a New York nello stesso anno per tre volte, e il più anziano a chiudere una stagione in vetta al ranking.

La sfida a Djokovic ripartirà alle ATP Finals. Alla O2 Arena, l'impianto che sorge sulla linea del meridiano di Greenwich, si definirà il tempo presente e futuro del gioco.

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