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Eventi Internazionali

"Shapo" in semifinale con Nadal, Berrettini alle Finals

Shapovalov domina Monfils. Sfiderà Nadal nella sua quarta semifinale in un Masters 1000. Berrettini si qualifica alle ATP Finals. Djokovic domina Tsitsipas, che l'aveva sconfitto a Shanghai. Affronterà Dimitrov che torna nei quarti di un Masters 1000 per la prima volta da Montecarlo 2018

di Alessandro Mastroluca | 02 novembre 2019

London Calling, cantavano i Clash. Londra chiama, adesso è ufficiale. Grazie al 62 62 di Denis Shapovalov su uno spento Gael Monfils, Matteo Berrettini diventa il terzo italiano a giocare le ATP Finals in singolare, 41 anni dopo Barazzutti. Shapovalov incontrerà nella sua quarta semifinale in un Masters 1000 Rafa Nadal che ha superato 76 61 Jo-Wilfried Tsonga. C'era nei quarti anche nel 2012, l'ultima edizione prima di questa con almeno due francesi nei quarti nel Masters 1000 di casa. Allora non andò oltre, mentre Michael Llodra e Gilles Simon si fermarono in semifinale.

Un'oretta di lezione è bastata a Novak Djokovic per riscattare la sconfitta di Shanghai contro Stefanos Tsitsipas e raggiungere la semifinale nel Masters 1000 di Parigi-Bercy. Non è mai entrato in partita il greco, dominato 6-1 6-2.

Djokovic affronterà Grigor Dimitrov, che torna in semifinale di un Masters 1000 dopo un anno e mezzo. Non ne giocava una da Montecarlo 2018. A parte qualche indecisione negli ultimi game, è sempre rimasto in totale controllo della partita e ha sconfitto Christian Garin 6-2 7-5. Djokovic l'ha battuto otto volte su nove, una anche a Bercy negli ottavi del 2016. Il bulgaro ha vinto solo a Madrid, sulla terra rossa, nel 2013.

 

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Shapovalov, che in carriera non ha mai perso un quarto di finale in un Masters 1000, si è preso il centro della scena. Monfils, teso, bloccato e dall'atteggiamento fin troppo passivo, raramente è riuscito ad accendersi. Contro Albot, nell'ottavo di finale, il nastro sul set point nel secondo parziale e qualche esecuzione "alla Monfils" avevano cambiato la partita. Stavolta, Shapovalov non gli dà tempo e modo di rientrare nel match. Nemmeno i tifosi solitamente partecipi a Bercy sono riusciti a scaldarsi. Il canadese ha continuato a mostrare il meglio del suo tennis brillante, dalle soluzioni anche esteticamente pregevoli, ma allo stesso tempo più misurato, più lucido nelle scelte. 

 

Il nuovo Shapovalov prende meno rischi azzardati, senza per questo sacrificare un'indole votata all'espressione del bello. Il lavoro con Mikhail Youzhny evidentemente sta pagando, sia dal punto di vista tattico che fisico. Il canadese appare ancora più leggero negli spostamenti, più agile nei movimenti laterali, più a suo agio nel controllo del campo.

Il suo ottavo quarto di finale della stagione si trasforma in una lezione al francese, che si ferma a una vittoria dal Masters. Shapovalov prosegue in un evidente percorso di affinamento del gioco. Il primo titolo vinto a Stoccolma ha fatto da preludio al percorso a Bercy. Le vittorie contro Fabio Fognini e Alexander Zverev, la seconda della stagione contro un top 10, e questa esibizione di talento gli permetteranno anche di migliorare il suo best ranking. Shapovalov sarà infatti almeno numero 17 del mondo la prossima settimana.

Novak Djokovic non lascia scampo a Stefanos Tsitsipas. La vendetta è feroce dopo la sconfitta nei quarti a Shanghai. Allora, il greco ha completato la seconda vittoria in tre sfide contro il serbo. Tsitsipas è diventato così il quarto giocatore con un record positivo tra i 102 che hanno affrontato Djokovic nel circuito AYP almeno tre volte. Immediatamente in difficoltà al servizio, Tsitsipas non incide mentre Djokovic comanda il gioco. Quando la partita conta di più, il suo livello sale, l'efficienza aumenta e anche l'influenza degli ultimi giorni sembra solo un ricordo.

"E' stata una delle mie migliori partite di quest'anno" ha detto Djokovic. "Mi sono preparato bene, ho rivisto la partita che avevo perso contro di lui a Shanghai e ho capito cosa avrei potuto fare meglio. Certo, le condizioni erano evidentemente diverse. Stefanos non ha iniziato bene ma non gli ho mai permesso di tornare in partita. Credo che il break all'inizio del secondo set sia stato molto importante".

Djokovic, che a Bercy ha vinto più titoli e più partite di tutti, tiene viva anche la battaglia per chiudere la stagione da numero 1 del mondo con Rafa Nadal, che la prossima settimana tornerà in vetta al ranking. Per essere sicuro di chiudere l'anno da numero 1 per la quinta volta in carriera, a Nadal potrebbe bastare la finale se Djokovic dovesse perdere in semifinale contro Dimitrov. In caso contrario, Nadal dovrebbe vincere il torneo per chiudere il discorso prima delle ATP Finals.

Dimitrov e Garin non avevano mai giocato i quarti a Parigi-Bercy. Il cileno, peraltro, non era mai arrivato così avanti in carriera in un Masters 1000. Nonostante i cinque vincenti a uno di rovescio, il cileno ha commesso sei gratuiti in più. Perso il primo set 6-2, Garin ha giocato un tennis più aggressivo. Primo cileno nei quarti di un Masters 1000 dai tempi di Fernando Gonzalez agli Internazionali BNL d'Italia del 2009 (perse in semifinale contro Rafa Nadal), Garin è andato a servire sul 5-4 nel secondo set.

Ma Dimitrov, che ha perso quattro punti con la prima, ha variato il ritmo col rovescio e spinto di più col dritto. Così ha vinto tre game di fila e ha festeggiato la seconda semifinale della stagione dopo l'exploit allo Us Open.

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Tsonga, che inseguiva la prima semifinale in un Masters 1000 da Montecarlo 2016, ha mostrato accenti di tennis vintage in un primo set che non ha visto palle break. Un dritto a rete è costato il tiebreak al francese, che quest'anno ha vinto più partite di tutti indoor (16). Il secondo set è un monologo di Nadal, che allunga a 14 la striscia di vittorie consecutive, la seconda più lunga della stagione.

Lo spagnolo, al primo torneo dopo il matrimonio con Maria Francisca Perello, ha un bilancio di 22 successi in 24 partite nei Masters 1000 a Parigi Bercy. Contro Shapovalov, che contro di lui si è rivelato due stagioni fa a Montreal, giocherà l'undicesima semifinale del 2019.

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