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Eventi Internazionali

Parigi-Bercy: Berrettini ko ma Londra chiama ancora

Matteo arriva in debito di energie, fisiche e mentali, alla caldissima sfida del Palais Omnisport di Parigi-Bercy con l'idolo di casa Tsonga, vero revenant dell'anno. E deve cedere in due set a un avversario in serata-super. Saluta Parigi (ma anche Londra) Fognini, sconfitto in rimonta da Shapovalov

30 ottobre 2019

A questo punto della stagione devi grattare il fondo. Tirare fuori delle energie che non ci sono più”. Matteo Berrettini l’ha detto, ai microfoni di Atp Media, alla vigilia dell’incontro, e l’ha fatto.

Si è visto subito, benissimo, nel confronto con Jo-Wilfried Tsonga, che per l’azzurro n. 9 del mondo rappresentava il match d’esordio al palais Omnisport di Parigi, per l’ultimo Atp Masters 100 della stagione: non aveva la solita brillantezza.

Tanta fatica, soprattutto mentale, accumulata in un’annata da esordiente nelle alte sfere del ranking e in qualche modo resa ancora più pesante dal pensiero della chance di qualificarsi addirittura per le Atp Finals di Londra, pesa.

Matteo però non si tira indietro. Nel grande palazzetto, stipatissimo di tifosi transalpini, si costruisce una palla break nel primo game. Non riesce a sfruttarla. Poi gioca un turno di servizio bruttissimo: poche prime, legnoso negli spostamenti. Pensi: è proprio stanco. Ma non molla: infatti due game dopo, sul 3-1 Tsonga, scappa 15-40 sul servizio avversario e restituisce la cortesia. Contro-break.

Nel sesto game fa vedere la smorzata, la prima. Poi la volée smorzata. E a chiudere il game la combinazione classica: servizio, diritto in scioltezza. Eccolo, il Matteo in do maggiore.

La partita è in equilibrio. In fondo Jo-Wilfried è un… Berrettone. Un metro e 88, per 93 chili di peso forma, è più massiccio dell’azzurro (un metro e 96 per 95 chili). Anche lui ha costruito la carriera su servizio e diritto, entrambi formidabili: una signora carriera. Oltre al 5° posto raggiunto nel 2012, una finale agli Open d’Australia (2008), due semifinali a Wimbledon (2011 e 2012) e altrettante al Roland Garros (2013, 2015). E la Coppa Davis nel 2017.

Il suo rovescio bimane era però il posto dove tutti i big si infilavano: da Federer a Nadal a Djokovic. Anche il miglior Tsonga da quella parte qualcosa finiva per concedere a questi fenomeni. Per questo è rimasto sempre nella loro scia ma fuori dal ristretto quartetto.

"Ali", simpatico sosia tennistico di Muhammad Ali, però ha sempre coperto bene quel lato meno roccioso del suo tennis e anche per Berrettini non è stato facile trovarlo. Specie dovendo usare le energie di emergenza. Sul 4-5, 15-40 l’azzurro ha salvato due set point, poi altri due. Ma Tsonga stava assorbendo tutta l’energia del suo popolo parigino. Giocava un supergame e portava a casa il primo set in 49 minuti. I numeri registravano la difficoltà azzurra: troppo pochi gli ace di Matteo, solo 2 in tutto il set.

Cercava di sciogliersi, di recuperare agilità l'allievo di Vincenzo Santopadre ma era Tsonga ad alzare ancora il livello, galvanizzato dall’atmosfera a dalla possibilità di ritrovarsi su un grande palcoscenico dopo un ‘annata di difficile recupero dall’infortunio (e relativa operazione ) del 2018. Era n. 239 in gennaio: ora è 35esimo.

Così finiva per festeggiare la sua seconda partita vinta quest’anno in un Masters 1000. 6-4 6-3 in un’ora e 25 minuti. E l’occasione per andare ancora più avanti sfidando domani il tedesco Struff per un posto nei quarti di finale.

A Matteo Berrettini non resta che riposare e stare comunque a guardare ciò che succederà nei prossimi giorni. Con le odierne sconfitte di Roberto Bautista Agut, David Goffin e Diego Schwartzman sono rimasti solo due giocatori in grado di portargli via il biglietto per Londra in extremis: Gael Monfils e Stan Wawrinka.Ma devono compiere l’impresa: Monfils arrivare almeno in semifinale; Stan The Man addirittura vincere il torneo.

Parigi saluta comunque Matteo con gli applausi: la vittoria se l’è costruita Tsonga. Lui, seppure in riserva, ci ha provato fino in fondo.

E’ finita invece la stagione di Fabio Fognini. Il 32enne di Arma di Taggia, numero 12 del ranking Atp e 11esima testa di serie, ha ceduto al secondo turno (per lui l’esordio) per 36 63 63, dopo quasi un’ora e tre quarti di partita, al Next Gen canadese Denis Shapovalov, numero 28 Atp. Una sconfitta questa che preclude al ligure, al momento dodicesimo nella “Race to London” con 2.290 punti, la partecipazione al Masters di fine anno.

“Shapo” aveva vinto l’unico precedente, lo scorso anno al secondo turno del “1000” di Toronto. La cronaca. Inizio contratto del Next Gen canadese con Fabio che nel primo set ha preso per due volte un break di vantaggio: la prima lo ha restituito immediatamente, la seconda invece ne ha approfittato per allungare sul 5-2 ed assicurarsi poi il parziale al nono gioco. Nella seconda frazione Shapovalov ha iniziato a servire decisamente meglio: nel quarto gioco ha strappato il servizio a Fognini e tanto è bastato per pareggiare il conto dei set visti gli appena 4 punti ceduti dal 20enne canadese nei turni di servizio. Nel terzo set l’azzurro, innervosito dall’andamento del match, ha subito subito il break: poi ha ritrovato un po’ la risposta ma non è bastato per riaprire il match. E nel nono gioco un net beffardo ed un errore di Fabio hanno consegnato il match nelle mani del giovane canadese.

Peccato perché in un 2019 che lo ha visto conquistare uno storico trofeo Masters 1000 sulla terra rossa di Monte-Carlo ed abbattere - a giugno - il muro dei top ten sarebbe stato bello chiudere con le Finals londinesi.

Martedì esordio amaro anche per Andreas Seppi: il 35enne di Caldaro, numero 74 Atp, ripescato in tabellone come lucky loser per il forfait di Roger Federer, reduce dalla conquista del decimo titolo a Basilea, ha ceduto per 76(5) 76(6), dopo quasi due ore di lotta al moldavo Radu Albot, numero 50 del ranking mondiale. L’altoatesino era in vantaggio per 2 a 1 nel bilancio dei precedenti, ma il 29enne di Chisinau si era aggiudicato proprio l'ultimo, lo scorso anno al primo turno sulla terra di Marrakech. La cronaca. Nel primo parziale Andreas ha recuperato dal 2-5 al 5 pari, ha annullato un set-point nel dodicesimo gioco ma poi ha ceduto il tie-break per 7 punti a 5. Nella seconda frazione è accaduto esattamente il contrario: è stato Seppi che avanti 5-2 si è fatto riagguantare sul 5 pari dopo essere stato a due punti dal set nel nono game. Ancora una volta a decidere è stato il tie-break: l’altoatesino ha allungato sul 4-1, è stato ancora avanti 5-3 ma poi è stato Albot a chiudere per 8 punti a 6 al secondo match-point.

Il primo favorito del seeding è il serbo Novak Djokovic, numero uno del mondo (a segno quattro volte in questo torneo: nel 2009, 2013, 2014 e 2015): il 32enne di Belgrado precede lo spagnolo Rafael Nadal, numero 2 Atp.

Martedì sono usciti subito di scena il russo Daniil Medvedev, numero 4 Atp, che ha pagato probabilmente la fatica di una seconda metà di stagione incredibile arrendendosi per 46 62 64 al francese Jeremy Chardy, numero 65 Atp, promosso dalle qualificazioni, e l’altro russo Karen Khachanov, numero 8 del ranking mondiale ed ottava testa di serie, nonché campione in carica, che ha ceduto al secondo turno (per lui l’esordio) per 76(5) 36 75 al tedesco Jan-Lennard Struff, numero 36 Atp.

RISULTATI

"Rolex Paris Masters"
Atp World Tour Masters 1000
Parigi-Bercy, Francia
28 ottobre - 3 novembre, 2019
$5.207.405 - veloce indoor

SINGOLARE
Primo turno
(11) Fabio Fognini (ITA) bye
(LL) Andreas Seppi (ITA) bye
(10) Matteo Berrettini (ITA) bye

Secondo turno
Denis Shapovalov (CAN) b. (11) Fabio Fognini (ITA) 36 63 63
Radu Albot (MDA) b. (LL) Andreas Seppi (ITA) 76(5) 76(6)
(wc) Jo-Wilfried Tsonga (FRA) b. (10) Matteo Berrettini (ITA) 64 63

DOPPIO
Primo turno
(5) Kevin Krawietz/Andreas Mies (GER) b. Fabio Fognini/Feliciano Lopez (ITA/ESP) 64 64

QUALIFICAZIONI
Primo turno
(wc) Corentin Moutet (FRA) b. (8) Lorenzo Sonego (ITA) 36 63 60
Andreas Seppi (ITA) b. (4) Alexander Bublik (KAZ) 76(5) 75

Turno di qualificazione
Yoshihito Nishioka (JPN) b. Andreas Seppi (ITA) 63 36 75

TABELLONE PRINCIPALE


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