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Bercy, Djokovic: "Numero 1? Troppi calcoli fanno male"

Il serbo è sicuro di scivolare al numero 2 del mondo la prossima settimana. Nella Race ha 1280 punti di svantaggio da Nadal alla vigilia dell'ultimo Masters 1000 della stagione. Lo spagnolo rilancia: "Meglio essere numero 1 che 2". Vincono Cilic e Tsonga che affronta Berrettini

di Alessandro Mastroluca | 30 ottobre 2019

“Pensare troppo ai calcoli per arrivare numero 1 a fine anno tolgono energie, non fanno bene a un giocatore” ha detto Novak Djokovic alla vigilia dell'ultimo Masters 1000 a Parigi Bercy. “Io preferisco essere numero 1 che numero 2” ha spiegato Rafa Nadal, che dalla prossima settimana sarà comunque in vetta al ranking visto che Djokovic perderà anche i punti della finale del Masters, torneo che però lo spagnolo non ha giocato. Nadal ha conosciuto il suo avversario, quel Casper Ruud che per Kyrgios è troppo noioso da guardare. “Preferisco fissare la vernice che asciuga” ha scritto. Intanto il norvegese, che a Milano sarà il primo scandinavo a partecipare alle ATP Finals, ha dominato Adrian Mannarino. Dovrà invece aspettare Novak Djokovic, che avrebbe dovuto incontrare l'amico Dusan Lajovic o Richard Gasquet, ma il francese ha rinunciato per una cisti al ginocchio sinistro: nel main draw è stato ripescato il connazionale Corentin Moutet.

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A Parigi, si sono allenati insieme. "Vederlo come un fatto anormale non sarebbe giusto, metterebbe anche la nostra rivalità sotto una luce sbagliata. Io non vedo lo sport in questo modo" ha detto Nadal. Djokovic ha ammesso che è stato strano, ma si è anche divertito molto. "E' stata una sessione intensa, molto competitiva ma non grande rispetto. Certo, io e Rafa siamo rivali ma questo non ci impedisce di trattarci correttamente. Siamo in buoni rapporti, così come i nostri team. E avremo sempre lo stesso rispetto reciproco" ha detto il serbo.

La matematica lascia a Djokovic ancora qualche possibilità di finire la stagione da numero 1, e sarebbe la sesta volta. Per conservarle, alla fine del torneo dovrà avere meno di 1500 punti di distacco da Nadal nella Race: ora ne ha 1280 da recuperare. “Nadal è in una posizione decisamente migliore” ha ammesso Djokovic: impossibile dargli torto. “Però a Parigi e a Londra, alle Finals, ho sempre giocato bene. Mi concentro solo su questo, sulle mie prestazioni, e vedo dove mi portano. Il resto non dipende più da me”.

 

Djokovic ha vinto più partite (32) e più titoli di tutti a Bercy (4). Potrebbe incontrare Nadal soltanto in finale, e sarebbe la terza volta quest'anno. Il serbo ha dominato all'Australian Open, lo spagnolo si è riscattato agli Internazionali BNL d'Italia a Roma.

A Parigi, Nadal insegue il 36mo Masters 1000 in carriera. E quei punti che mancano per la certezza di chiudere la stagione da numero 1 per la quinta volta, come Djokovic, Roger Federer e Jimmy Connors. “Sarebbe fantastico se ci riuscissi” ha detto Nadal, al primo torneo dopo la Laver Cup e il matrimonio-evento con Maria Francisca Perello, nella conferenza stampa della vigilia. “Ho avuto problemi alla mano dopo lo Us Open ma ora sto meglio, per questo sono qui con l'obiettivo di dare il 100%. Non mi aspetto altro” ha detto Nadal che ha vinto 12 volte a Parigi il Roland Garros ma non ha mai conquistato il titolo a Bercy. Al coperto, infatti, ha alzato il trofeo solo due volte in carriera su 84 titoli complessivi.

 

Intanto, con due vittorie, Nadal raggiungerebbe i 50 successi in stagione per l'undicesima volta. E si gode le buone vibrazione che tornare a Parigi ogni volta gli restituisce. “Ho vissuto una stagione splendida, anche se dopo Montecarlo sarebbe stato molto difficile da immaginare. Sono molto felice. È il momento di spingere ancora un po' per l'ultimo obiettivo”.

 

E magari alzare lo strano trofeo a forma di albero che ha dietro l'arte e l'intuizione dello scultore italiano Lucio Fanti. “L'albero di Fanti”, questo il nome dell'inusuale premio che dal 1991 viene assegnato al vincitore del torneo, nasce proprio da un'ispirazione tennistica. Fanti era stato allora chiamato a realizzare un'opera che commemorasse i cent'anni del Roland Garros. “Gli organizzatori mi hanno mandato i vecchi tabelloni” ha raccontato Fanti, come riporta il sito dell'ATP. Girare il foglio a novanta gradi, in orizzontale, crea l'immagine dell'albero. Tanti rami sopra, quanti i giocatori e gli incroci dei primi turni, poi via via sempre meno, fino al tronco. Ed è qui che, sulla coppa, viene inciso il nome del vincitore. Mentre i rami sulle due metà dell'opera rappresentano proprio lo sviluppo del tabellone.

Tabellone in cui si succederanno veri e propri spareggi per gli ultimi posti alle ATP Finals. In corsa Alexander Zverev, che ha vinto il Masters l'anno scorso, ed è settimo nella Race con 2.855 punti: il tedesco potrebbe incontrare Fabio Fognini al terzo turno. Ottavo, e ad oggi ultimo dei qualificati, Matteo Berrettini che ha raggiunto la semifinale in tre degli ultimi cinque tornei giocati. Hanno ancora chances Roberto Bautista Agut, Fabio Fognini, David Goffin, Gael Monfils, ma devono vincere il titolo e sperare in combinazioni favorevoli. È tornato teoricamente in corsa anche Diego Schwartzman che deve comunque almeno centrare la finale, e sperare in pochi risultati vantaggiosi, per avere una chance. Ha invece un obiettivo diverso Daniil Medvedev, testa di serie numero 4, sei finali giocate negli ultimi sei tornei cui ha preso parte. Il russo potrebbe diventare il primo a vincere il titolo a Cincinnati, Shanghai e Bercy nello stesso anno.

 

Il tabellone ha intanto iniziato a scorrere e avvicinare i primi nomi verso il tronco dell'albero di Fanti. Il pubblico francese è diventato un fattore chiave per Jo-Wilfried Tsonga, prossimo avversario di Matteo Berrettini. Perso il primo set, costretto a salvare due palle break nel quarto gioco del secondo, Tsonga ha saputo variare il gioco e scendere a rete abbastanza spesso da togliere le certezze al russo nel suo gioco esplosivo ma un po' monocorde. Tsonga ha chiuso 46 75 64: non vinceva un match in un Masters 1000 da oltre due anni, da Madrid 2017.

 

Marin Cilic ha sconfitto 76(5) 64 il polacco Hubert Hurkacz e si è assicurato un secondo turno contro Stan Wawrinka anche grazie all'86% di punti con la prima. Il servizio ha spinto Milos Raonic verso il 63 62 al mancino britannico Cameron Norrie in poco più di un'ora. Il canadese, che per problemi alla schiena ha giocato solo tre partite dalla Rogers Cup di agosto, sfiderà Dominic Thiem, campione in casa a Vienna per la prima volta in carriera.

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