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Bencic, festa doppia: trionfo e best ranking

La svizzera cede il primo set poi domina Anastasia Pavlyuchenkova a Mosca. Vince il quarto titolo in dieci finali nel circuito WTA. La prossima settimana tornerà numero 7 del mondo

di Alessandro Mastroluca | 20 ottobre 2019

Belinda Bencic completa una settimana perfetta. Già sicura di un posto alle WTA Finals di Shenzhen, vince a Mosca il suo quarto titolo in carriera ed eguaglia il best ranking di numero 7 del mondo. Numero 47 del mondo solo dodici mesi fa, Bencic batte 36 61 61 Anastasia Pavlyuchenkova, che incassa l'ottava sconfitta in venti finali nel circuito WTA. La russa, al quinto torneo con il coach Sam Sumyk, tornerà tra le prime 30 del mondo grazie alla finale raggiunta questa settimana. 

Bencic vince il secondo titolo stagionale dopo il successo a Dubai su Petra Kvitova. La svizzera raggiunge le 47 vittorie in stagione, una in meno di Sofia Kenin, la statunitense di origine russa che l'ha sconfitta nella finale di Mallorca in cui ha mancato tre match point. Solo Karolina Pliskova (50), Kiki Bertens (51) e Ashleigh Barty (52) hanno vinto di più nel circuito. E' un chiaro segno di progresso per Bencic che aveva raccolto solo 37 vittorie complessive nel circuito WTA tra il 2016 e il 2018.

 

Bencic, già sicura della qualificazione alle WTA Finals, inizia in salita la terza finale stagionale, la seconda in carriera in Russia dopo la sconfitta contro Roberta Vinci a San Pietroburgo nel 2016. Nel percorso verso la finale allora, ai quarti aveva centrato una delle tre vittorie in carriera contro Pavyuchenkova.

La russa, che qui ha vinto nel 2014 uno dei suoi due precedenti titoli Premier, vince il primo set e fa valere la maggiore potenza di colpi contro la svizzera che ha vinto più partite di tutte contro top 10 dall'inizio della stagione.

Finalista nel 2004, battuta da Kuznetsova nella terza finale tutta russa nella storia della Kremlin Cup, Pavlyuchenkova subisce nel secondo set il ritorno di Bencic che ha vinto solo tornei Premier o superiori in carriera.

Pavlyuchenkova è rimasta in campo tre ore in più dell'avversaria nei turni precedenti, anche perché ha giocato un match in più. Ha iniziato con il successo sulla numero 29 del mondo Maria Sakkari, la sua 250ma vittoria sul duro a livello WTA. Al secondo turno ha rimontato da sotto 75 42 contro la qualificata Gracheva, poi nei quarti ha superato Kudermetova ribaltando la situazione dal 2-5 nel primo e nel secondo set. In semifinale contro Karolina Muchova, è andata a servire per il match sul 5-4 nel secondo set, ha subito il break e perso il successivo tiebreak con nastro per la ceca sul set point, ma ha dominato il terzo con 16 punti vinti su 17 al servizio.

La svizzera, invece, dopo il bye al primo turno ha rimontato sotto da 0-3 al terzo contro Polona Hercog, raggiungendo così le 18 vittorie al set decisivo in stagione, per poi battere Kirsten Flipkens e in semifinale Kiki Mladenovic. Con questo successo è diventata la prima svizzera a qualificarsi per le WTA Finals dopo Martina Hingis nel 2006.

In finale, perso il primo set Bencic ha giocato una partita praticamente perfetta. Ha messo in crisi Pavlyuchenkova, incapace di reggere il ritmo da fondo e la pressione crescente della svizzera, sempre vicina alla riga, pronta ad accelerare e anticipare. Il tennis femminile di vertice ha riscoperto una grande protagonista.

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