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Shapovalov trionfa e si prenota per Milano

A Stoccolma il 20enne canadese supera in due set il serbo Krajinovic e conquista il suo primo titolo nel circuito maggiore. “Shapo” sarà tra i protagonisti più attesi delle prossime Next Gen Atp Finals

di Tiziana Tricarico | 20 ottobre 2019

Ci sono quelli che fanno sempre la cosa giusta (però che noia!). E poi ci sono quelli che tirano sempre il colpo più spettacolare, più difficile, quello che strappa l’applauso, anche quando non ce n’è bisogno. Anzi, soprattutto quando non ce n’è bisogno. Complicandosi la vita che la metà basta. Ebbene Denis Shapovalov, talentuoso mancino canadese, rientra nella seconda categoria, e forse è per questo - oltre che per il suo meraviglioso rovescio a una mano - che è davvero una bella notizia il primo titolo nel circuito maggiore dell’estroso “Shapo”, tra i protagonisti più attesi delle prossime Next Gen Atp Finals di Milano (sul veloce indoor dell’Allianz Cloud dal 5 al 9 novembre), alle quali ha già partecipato, giovanissimo due anni fa, nella prima edizione.

Il ghiaccio è stato rotto all’“Intrum Stockholm Open”, torneo ATP 250 dotato di un montepremi di 635.750 euro che si è concluso sul veloce indoor della Kungliga Tennishallen nella capitale della Svezia: in finale Shapovalov, numero 34 Atp e quarto favorito del seeding, si è imposto per 64 64, in un’ora e 23 minuti di partita, sul serbo Filip Krajinovic, numero 60 del ranking mondiale, diventando il quindicesimo “New Champion” di questo 2019.

 

Ci teneva “Shapo” a questo primo titolo, a dispetto di un’esultanza pure piuttosto contenuta (si è limitato ad alzare le braccia al cielo lasciando cadere la racchetta). Lui che prima di Stoccolma aveva perso sette semifinali su sette è invece riuscito a fare centro pieno al primo tentativo. Ed il punteggio non fotografa nemmeno la supremazia dimostrata dal 20enne nato a Tel Aviv che ha conquistato ben 16 punti in più rispetto al suo avversario.

La cronaca. Shapovalov è stato ingiocabile al servizio per tutto il primo set. Il 27enne di Sombor, invece, dopo un primo game al servizio tenuto assolutamente in scioltezza, ha ceduto la battuta nel terzo ed ha dovuto difendere palle-break anche in tutti e tre gli altri turni di servizio.

Nella seconda frazione il canadese ha concesso qualcosa in più, compresa l’unica palla-break dell’incontro nel quarto gioco, puntualmente cancellata. Nel quinto game di palle-break Krajinovic ne ha dovute annullare tre ma nel nono, dopo essere stato avanti 30-15, il serbo ha subito il break complici due risposte micidiali di “Shapo” che poco dopo ha archiviato l’incontro. Il canadese ha messo a referto ben 16 ace (contro 3 doppi falli) con una stratosferica percentuale del 93% dei punti ottenuti quando ha messo la prima.

Settimana perfetta per Shapovalov che ha vinto il titolo senza aver ceduto nemmeno un set: “Non sono troppo bravo nei discorsi di ringraziamento, devo fare pratica. Io e il mio team abbiamo inseguito a lungo questo trofeo, ed ora ce l’abbiamo fatta” - ha detto “Shapo” -. “Qui prima di me hanno vinto grandissimi campioni: spero di riuscire a seguire le loro orme”.

 

Una stagione di luci ed ombre quella di Denis, che lo scorso primo aprile ha firmato il best ranking, numero 20, dopo la splendida finale raggiunta nel Masters 1000 di Miami (stoppato da Federer). Poi ha attraversato un periodo davvero negativo, con ko assurdi come quello al primo turno di Wimbledon contro il lituano Berankis: ha giocato 15 partite vincendone solo 4 e mai due di fila nello stesso torneo. Poi a Wiston Salem si è ritrovato raggiungendo le semifinali (cedendo al polacco Hurcakz), a New Yor ha ceduto in cinque set al terzo turno ad uno scatenato Monfils, quindi ancora una semifinale a Chendu (sconfitto da Carreno Busta) e due secondi turni a Tokyo (battuto da Goffin) e nel “1000” di Shanghai (fermato da Djokovic). Stoccolma può essere davvero il trampolino di lancio verso l’élite mondiale per il biondo di Montreal. A patto che scelga qualche volta in più di fare la cosa più giusta invece di quella più bella.

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