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Eventi Internazionali

Federer, ancora un capolavoro

Torna a giocarsi il titolo a Wimbledon per la dodicesima volta. Completa la 16ma vittoria contro Rafa Nadal, la terza ai Championships, la prima di sempre in semifinale in un major

di Alessandro Mastroluca | 12 luglio 2019

Il nuovo che avanza a Wimbledon ha 37 anni e 240 giorni. Roger Federer diventa il terzo finalista Slam più anziano dell'era Open. Ken Rosewall, con le due giocate ai Championships e allo Us Open a qualche mese dai 40 anni, occupa i primi due posti nella classifica della longevità. Wimbledon è ancora il giardino di Federer che batte Rafa Nadal 76 16 63 64 in tre ore e due minuti di partita. Batte lo spagnolo per la sedicesima volta, la terza ai Championships, la prima di sempre in una semifinale Slam. La qualità della risposta dello svizzero (45 punti su 127 contro il servizio, il 5% in più rispetto a Nadal) ha fatto la differenza. Ha cercato di rispondere sistematicamente al centro per non dare angolo allo spagnolo e avere una palla più centrale da attaccare dopo il servizio. Nadal, non così incisivo con la prima, è rimasto a scambiare da dietro, ha cercato meno la transizione verso rete e dai colpi di inizio gioco non ha ricavato abbastanza spinta da controllare il punto. Ha inventato due capolavori, uno più bello dell'altro,per salvare il terzo e il quattro match point, dopo due errori forzati dello svizzero nelle prime due occasioni.

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Ma Federer, alla 45ma semifinale Slam, raggiunge comunque la 31ma finale. Sfiderà Novak Djokovic per la 48ma volta, alla ricerca della 23ma vittoria e del 21mo major. "Ha giocato alla grande contro Bautista" ha detto. "E' il campione in carica e ha fatto capire a tutti perché. E' stato solidissimo, una roccia. Spero di poterlo spingere al limite e magari di batterlo ma sarà molto difficile. Dire che non vedo l'ora di giocare è il minimo".

Federer ha chiuso con 14 ace a 10, ha vinto due punti in meno con la prima ma il 14% in più con la seconda. Ha completato 51 vincenti a 32 e commesso solo due gratuiti in più, 27 contro 25, nonostante 33 discese a rete e 25 punti realizzati.

Il nuovo servizio di Nadal

Federer ha sconfitto tre teste di serie per arrivare in semifinale, Nadal per la terza volta è arrivato così avanti in uno Slam senza incontrarne nemmeno una: gli era già successo allo Us Open del 2008 (perse contro Andy Murray) e del 2017 (vinse il titolo in finale su Kevin Anderson). La quarta sfida a Wimbledon, la prima che non valga anche il titolo, racconta le distanze, avvicina le somiglianze, illumina gli effetti dello scorrere del tempo. “Nadal sta giocando diversamente, sta servendo molto più forte, chiude prima i punti” ha detto Federer. “Devo servire meglio perché corro meno” ha detto Nadal. “Sicuramente il servizio è più potente, colpisco meglio di rovescio, uso più lo slice ma non so se il Nadal di oggi batterebbe il Nadal di qualche anno fa”. Rispetto alla media dell'anno scorso a Wimbledon, la sua prima viaggia più veloce e rimbalza più bassa.

Gli opposti si avvicinano

Lo spagnolo ha servito più ace di tutti i semifinalisti nelle prime cinque partite. Federer ha messo in campo più prime e più risposte e ottiene più punti con la seconda. Nel match piazza un ace al primo punto e stecca di rovescio la prima risposta: due indizi dei fattori che decideranno la partita. Nadal, ha detto Carlos Moya al sito dell'ATP, “sta facendo tutto bene. Lo guardo da casa, fa esattamente quello che vorrei facesse in ogni situazione”. Entrambi hanno costruito il vantaggio sui rivali negli scambi brevi, sotto i quattro colpi. Sull'erba, anche quella secca e lenta su cui si gioca quest'anno, è più difficile difendere e soprattutto cambiare piano rispetto all'impostazione primigenia del punto.

 

Nadal è ostinato nella volontà di mantenere l'iniziativa, e lo scambio da 21 colpi con cui aggira la palla break del possibile 3-5 rinforza l'impressione di equilibrio presto tradotta nei numeri: 26 punti pari nei primi dieci game. Il primo set scorre in un flusso di punti simili, con Federer che fa molto più di frequente ricorso alla risposta in topspin. Ma i due cercano, di fatto, il punto in maniera non troppo dissimile. Quella che il New Yorker dopo le prime grandi sfide aveva identificato come l'opposizione fra "il pugile e la ballerina", troppo radicale e semplicistica anche allora, adesso non esiste più.

Chi prima spinge, detta tempi e geometrie e più facilmente vince il punto. C'è meno spazio per lavorare lo scambio, come invece si riesce a fare sul 'rosso'. La prima vera eccezione a questo principio matura con il passante in recupero di Nadal nel primo punto del tiebreak del primo set. Un duello di tenacia e di agilità che in fondo racchiude tutte le ragioni per cui nessun giocatore in attività sotto i 28 anni abbia giocato una finale Slam. Federer accelera negli ultimi cinque punti e stampa l'ultimo diritto con cui pareggia il conto dei tiebreak contro lo spagnolo (11 pari). È la settima volta che vince il primo set nelle 17 sfide contro Nadal al meglio dei cinque set: ha vinto tre delle precedenti sei.

Nel primo set Federer chiude con più del doppio dei vincenti, Nadal non ricorre tanto all'accelerazione lungolinea, non chiude lo svizzero nell'angolo sinistro ma si limita a quattro gratuiti nei primi 80 punti. Lo svizzero, con un tennis più emotivo e con un margine di sicurezza nullo o quasi, mantiene una pressione più costante alimentata da concentrazione senza pause e una reattività di piedi quasi irreale alle soglie dei 38 anni. È la misura della disciplina nel lavoro atletico troppo spesso finita in secondo piano nel racconto di Federer come simbolo di un tennis tutto eleganza, bellezza, disposizione naturale.

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Nadal, che reazione nel secondo set

Il livello si alza in un set pirandelliano in cui calano le maschere e tutto si squaderna, in cui si gioca a carte scoperte mentre il tempo prende velocità. Il servizio incide meno, la risposta è decisiva.
Nadal salva due palle break nel terzo game, lo svizzero avanza come i pattinatori su ghiaccio che ingannano l'istinto di conservazione. Alla terza chance di break, Nadal allunga (3-1). Preme a velocità costante e sbaglia sempre poco, mentre Federer tira ogni risposta a tutto braccio ma alla distanza sente venir meno l'efficienza e la resa col dritto. Come insegna Rod Laver, se al tuo avversario fai venire dubbi nel suo colpo forte tutto il suo gioco gli sembrerà più insicuro. Risultato: Nadal vince 20 degli ultimi 23 punti del set.

Nessuno vuole perdersi lo show

Il Royal Box è un trionfo di eleganza. Giacca scura per Jude Law e Stefan Edberg, Sir David Attemborough e Alex Ferguson. In un beige da manuale per un venerdì pomeriggio, invece, l'inappuntabile David Beckham.
La partita scorre lungo binari non sempre scontati. Nadal è il primo a perdere il servizio nel terzo set, Federer vince i due scambi più lunghi fino a quel momento della partita, 23 e 25 colpi. Gli ace e la prima tornano a fare la differenza, Federer gioca un tennis più offensivo con i primi colpi nello scambio ma di errori ne commette pochissimi. Mentre gli ultimi raggi del sole al tramonto scendono su Londra, la meraviglia unisce i privilegiati dentro il Centrale e chi si accontenta della luce riflessa del megaschermo sulla Murray Mount talmente piena da creare problemi di sovraffollamento: le guardie sono costrette a transennare l'area e bloccare gli ingressi.

"Una gioia giocare oggi"

Federer, che diventa il giocatore con più ace nella storia di Wimbledon, completa il terzo set con 15 vincenti e 2 gratuiti, a parità di punti diretti col servizio.
Quel che per lunghi tratti manca a Nadal, per il ritmo che lo svizzero impone, è l'accelerazione lungolinea o diagonale col dritto anomalo. Non gira intorno alla palla da destra, non ha tempo.
Lo svizzero non ha mai perso contro lo spagnolo da un vantaggio di due set a uno. Vantaggio che consolida con il break in apertura del quarto. Nadal, che ha vinto 20 set in più di Federer nei precedenti 39 incontri, è meno incisivo con prima e seconda. Vince pochi punti da fondo e la frustrazione gli si legge in faccia.

Il pervicace desiderio di allontanare la prospettiva della sconfitta spinge Nadal a inventare passanti di scintillante energia quando ormai la sconfitta è distante solo un punto.
Le prova tutte, fino all'ultimo, perché finché c'è un punto da giocare c'è speranza. Federer, esausto e alla fine vittorioso, incassa anche i complimenti via twitter di Billie Jean King.
"Sono stanchissimo" dice a caldo alla BBC, "è stato durissimo. Rafa ha giocato colpi incredibili per restare nel match, è stata una partita di altissimo livello. Ho vinto i punti importanti, ci sono stati scambi lunghi, lottati. Non è stato facile chiudere il primo set e mantenere il vantaggio. E' stata una gioia giocare oggi".