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Serena cerca il record, Simona la consacrazione

Sabato Serena Williams e Simona Halep si giocano il titolo a Wimbledon. Per la statunitense vincere per l'ottava volta in carriera sui prati di Church Road significherebbe eguagliare il record Slam di Margaret Court (24). Per la rumena sarebbe invece il primo successo sull'erba inglese

di Lorenzo Fares | 13 luglio 2019

Sabato a Wimbledon Serena Williams giocherà la sua trentaduesima finale di singolare a livello Slam. La posta in palio sul Centre Court è altissima: un successo consentirebbe alla statunitense di eguagliare il record di vittorie Slam (24) che appartiene all’australiana Margaret Court. Sarà, per Serena, il terzo tentativo in tal senso: dopo il trionfo del 2017 a Melbourne contro sua sorella Venus e il provvisorio ritiro dal circuito causa maternità, tra Londra e New York la Williams nel 2018 aveva sfiorato l’impresa ma Kerber e Osaka si opposero. Per fare la storia Serena dovrà ora chiedere strada a Simona Halep. La presenza della romena rappresenta un fattore inedito nella carriera della campionessa americana: mai, infatti, nella storia si è tenuta una finale Slam tra di loro. Il dato è curioso, se si considera che la giocatrice di Costanza è stata numero 1 del mondo per 64 settimane (decima nella classifica di tutti i tempi tra le regine del tennis) e che di finali Slam ne ha già giocate quattro. Nel corso della sua fantastica carriera Serena ha incrociato sedici avversarie diverse all’epilogo di un Major. Tra la prima finale, vinta a Flushing Meadows nel 1999 contro Martina Hingis, e la tanto discussa partita persa contro Naomi Osaka lo scorso settembre sempre a New York, Serena ha affrontato: sua sorella Venus (9 finali), Maria Sharapova (4), Angelique Kerber (3), Vika Azarenka (2), Garbine Muguruza (2), Lindsay Davenport (1), Jelena Jankovic (1), Dinara Safina (1), Justine Henin (1), Vera Zvonareva (1), Agnieszka Radwanska (1), Caroline Wozniacki (1), Lucie Safarova (1) e Samantha Stosur (1). L’assenza della Halep dalla lista fa un certo effetto, ma può avere più spiegazioni. La prima: la romena ha fatto il salto di qualità nel 2013, quando Serena di Slam ne aveva già vinti 15, e fino a pochi anni fa negli Slam faceva grande fatica. C’è inoltre da considerare che Serena Williams, causa gravidanza, nel 2017 si è fermata rimanendo inattiva per oltre un anno e una volta rientrata, ad Indian Wells 2018, ci ha messo del tempo per tornare competitiva. Proprio durante questo periodo la Halep ha fatto la voce grossa nel circuito, giocando tre finali Slam e vincendone una. Ciò non implica fatalmente che il dominio della Halep sia dovuto alla assenza di Serena, ma non si può negare che la romena abbia avuto per oltre un anno una pericolosa avversaria in meno nella corsa verso il successo. La finale di domani rappresenta una prima volta, ma anche una occasione per entrambe: Serena per fare la storia, Halep per dimostrare che le attuali gerarchie del ranking non mentono.