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Eventi Internazionali

Serena, what else?

Nella semifinale della parte alta del tabellone la Williams ha impartito una vera e propria lezione di tennis alla ceca Barbora Strycova, mai così avanti in un Major. Adesso Serena è ad una vittoria soltanto dal record-Slam di Margaret Court: per agguantarlo sabato dovrà battere la Halep

di Tiziana Tricarico | 11 luglio 2019

E’ la più “vecchia” finalista Slam dell’Era Open (battuta di un mese Martina Navratilova, finalista nell'edizione del 1994) ma non importa. Non vince un torneo da due anni e mezzo ma fa nulla. Ed anche quella figura rimasta un po’ appesantita dopo la gravidanza passa in secondo piano. Serena Williams è di nuovo in finale a Wimbledon, per l’undicesima volta. Nella semifinale della parte alta del tabellone, quella “anziana” (classe 1981 Serena, 1986 Barbora), la 37enne statunitense, numero 10 del ranking e del seeding, 7 volte regina di Wimbledon (2002, 2003, 2009, 2010, 2012, 2015, 2016), ha liquidato per 61 62, in appena 59 minuti di gioco, la ceca Barbora Strycova, numero 54 Wta, mai così avanti in un Major. E sabato si giocherà il suo ottavo titolo ai The Championships - ma soprattutto il 24° Major – con la rumena Simona Halep, sconfitta in nove dei dieci confronti precedenti.

Di Roberta ce n’è una sola…

Chissà se a Serena è tornata in mente per un momento la Vinci che nella semifinale degli Us Open del 2015 distrusse il sogno dell’americana lanciatissima verso la conquista del Grand Slam. Ma per fortuna della Williams di Roberta ce n’è una sola e Barbora Strycova, pur essendo la giocatrice che nel corso del torneo è scesa più spesso a rete con Serena non ci è proprio riuscita. La 33enne di Plzen, che era già stata nei quarti su questi prati nel 2004 e si è migliorata raggiungendo la sua prima semifinale Slam, non ha avuto - se non in rare occasioni - il coraggio di attaccare come se non ci fosse un domani e da fondo non aveva il peso di palla necessario per reggere gli scambi con l’americana. Per giunta non è un caso se la 37enne statunitense è tra le giocatrici in attività quella con il maggior numero di vittorie sull’erba (107).

Semplicemente ingiocabile

Nel primo set si è presa qualche game giusto per sciogliersi un po’. Poi dal quarto game, dopo aver annullato alla Strycova la palla del due pari, ha cambiato marcia ed è volata velocemente sul 6-1, dopo aver recuperato da 0-40 quando ha servito per il match. Terribile il parziale: 16 punti a 4 per l’americana. In avvio di seconda frazione la ceca è tornata a conquistare un game ma, dopo aver forse tirato un po’ il fiato, nel quinto gioco la Williams è tornata a brekkare la sua avversaria replicando poi nel settimo prima di siglare il 6-2 che le permetterà sabato di giocare, contro Simona Halep, la sua undicesima finale ai The Championships. Serena ha chiuso con 27 vincenti, più del triplo rispetto alla sua avversaria, e con lo stesso numero di gratuiti (10). Raggiungendo la finale si è anche assicurata di non perdere il suo posto tra le top ten (è decima) anche se, c’è da giurarci, non è che la cosa le importi più di tanto.

A caccia del record

“Dopo un anno come questo è bellissimo essere in finale - ha commentato a caldo Serena -. Sento di migliorare partita dopo partita: anche se mi rendo perfettamente conto di aver giocato poco negli ultimi mesi adesso mi sento bene. Il segreto di avere 37 anni ed essere ancora qui? Amo quello che faccio: mi sveglio ogni mattina per fare sport e con il desiderio di giocare a tennis. E poi amo il pubblico, adoro giocare su palcoscenici come questo. La finale? Io e Simona abbiamo sempre lattato molto nelle nostre sfide e lei sta giocando davvero bene in questo torneo. Ad ogni modo non vedo l’ora di affrontarla”. Serena non vince un torneo dagli Australian Open del 2017, quando era già in dolce attesa della piccola Alexis Olympia. Da quando è rientrata dopo la maternità ha giocato già due finali Slam, quella di Wimbledon lo scorso anno, persa contro la Kerber, e quella degli Us Open, battuta da Naomi Osaka in una folle serata newyorkese (recentemente ha rivelato di aver chiesto scusa alla giovane giapponese con una lettera perché non ci dormiva la notte). L’obiettivo per la minore delle Williams sisters è sempre quello: riuscire finalmente a conquistare quel 24° trofeo Slam per agganciare il record assoluto di Margaret Court. Lo meriterebbe proprio.