-
Eventi Internazionali

Nadal show, la semifinale vale il Masters

Dopo 12 anni, lo spagnolo, Roger Federer e Novak Djokovic sono tutti in semifinale a Wimbledon. Rafa giocherà la settima a Wimbledon, la 32ma in uno Slam: dominato Sam Querrey

di Alessandro Mastroluca | 10 luglio 2019

Era successo solo nel 2007. Per la seconda volta nella storia, Novak Djokovic, Rafa Nadal e Roger Federer raggiungono tutti la semifinale a Wimbledon. Il maiorchino è l'ultimo a completare l'en plein con il 75 62 62 a Sam Querrey. Conquista così la 32ma semifinale Slam e il terzo posto davanti a Jimmy Connors nella classifica all-time. Il quartetto lo completa Roberto Bautista Agut, ed è una prima semifinale, la sua, che vale un doppio primato. La Spagna, infatti, non aveva mai portato due giocatori tra i migliori quattro ai Championships.

Con questa vittoria, Rafa Nadal è il primo a qualificarsi matematicamente per le ATP Finals, che non ha ancora mai vinto in carriera. Lo spagnolo, imbattuto da 17 partite, insegue la terza doppietta Roland Garros-Wimbledon e la possibilità di chiudere la quinta stagione da numero 1 in carriera.

2699b6a7-4385-423e-aae6-16eab4569ce5
Play
In semifinale sarà di nuovo Nadal-Federer, come al Roland Garros. A Wimbledon, però, non si incontrano dalla finale del 2008, da quel 9-7 al quinto che al calare della sera ha incoronato Nadal per la prima volta campione nella cattedrale del tennis. "Non era facile immaginare di potersi ritrovare di nuovo in questa situazione" ha detto a caldo Nadal. "Non vedo l'ora di giocare ancora contro Roger qui a Wimbledon".

Nadal ha servito dieci ace contro Querrey, fanno 47 in totale nelle prime  cinque partite, cinque più di Federer. Finora, lo spagnolo ha vinto in percentuale leggermente più punti con la prima rispetto allo svizzero (83% contro 82%) che però fa meglio con la seconda (67% contro 64%). Nella sfida contro Querrey, Nadal ha ottenuto il doppio dei punti con la seconda, ne ha aggiunti 13 su 14 discese a rete e complessivamente 41 in risposta. I 22 ace non sono bastati a Querrey per reggere il livello di Nadal. L'ex numero 11 del mondo non si è mai preso troppo sul serio. E a lungo non ha preso nemmeno il tennis troppo sul serio, quando girava i tornei junior su un furgoncino Volkswagen. Dopo la borsa di studio all'Università della Southern California le prospettive sono cambiate. E il consiglio di papà Mike, che rinunciò nel 1979 a un'offerta della squadra di baseball dei Detroit Tigers per continuare gli studi, gli è rimasto come un monito: «Non fare come me».

Però la differenza di approccio si è trasformata via via in differenza di punteggio. Dopo un primo set chiuso alla quinta occasione, in cui lo statunitense ha mancato tre chances di break per allungare al tiebreak, Nadal ha imposto un livello di gioco che ha finito per sfiancare Querrey, costretto a corse verso rete sempre più rassegnate. I 44 vincenti a fronte di 12 errori misurano un livello di consistenza decisamente insostenibile sul lungo periodo per lo statunitense che pure due anni fa, nel confronto più recente, l'aveva sconfitto in finale ad Acapulco. 

Nadal, però, non vuole fare paragoni tra le diverse stagioni. "Per me è difficile fare confronti perché non mi ricordo quali fossero le mie sensazioni nei tornei passati. Mi è difficile dire come mi sentivo un anno fa. Ogni stagione è differente, i paragoni non mi sono mai piaciuti". 
Quel che è certo, paragoni o no, è che giocherà la 32ma semifinale Slam. Stacca così Jimmy Connors al terzo posto nella classifica all-time: solo Roger Federer (46) e Novak Djokovic (37) ne hanno giocate di più. Il percorso a Wimbledon racconta il senso dell'evoluzione del nuovo Nadal che insegue la brevità come via per il successo. Gli otto set consecutivi senza concedere palle break prima del parziale d'apertura contro Querrey, testimoniano un livello di attenzione e concentrazione che cresce insieme all'aumentar dell'importanza delle partite, come ha sottolineato Francisco Roig nell'intervista pubblicata sul sito dell'ATP prima del match. "Rafa sa quanto è importante tenere il servizio" dice, "e quando è in fiducia inizia aggressivo dal primo punto. Cerca di prendere gli avversari alla sprovvista, quando hanno ancora la guardia abbassata, cerca di costringerli sulla difensiva. Evitare distrazioni e cali di concentrazione è fondamentale, soprattutto su questa superficie".

Benché in molti, giocatori compresi, ritengano che l'erba di quest'anno sia più lenta. L'ha sottolineato anche Milos Raonic, sconfitto in rimonta dopo aver vinto i primi due set contro Guido Pella. "La tengono più alta e un po' più morbida, da quello che ho capito" ha detto. "Cresce un po' a forma di 'x' così non dovrebbe piegarsi ma allo stesso tempo rallenta. E il tennis su erba è significativamente cambiato. Certo, chi serve forte ha ancora vantaggi, soprattutto nella prima settimana, ma nella seconda è più difficile perché si gioca più da dietro". 

Saranno queste le condizioni del duello numero 40 nella rivalità che ha cambiato la storia del tennis moderno. Nadal è in vantaggio 24 a 15 contro Federer, che ha vinto diue Slam in più e l'ha sconfitto due volte in finale a Wimbledon, nel 2006 e nel 2007, prima del cambio della guardia del 2008 al termine di una delle partite più coinvolgenti degli anni Duemila. Una partita rimasta nella storia.