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Eventi Internazionali

“Niente computer: meglio continuare a fare la coda”

Parola di boss di Wimbledon, Richard Lewis che ha voluto chiare la sua posizione sulla possibilità di abolire una delle più antiche tradizioni del torneo usando la biglietteria elettronica

di Vincenzo Martucci | 10 luglio 2019

 

Richard Lewis, “chief esecutive” dell’All England Club di Wimbledon, si è espresso sulla possibilità di usare la tecnologia per assegnare i posti sul Centre Court ed abolire la famosa coda degli aspiranti a un biglietto.

Lei è favorevole o contrario alla biglietteria computerizzata, così da evitare le tende di notte nel parco e le lunghe code dalla mattina all’apertura dei cancelli del club, con migliaia di persone bloccate per accaparrarsi i circa 500 biglietti giornalieri per i campi 1, 2 e 3?

“Esistono tanti modi da prendere in considerazione il tema di tecnologia, ma io non la utilizzerei per la nostra coda. Il ritorno che ne ricaviamo è davvero notevole”.

Quindi per ora non è prevista alcuna iniziativa in proposito. Eppure avete computerizzato i biglietti che vengono sorteggiati col Ballot?

“No, almeno per il momento si va avanti con la tradizione. A me sembra che la coda sia un fattore molto popolare, da non cambiare in nome della tecnologia. Non voglio perderla così in fretta”.

E’ vero che esistono regole ben precise, sveglia alle 6, alle 7.30 distribuzione dei numeri, dopo le 10 niente bivacchi, nessuna fuga superiore ai 30 minuti, pena il diritto al posto, ma la situazione non è un po’ da accampati?

“Io sinceramente vedo sempre tanta gente allegra e contenta. La maggior parte della quale dice che si tratta di un’esperienza meravigliosa. A 13 anni, l’ho fatta anch’io, insieme a mio fratello, per vedere la finale del 1968 fra Rod Laver e Tony Roche. Come tanti altri che lavorano al torneo. E’ diventata un po’ un rito di passaggio”.

Ma ci sarà pure un difetto in tutta quella gente in coda nel parco, per ore ed ore, in attesa di sapere se potrà entrare o meno a Wimbledon!

“Sì, forse la coda è vittima un po’ del suo successo: c’è tanta gente che la fa, e così facciamo spesso degli annunci per informare la gente che ormai la coda è piena ed è inutile aggiungersi”.

Anche se in migliaia insistono tenaci per i famosi 500 posti a disposizione.