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Eventi Internazionali

Barty shock, Serena sorride

La numero uno del mondo saluta Wimbledon negli ottavi, eliminata a sorpresa in tre set dalla statunitense Riske, mai così avanti in un torneo dello Slam. Nessun problema per Serena Williams, per la 14esima volta nei quarti. Avanzano Halep e Svitolina, fuori Pliskova. Konta stoppa Kvitova

di Tiziana Tricarico | 08 luglio 2019

Si è aperto col botto il “manic monday” di Wimbledon (in campo tutti gli ottavi, sia femminili, che maschili). Una giornata di ordinaria amministrazione si è trasformata in un incubo per Ashleigh Barty: la numero uno del mondo è stata battuta per 36 62 62, in un’ora e 37 minuti di partita, dalla statunitense Alison Riske, numero 55 Wta, che ha centrato i suoi primi quarti Slam in carriera. Prossima avversaria per la 29enne di Pittsburgh la connazionale Serena Williams, 7 volte regina di Wimbledon (2002, 2003, 2009, 2010, 2012, 2015, 2016). La Barty si può consolare con la certezza di conservare lo scettro mondiale vista l’uscita di scena della Pliskova, anche lei come l’aussie programmata sul Court 2 (che non sarà più il vecchio “cimitero dei campioni” - in effetti è l’ex campo 11 - ma porta una bella “sfiga” ugualmente!). Regolarmente ai quarti anche Simona Halep ed Elina Svitolina mentre Johanna Konta ha fermato la corsa di Petra Kvitova.

Barty saluta, passa Riske

L’australiana, che su questi prati nel 2011 si è aggiudicata il titolo junior (a soli 15 anni), nell’ultimo mese e mezzo aveva praticamente giocato su una nuvola (15 match vinti di fila): lei che a Parigi aveva firmato il suo primo Slam e che a Birmingham aveva conquistato lo scettro mondiale, a Wimbledon cercava la consacrazione puntando ad un trofeo che all’Australia manca dal 1980 (Evonne Goolagong). Ed anche sui prati di Church Road le cose sembravano andare alla grande con appena 12 giochi ceduti nei primi tre match. Ed invece dopo il 4-1 iniziale nella sfida degli ottavi contro Alison, che faceva presagire un turno di tutto riposo, è successo l’imprevedibile. L’americana ha alzato il ritmo, ha costretto “Ash” a muoversi molto più di quanto non gradisca e piano piano è salita in cattedra, anche un po’ sul piano della personalità. Barty da parte sua non è stata sostenuta come al solito dal servizio e, dopo aver perso male il secondo set, nel terzo ha fallito una palla-break nel quinto game, l’unica concessale dalla Riske. Da parte sua la statunitense non si è lasciata sfuggire l’opportunità nell’ottavo game e con un diritto lungo-linea si è presa il break e nel gioco successivo, su un rovescio spedito in corridoio dall’australiana, ha potuto festeggiare i suoi primi quarti in un Major.

“Sono davvero orgogliosa di me stessa e non solo per questa partita ma per tutti i match che sto giocando a Wimbledon, che sono stati tutti delle vere battaglie” - ha commentato una Riske raggiante -. “Questo per me è un torneo molto speciale e poi credo che il mio gioco si adatti perfettamente all’erba”.

Serena sorride

Sono bastati 63 minuti a Serena Williams, numero 10 del ranking e del seeding, per archiviare la pratica ottavi di finale. La 37enne statunitense - 7 volte regina di Wimbledon (2002, 2003, 2009, 2010, 2012, 2015, 2016) e finalista in altre tre occasioni (2004, 2008 e lo scorso anno) - ha liquidato per 62 62 la spagnola Carla Suarez Navarro, numero 31 Wta e 30esima testa di serie, superata per la settima volta in altrettante sfide (la 30enne di Las Palmas de Gran Canaria non ha mai vinto neppure un set). Nei suoi 14esimi quarti ai The Championships Serena troverà dall’altra parte della rete non la numero uno del mondo Ashleigh Barty, bensì la connazionale Alison Riske, mai affrontata in carriera. 

“Sento di migliorare partita dopo partita anche se mi rendo perfettamente conto di aver giocato poco negli ultimi mesi” - ha detto Serena -. "La mia prossima avversaria? Non l’ho mai affrontata ma so che gioca bene”. L’obiettivo per la minore delle Williams sisters - l’ultima giocatrice ad aver centrato l’accoppiata Parigi-Wimbledon (nel 2015 quando era lanciatissima verso il Grand Slam) – è sempre quello: riuscire a conquistare il 24° trofeo Slam per agganciare il record assoluto di Margaret Court.

Konta stoppa Kvitova

Per la gioia del pubblico di casa Johanna Konta dopo due anni è di nuovo nei quarti di finale a Wimbledon. La britannica, numero 18 Wta e 19esima testa di serie, semifinalista in questo torneo nel 2017, ha battuto in rimonta per 46 62 64, in due ore e 24 minuti, la ceca Petra Kvitova, numero 6 del ranking e del seeding, campionessa nelle edizioni del 2011 e del 2014. La 29enne mancina di Bilivec, che aveva cominciato con grande intensità ha pagato dazio sul piano fisico lei che aveva dovuto rinunciare sia al Roland Garros che a tutti i tornei sull’erba prima di Wimbledon a causa di un problema all’avambraccio sinistro: sotto per 5-1 ha recuperato fino al 5-4, dopo aver annullato anche due match-point nell’ottavo gioco, prima di lasciare via libera alla sua avversaria, brava a non lasciarsi distrarre anche da un lieve risentimento alla caviglia destra. Martedì nei quarti “Jo” troverà dall’altra parte della rete un’altra tennista ceca, Barbora Strycova, che era già stata nei quarti su questi prati nel 2004 evidentemente ci teneva davvero molto a ripetersi visto che sotto di un set e 5-2 nel secondo ha iniziato una rimonta clamorosa. La 33enne di Plzen, numero 54 Wta, ha finito infatti per imporsi per 46 75 62, in due ore e 22 minuti di gioco sulla belga Elise Mertens, numero 21 del ranking e del seeding. Tra secondo e terzo set la 23enne di Lovanio ha rimediato un parziale di nove giochi a zero che è stato un vero e proprio colpo del ko. La Strycova ha vinto in due set tirati l’unico precedente con la Konta, disputato negli ottavi sul cemento di Tokyo due anni fa.

Svitolina puntuale all’appuntamento, Pliskova no

Ha staccato il pass per i quarti ai The Championships” per la prima volta in carriera anche l’ucraina Elina Svitolina, numero 8 del ranking e del seeding, che ha regolato per 64 62, in un’ora e 49 minuti, la croata Petra Martic, numero 24 Wta e 24esima testa di serie. Diversi i game lottati, soprattutto il settimo del primo set, durato ben 28 punti. Martedì la 24enne di Odessa dovrà vedersela con Karolina Muchova, numero 68 Wta, che alla sua prima partecipazione a Wimbledon si è messa subito in evidenza. La 22enne di Olomuc, che gioca un bellissimo tennis molto vario e adattissimo ai prati, si è aggiudicata a sorpresa il derby ceco contro Karolina Pliskova, numero 3 del ranking e del seeding, che a oltre a puntare ai primi quarti a Londra, era in piena corsa per poter strappare lo scettro mondiale alla Barty. La Muchova ha chiuso in tre ore e 16 minuti con lo score di 46 75 13-11 siglando il successo con un diritto vincente. E pensare che Karolina ha servito per il match sia sul 5-4 che sull’11-ò10 ma in entrambe le occasioni è andata sotto 0-40 finendo per perdere il game. La Svitolina ha vinto in due st l’unico precedente con la Muchova quest’anno nei quarti a Doha.

Halep troppo forte per Gauff (almeno per ora)

Si è interrotta negli ottavi di finale la splendida corsa di Cori Gauff, 15 anni ed un futuro (che è già anche un po’ presente…) che si preannuncia radioso. La statunitense, numero 313 Wta, proveniente dalle qualificazioni, dopo aver vinto sei match di fila compreso quello al terzo turno contro la Hercog con tanto di match-point annullati, ha ceduto per 63 63, in poco meno di un’ora ed un quarto di partita, alla rumena Simona Halep, numero 7 del ranking e del seeding, semifinalista nel 2014. Match mai in discussione con la 27enne di Costanta che ha giocato sempre bene i punti che contavano e che si è anche permessa il lusso di farsi recuperare un break di vantaggio sia in avvio di primo set che nel secondo parzziale. Martedì la Halep si giocherà un posto nelle semifinali con Shuai Zhang. La cinese nelle otto precedenti partecipazioni a Wimbledon non aveva mai vinto nemmeno un match: di punto in bianco ne ha messi in fila 4 conquistando un posto tra le migliori otto del torneo. Negli ottavi la 30enne di Tianjin, numero 50 Wta, ha sconfitto per 64 16 62, in poco più di un’ora e tre quarti di gioco, la giovane ucraina Dayana Yastremska, numero 35 del ranking mondiale. La Zhang è in vantaggio per 2-1 nei precedenti con la ex numero uno del mondo e si è imposta proprio nelle ultime due sfide, ma le due non si affrontano da quasi tre anni.

Tabelloni aggiornati

Queste le sfide dei quarti in programma martedì:
Riske (USA) c. (11) S.Williams (USA)
Strycova (CZE) c. (19) Konta (GBR)
(8) Svitolina (UKR) c. Muchova (CZE)
(7) Halep (ROU) c. S.Zhang (CHN)

SINGOLARE FEMMINILE

DOPPIO FEMMINILE

QUALIFICAZIONI FEMMINILI