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Eventi Internazionali

10 cose (+1) che devi sapere di Wimbledon

Sapete quali erano i colori ufficiali del torneo prima del verde e del viola? E perché sono stati cambiati 110 anni fa? E come si chiama il falco che tutti i giorni ‘protegge’ l’erba dell’AELTC? Ecco una lista di curiosità imperdibili sul torneo più famoso del mondo

di Marco Mazzoni | 10 luglio 2019

Sta diventando anche il nostro giardino. Un tempo guardavamo l'erba di Wimbledon come un gran bel classico ma del quale potevamo fare tranquillamente a meno. Italiani, popolo di santi, navigatori e... tennisti da terra battuta. Pochi risultati significativi in tutta la nostra storia nel Club dove è nato il tennis moderno ma soprattutto un disagio di fondo, un giocarci obtorto collo, un po' come andare al matrimonio di un lontano cugino che avremmo evitato volentieri ma ci tocca.  Sui prati all'inglese bisogna battere forte (o molto tagliato in slice) e preciso, attaccare decisi, saper giocare bene a rete.  Pur riconoscendo il fascino del luogo, a noi, storicamente dialoganti da fondocampo, più tocco che esplosione, quel gioco d'azzardo, un po' da pistoleri non è mai piaciuto. 

Non era il nostro, non eravamo a casa sui prati. Là si scivolava pure, e non in modo controllato per raggiungere l'ennesima palla di un lungo scambio: si rischiava proprio di finire lunghi distesi.
Ora che le cose stanno cambiando, che la nuova generazione azzurra ha servizi esplosivi e vuole andare a prendersi i titoli che contano attaccando dappertutto, è ora di guardare allo splendido giardino sportivo che si apre oltre i Doherty Gates con un atteggiamento diverso. Conoscerlo meglio e di più per sentirci più a nostro agio.
Ad accompagnarci tra i segreti dei Championships e dell'All England Lawn Tennis Club lo sguardo curioso e la penna a forma di racchetta di Marco Mazzoni.
(e.a.)

The Chempionships sono l'evento dell'anno. Compresa la novità 2019 di SuperTennis in Italia, la copertura televisiva di Wimbledon è una delle più complete e capillari tra gli eventi sportivi mondiali. Anche una delle più antiche.
Le prime immagini di Wimbledon furono prodotte ed emesse dalla BBC il 21 giugno 1937. Un altro record è del 1967: i Championships di quell'anno furono la prima trasmissione a colori in Gran Bretagna, con 80 produttori presenti. Attualmente nel Broadcast Centre lavorano oltre 2.500 broadcasters, con una copertura pressoché totale in tutto il mondo.
Le immagini dei Championships arrivano in ogni angolo del pianeta, dalle più piccole isole dei Caraibi alla Micronesia. Eppure, al netto di questo immenso sforzo produttivo, ci sono ancora molte cose che dovreste sapere sui Championships e che, probabilmente, non sapete. Rimediamo subito.

 

 

 

 

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1 Imogen Davis e Rufus

Chi sono costoro? Giovani talenti in erba? No, sono una coppia molto discreta che sorveglia “dall'alto” i campi di Wimbledon con la secolare tradizione della Falconeria. I Championships infatti adottano quest'antica arte venatoria per tenere i campi sgombri da altri volatili, piccioni in primis, in modo da non disturbare il gioco, gli spettatori e tenere puliti court e aree del torneo.

Imogen Davis viene da una lunga tradizione familiare di falconieri. Da oltre 10 anni svolge questo compito particolare, in coppia con il suo fido Rufus, un bel falco di 12 anni con un'apertura alare di oltre un metro. “I piccioni sono fatalmente attratti dalla semenza dell'erba, e Rufus con la sua presenza li spaventa senza aggredirli - spiega Imogen -. Rufus sorveglia soprattutto il Centrale, Campo 1 e le strutture principali, perché il tetto e le varie coperture sono luoghi ideali per la nidificazione dei volatili, che sostando nell'area possono danneggiare i prati. Come funziona la falconeria? Rufus mi conosce da sempre, da quando aveva quattro mesi.

Ritorna da me perché io rappresento il modo più semplice per procurarsi cibo, generalmente proteine animali; inoltre questa specie di predatori dei cieli ha un'indole “sociale”, cerca approvazione per il compito di scacciare gli altri uccelli, quindi torna da me come per dirmi... hey, visto che bel lavoro ho fatto?”. Ma quando opera il falco? La mattina presto, dalle 5 alle 9, e quindi di sera intorno al tramonto.

2 Niente sponsor sui campi, o quasi...

Uno degli aspetti che distingue Wimbledon dagli altri tornei di tennis professionistici è l'assenza di cartelloni pubblicitari sui campi. Il verde che circonda i court, dal Centrale al campo 18, è praticamente immacolato.

La forza economica e la tradizione del torneo sono talmente grandi da consentire questa scelta “anacronistica”, visto come il tour Pro e gli altri Slam siano invece ricchissimi di partners, tutti interessati alla massima visibilità durante il gioco.

In modo assai discreto, tuttavia qualche brand è in realtà presente in campo: l'orologio ufficiale (Rolex), il fornitore delle palle (Slazenger) con un minuscolo brand sui teloni posteriori.

Da quest'anno una piccola novità: in un angolo del campo (sul Centrale appena sotto al tabellone dello score) è apparso il logo Oppo, marchio di hi-tech digital cinese, già partner di altri eventi (Roland Garros). Una presenza molto discreta, ma che non sfugge all'occhio attento...


3. Il profilo twitter dei giardinieri di Wimbledon

I campi in erba di Wimbledon sono un vero oggetto di culto, trattati con cura maniacale per tutto l'anno, non solo nei giorni antecedenti il torneo e durante l'evento. Siamo nell'epoca dei “social”, non poteva mancare un canale ufficiale dei... giardinieri di Wimbledon! Seguendo su Twitter il profilo @AELTCGroundsman avrete informazioni, foto e curiosità sul lavoro quotidiano dei Wimbledon Groundsman. L'account è molto curato e ricco di foto interessanti: dagli operatori al lavoro, con le macchine tradizionali e qualche arnese a dir poco inconsueto (come degli strumenti che rilevano la consistenza del manto!), a bellissime foto dell'impianto in momenti particolari della giornata, come l'alba o il tramonto. Il profilo vanta quasi 5.000 tweets e 14.500 followers. È un account ufficiale, tanto che tutte le foto postate hanno il copyright dell'AELTC. Per intenditori!

4. Le mitiche palline bianche

Chi bazzica racchette e campi da qualche anno ricorderà le bellissime palline da tennis bianche. Candide come la neve fresca appena uscite dal tubo, furono rimpiazzate da quelle attuali di colore giallo vivo, per migliorare la visibilità di gioco, soprattutto a favore degli spettatori in tv. Da baluardo della tradizione, Wimbledon è stato l'ultimo grande torneo ad abbandonare le storiche palline bianche. Quando? 1985. Il servizio vincente esterno con cui Boris Becker trasformò il Championship point vs. Kevin Curren fu l'ultimo punto disputato con le tradizionali palle bianche. Dal 1986 anche i Championships hanno adottato palline di color giallo.

5. Verde e viola, i colori ufficiali

Iconici i colori ufficiali di Wimbledon: verde scuro e viola. Si trovano ovunque nel club, come nel richiestissimo (e costoso...) merchandising. Sono stati introdotti nel 1909, a sostituire i precedenti colori ufficiali del club: blu, giallo, rosso e verde. La decisione fu presa per distinguersi da quelli della Royal Marines, praticamente identici.

Curioso che in nessun registro o nota ufficiale del club fu registrata la motivazione della scelta, verde e viola. Se è facile intuire dove si trova il verde, il viola nell'impianto è ricreato anche grazie a migliaia di piante di Petunia Calibrachoa, curate ogni giorno con la stessa cura dei courts.

7. Prize money: che crescita!

Il prize money a Wimbledon è cresciuto quasi ogni anno, ed in modo significativo. Nel 1968 Rod Laver, campione maschile, portò a casa un assegno di 2000 sterline; Billie Jean King 750.

La crescita è stata costante, praticamente di anno in anno. Ecco alcuni degli step più significativi: nel 1974 si toccò 10.000 sterline per il vincitore e 7.000 per la vincitrice; nel 1979 il prize money maschile raddoppiò rispetto a cinque anni prima, 20.000 per gli uomini e 18.000 per le donne. Altri 5 anni e boom! 100.000 sterline di premio nel 1984 per John McEnroe e 90.000 per Martina Navratilova.

Negli anni '90 la crescita fu notevole, arrivando a toccare 500mila sterline nel 2001 per Goran Ivanisevic e 462.500 per Venus Williams.

Il 2007 è data importante: il prize money femminile diventa uguale a quello maschile. Nel 2010 si toccò la cifra simbolica di 1 milione di sterline (Nadal - Serena Williams), e nel 2016 Andy Murray e Serena Williams portarono a casa un assegno “monstre” da 2 milioni di sterline. I prossimi campioni dei Championship avranno un premio di 2.350.000 sterline (2.617.900 euro). Non male...


8. Un esercito di giudici

Quanti sono i giudici arbitro e di linea che lavorano a Wimbledon? In totale 366. L'edizione 2019 dei Championships vede operativi 360 “Chair Umpires and Line Umpires” più altri 36 di staff fuori dai campi, tutti diretti da Adrian Wilson, “Chief Umpire” del torneo. In totale copriranno oltre 650 match sui 18 campi da gioco. 218 sono parte dell'ABTO (Association of British Tennis Officials), gli altri 148 vengono da tutto il mondo. Circa 45 giudici di sedia operano ogni giorno sui vari campi, con gli altri distribuiti come giudici di linea. Di solito un giudice di sedia arbitra due match al giorno, non necessariamente sullo stesso campo.
Curiosa la distribuzione dei giudici di linea: vengono formate due squadre per ogni incontro, ciascuna resta in campo 60 minuti, quindi riposo per altri 60 minuti e poi di nuovo a giudicare “in” e “out”. Il Centrale, campo 1, 2, 3, 12 e 18 dispongono di due team di 9 giudici di linea, mentre gli altri campi hanno due squadre di 7 giudici.

9. Inchino al Royal Box solo con la Regina

Uno dei rituali classici di Wimbledon era l'ingresso sul Centre Court: i protagonisti, una volta entrati sul centrale, dopo pochi passi si fermavano e si giravano verso la tribuna reale per l'inchino, in segno di omaggio alla famiglia reale britannica. Questa tradizione è stata abolita nel 2003, eccetto il caso in cui sia presente in tribuna Sua Maestà la Regina Elisabetta II o il Principe di Galles. Rarissime le apparizioni della Regina ai Championships, preferisce da sempre le corse di cavalli...

10. I raccattapalle

Come vengono scelti i raccattapalle a Wimbledon? I ragazzi, dell'età media di 15 anni, vengono selezionati dalle scuole di Londra. Il processo è piuttosto complesso, con il ruolo determinante del Preside dell'istituto. I ragazzi selezionati devono superare un esame scritto ed un test di idoneità fisica, oltre a lunghe sessione di training nell'impianto dell'AELTC, oltre due ore al giorno quando si avvicina il torneo, con la procedura che inizia poco prima di Pasqua. Negli anni '20 i ragazzi erano selezionati dalla Shaftesbury Homes, un istituito di carità londinese.
Dal dopo guerra oltre ad alcuni istituiti i ragazzi erano selezionati da varie scuole. Le ragazze sono state ammesse al ruolo dal 1977. Nel 1980 furono introdotte le prime squadre miste di ragazzi e ragazze, fino al 1985, quando anche le Ball Girls fecero finalmente il loro ingresso sul Centre Court.

Extra: il Centrale solo per i Championships e...

Il Centre Court ospita partite di tennis esclusivamente per il torneo di Wimbledon. Il campione in carica del titolo gioca il primo punto di ogni nuova edizione; il match point della finale maschile tira giù il “sipario” sul centrale fino all'anno successivo. C'è stata solo un'eccezione: l’All England Club ospitò il torneo Olimpico di Londra 2012, con partite anche sul Centre Court. Andy Murray vinse la medaglia d'oro, sconfiggendo in finale Roger Federer.