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Eventi Internazionali

Pazzesca Coco: vola!

Incredibile rimonta della 15enne Cori Gauff: batte la Hercog e sfiderà negli ottavi Simona Halep, che ha travolto Azarenka. Invece Pliskova deve lottare allo stremo per vincere l'ottava partita consecutiva sull'erba, con la cinese di Taipei Hsieh. Svitolina vince combattendo, Wozniacki crolla

di Enzo Anderloni | 05 luglio 2019

IL TABELLONE DEL TORNEO FEMMINILE SEMPRE AGGIORNATO

Standing ovation sul Centre Court per Cori 'Coco' Gauff, che giocava per la prima volta nel tempio del tennis. Ha ribaltato una partita che sembrava finita: 6-3 il primo set per la slovena Hercog e ancora 5-2 per lei e poi 5-3 con il servizio a disposizione nel secondo. E due match point. 
Non c'era storia: troppo potente la tatuatissima Polona per la ragazzina americana che, in quel frangente, è sembrata ancora davvero troppo ragazzina per poter giocare alla pari con una ventottenne di un metro e 83, in grado di servire missili.
Eppure Coco non ha mollato, non ha voluto mollare. Ha sentito il calore del pubblico che istintivamente l’ha adottata come si fa con i cuccioli (specie se sono di campione). E un punto dopo l'altro, un rovescio tagliato dopo l'altro, una rincorsa disperata dopo l'altra, si è arrampicata fino al 5-5. Poi fino al tie-break che si è aggiudicata con i denti, 9 punti a 7. 

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A quel punto è stata la povera Hercog a crollare. Aveva giocato un gran partita, picchiato forte con il servizio, fatto seguire da diritti devastanti. Ma a un certo punto qualche errore di troppo, e la scelta della sua avversaria di mettersi a duellare sulla diagonale del rovescio, l'avevano gradatamente smontata. Facendo emergere quelle fragilità emotive che l'avevano sempre bloccata alla prima settimana di Wimbledon. Non era mai andata oltre il terzo turno.

Non ci sarebbe riuscita nemmeno oggi, nonostante una bella rimonta, a sua volta, nel terzo set. Partiva infatti sotto 1-4, con la Gauff che volava sulle ali del precedente ribaltone, ma risaliva fino a 4 pari. E lì si rigiocava tutto di nuovo, un punto alla volta. 
Diagonali tagliati di rovescio carichi di apprensione, attacchi titubanti: la tensione sul Centre Court era altissima. Si è sciolta solo dopo 2 ore e 46 minuti quando la Hercog ha messo lungo un pallonetto dopo aver chiamato a rete Coco Gauff con l'ennesima palletta tagliata. 
E lo stadio scattava in piedi mentre Coco volava, con la sua racchetta lanciata in aria. I suoi genitori ballavano e si abbracciavano in tribuna. Che sfortuna povera Polona: aveva incontrato una stella.

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Coco invece lunedì troverà Simona Halep, una numero 1. Un altra tappa di esperienza importante sulla strada che va, come dicono qui a Wimbledon, "alla ricerca della grandezza". E' la più giovane giocatrice negli ottavi di finale di Wimbledon dai tempi della sua connazionale, di origini italiane, Jennifer Capriati, che si arrampicò fino alle semifinali: era il 1991.

Quella che era attesa come la partita del giorno è durata solo 66 minuti: con un secco 6-3 6-1 Simona Halep ha battuto sul Centre Court Vika Azarenka. Stoppando il suo sogno di rientrare nel giro che conta del tennis mondiale. Alla fine sono stati soprattutto gli errori a fare la differenza. Infatti la bielorrussa ha messo a segno addirittura un colpo vincente in più dell’avversaria (14 a 13) ma ha commesso ben 33 errori contro i 9 della rumena che ha affrontato l’avventura di Wimbledon con una solidità nuova.

Ha dimostrato di aver voglia di battersi fino in fondo anche Karolina Pliskova, messa in seria difficoltà dalla ostica rappresentate di Taipei, Su-Wei Hsieh. Con il suo gioco basato su gesti brevi ma rapidissimi, diritto e rovescio a due mani, e tagli velenosi la cinese si è fatta la fama di giant-killer sull’erba. Lo scorso anno aveva eliminato Simona Halep. Quest’anno ha battuto più di una Top 10. Proprio contro la Pliskova aveva compiuto una piccola impresa che sicuramente era rimasta impressa nei ricordi dell’ex n.1 del mondo: a Dubai, nei quarti di finale l’aveva eliminata rimontando da 1-5 nel terzo set fino al 7-5 vincente. Ecco perché la battaglia di oggi è stata durissima e Karolina, che viene dalla vittoria nel torneo di Eastbourne, guarda al prossimo match, contro la giovane connazionale Muchova con ottimismo.

L’approdo agli ottavi di finale eguaglia la sua migliore prestazione a Wimbledon. Ora che ha vinto 8 partite consecutive sull’erba, non vorrebbe fermarsi più.

Il trionfo di Elina

Il trionfo è stato quello sudatissimo, dopo oltre due ore di battaglia dell’ucraina Elina Svitolina, testa di serie n.8, sulla greca Maria Sakkari, un tipo combatto, tignoso, voglioso di competere per popolarità con il connazionale astro nascente Stefanos Tsitsipas.

Svitolina, che aveva vinto le Wta Finals a fine 2018, era partita bene quest’anno, con i quarti di finale agli Open d’Australia e le semifinali a Doha, Dubai e Indian Wells. Un periodo felice anche sul piano sentimentale: vinceva e girava il mondo con Gael Monfils al suo fianco. Quando le tappe del tour coincidevano, si allenavano insieme. Poi un ginocchio ha cominciato a scricchiolare e la povera Elina ha infilato una serie di sconfitte al primo turno davvero imbarazzante per una tennista del suo calibro. La serie si è protratta fino alle prime due prove sull’erba a Birmingham e Eastbourne.

A Wimbledon l’ucraina ha tirato fuori tutto l’orgoglio. Ha goduto anche dell’aiuto della sorte che le ha permesso di approfittare dell’infortunio della russa Gasparyan al secondo turno: l’avversaria si è dovuta ritirare quando era in vantaggio di un set.

Oggi ha combattuto punto a punto contro un’avversaria davvero tosta. Ha centrato il primo set vincendo 5 giochi consecutivi: partita in svantaggio 1-3, lo ha chiuso 6-3. Anche nel secondo è risalita da 0-3 a 5-5. Poi però ha ceduto al tie-break.

Nonostante non sentisse di aver ritrovato appieno il suo gioco ha tenuto duro. Ha conquistato un break di vantaggio in apertura di terzo set e l’ha conservato fino in fondo, pur soffrendo per una brutta vescica a un piede e dovendo salvare numerosi break point. Il 6-2 finale è stato una liberazione e una soddisfazione. La due volte campionessa degli Internazionali BNL d’Italia prosegue la sua corsa. Sfiderà la croata Petra Martic, n. 24 del mondo e recente quartofinalista al Roland Garros, che ha superato in tre set l'americana Danielle Collins.

Il disastro di Caroline

Il disastro è stato quello vissuto da Caroline Wozniacki sul campo n.2. In questa annata tribolata, nella quale sta imparando a convivere con la notizia di essere affetta da artrite reumatoide, l’ex n.1 del mondo ha perso ogni sicurezza sul campo da tennis. E i soli sei game raccolti contro la pur solida cinese Shuai Zhang la dicono lunga. Zhang ha 30 anni, è n. 50 del mondo e non aveva mai vinto una partita nelle 5 precedenti apparizioni sull’erba di Wimbledon. Dunque meglio per la danese voltare pagina, dimenticare velocemente l’accaduto odierno e recuperare le immagini felici e spensierate del suo recente matrimonio, con l’ex cestista Usa David Lee.

E’ storia fresca, di tre settimane fa: i due si sono sposati in Italia, a Castiglion del Bosco, in provincia di Siena. Tra i 120 invitati le colleghe di lei Serena Williams e Angelique Kerber; e di lui Pau Gasol e Harrison Barnes. Dunque la scarsa condizione è anche figlia di qualche bicchiere di Brunello di Montalcino in più rispetto alla classica dieta dello sportivo. Vogliamo pensarla così e augurare comunque tanta felicità alla non fortunatissima Caroline.